La paura di non riuscire a prendere un treno in corsa è così forte che gli investitori stanno scommettendo con decisione su un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, anche se non c’è la certezza. Del resto il loro termometro preferito di questi tempi, il petrolio, è sceso sotto i 100 dollari e, mentre le borse asiatiche balzano a nuovi record, la giornata, pur con l’assenza di Stati Uniti e Gran Bretagna chiusi per festività, si preannuncia euforica anche per le borse europee.
Accordo Usa-Iran: forse si, forse no. Il petrolio perde il 5% e scende a 98 dollari
Trump nel week end in un primo momento aveva detto che Washington e Teheran avevano “in gran parte negoziato” un memorandum d’intesa su un accordo di pace che avrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz. Poi ieri ha aggiunto di aver detto ai suoi rappresentanti di non affrettarsi a raggiungere un accordo con l’Iran, mentre la sua amministrazione ha minimizzato le speranze di una svolta imminente. Il blocco statunitense contro le navi iraniane nello Stretto di Hormuz “rimarrà pienamente in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo”, ha scritto Trump su Truth Social. “Entrambe le parti devono prendersi il loro tempo e fare le cose per bene”, ha aggiunto.
Poi il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi “oggi stesso. Pensavamo di avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, ma non darei troppa importanza alla cosa”, ha detto Rubio a Nuova Delhi, riferendosi alla potenziale intesa. “Abbiamo sul tavolo quella che credo sia una proposta piuttosto solida in termini di capacita’ di Israele di riaprire gli stretti, di renderli accessibili”, ha detto ai giornalisti prima di lasciare la capitale indiana, dove si trovava in visita ufficiale. Non c’è stata alcuna risposta da parte del governo iraniano.
Le due parti restano in disaccordo su diverse questioni spinose, come le ambizioni nucleari dell’Iran, la guerra di Israele in Libano contro la milizia Hezbollah, sostenuta dall’Iran, e le richieste di Teheran di revocare le sanzioni e sbloccare decine di miliardi di dollari di entrate petrolifere iraniane congelate in banche estere. Un consigliere militare iraniano di Khamenei ha affermato che Teheran ha il diritto legale di gestire lo Stretto di Hormuz, sebbene non sia chiaro se ciò significhi continuare a decidere quali navi possono transitarvi. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che 33 imbarcazioni hanno attraversato lo stretto nelle ultime 24 ore, dopo aver ottenuto il permesso da Teheran, un numero ancora ben lontano dalle 140 che si registravano in una giornata tipica prima della guerra. Anche se la guerra finisse ora, i flussi completi attraverso lo stretto non torneranno prima del primo o del secondo trimestre del 2027, ha dichiarato la scorsa settimana il capo della Compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi.
Trump, i cui indici di gradimento sono stati colpiti dall’impatto della guerra sui prezzi dell’energia negli Stati Uniti e che ha dovuto affrontare i tentativi del Congresso di limitare i suoi poteri in materia di guerra, ha ripetutamente enfatizzato la prospettiva di un accordo per porre fine al conflitto iniziato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. Un fragile cessate il fuoco è in vigore dai primi di aprile.
Le prolungate interruzioni di fornitura energetica dovute al conflitto rischiano di far aumentare i prezzi in tutto il mondo, spingendo gli operatori a scommettere su ulteriori rialzi dei tassi sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti. I mercati stanno ormai scontando pienamente un aumento di 25 punti base da parte della Federal Reserve statunitense nel gennaio 2027, un netto cambiamento rispetto alle aspettative precedenti allo scoppio delle ostilità a fine febbraio, quando si prevedevano due tagli dei tassi quest’anno.
I prezzi del petrolio hanno toccato i minimi delle ultime due settimane, aprendo la settimana con i future del Brent in calo di oltre il 5% a 98,06 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense si attesta a 91,153 dollari al barile, anch’esso in calo di oltre il 5%.
Wall Street oggi chiusa per il Memorial day. In agenda giovedì il dato Pce sull’inflazione
Per Wall Street la settimana inizia con una giornata di vacanza, il Memorial Day, ma i futures al momento indicano scommesse di una riapertura in netto rialzo. In settimana l’attenzione sarà per i dati sull‘inflazione Pce Usa, giovedì, che dovrebbero mostrare un’inflazione complessiva superiore al tasso di riferimento attualmente fissato dalla Fed.
La stagione delle trimestrali che finora ha portato buoni frutti, sta volgendo al termine: in settimana tra le società che pubblicheranno i dati ci sono il fornitore di software cloud Salesforce e Dell Technologies, che vende server. Con oltre il 90% delle società dell’indice S&P 500 che hanno già pubblicato i risultati, gli utili complessivi del primo trimestre sono sulla buona strada per registrare un aumento del 29% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di LSEG IBES. L’indice di riferimento S&P 500 ha vacillato la scorsa settimana, ma si è mantenuto vicino al suo massimo storico, con un rialzo di oltre il 9% dall’inizio dell’anno. L’indice ha registrato otto settimane consecutive di guadagni.
Il crollo del mercato obbligazionario ha messo Wall Street in allerta. Il rendimento del titolo di Stato decennale di riferimento ha raggiunto la scorsa settimana il livello più alto da gennaio 2025, mentre quello trentennale ha toccato il massimo dal 2007, sebbene entrambi i rendimenti abbiano poi registrato un calo verso la fine della settimana.
Asia in rally con un Nikkei da record. Chiusi Hong Kong e Seul
In un mercato asiatico privo delle contattazioni di Hong Kong e Seul, chiusi per festività, spicca il Nikkei giapponese che è balzato del 3% superando per la prima volta quota 65.000 con Softbank a +5,5% a 7.153 yen, nuovo massimo storico. Da inizio anno il titolo della holding dell’high tech, guadagna il 62%, +17% nelle ultime cinque sedute. Le aziende giapponesi quotate in Borsa hanno archiviato l’esercizio fiscale con utili record per il quinto anno consecutivo, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente, sostenute dalla corsa globale all’intelligenza artificiale e dal rafforzamento del comparto bancario, dice un’indagine di SMBC Nikko Securities su un campione di 1.116 società incluse nell’indice Topix.
In Cina l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è a +1%. Gli afflussi di investimenti diretti esteri in Cina sono diminuiti del 10,3% su base annua, attestandosi a 287,7 miliardi di yuan cinesi (circa 36,5 miliardi di euro) nei primi quattro mesi del 2026, riporta il ministero del Commercio cinese. A Taiwan, l’indice Taiex di Taipei è a +3,2%. In India, l’indice BSE Sensex di Mumbai +1%.
Il dollaro perde terreno rispetto alle sue principali controparti. L‘euro è salito dello 0,33% a 1,1646 dollari, mentre lo yen giapponese si è rafforzato a 158,85 per dollaro statunitense.
Sostenuto da un dollaro più debole e dal calo dei prezzi del petrolio il prezzo dell’oro spot è salito stamane dell’1,1% a 4.559,29 dollari l’oncia. I future sull’oro statunitensi con scadenza a giugno hanno guadagnato lo 0,8%, raggiungendo i 4.560,30 dollari. L’argento spot è salito del 2,8% a 77,61 dollari l’oncia, il platino è aumentato dell’1,9% a 1.958,35 dollari e il palladio ha guadagnato il 2,3% a 1.379,31 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Nexi e Recordati
Le borse europee sono viste aprire in rialzo: il future dell’indice EuroStoxx 50 segna un rialzo dell’1%. La borsa di Londra è chiusa per festività.
Diasorin – Tra il 18 e il 22 maggio ha acquistato 63.107 azioni proprie al prezzo di 65,811 euro per azione, per totale di 4.153.135 euro.
Ferrari – Presenta il suo primo modello elettrico Luce.
Nexi – Cdp approva il piano per aumentare la partecipazione in Nexi fino al 29,9% e sottoscrivere derivati collegati all’8% del capitale.
Recordati – Venerdì, CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert, promotori dell’Opa volontaria sull’azienda farmaceutica, hanno acquistato rispettivamente l’1,82% e il 2,86% di Recordati, ad prezzo medio di 51,29 euro per azione.
Snam – Le manifestazioni di interesse per la controllata Bionerys sono state più di 40. Lo ha dichiarato l’ad Agostino Scornajenchi venerdì. Le offerte vincolanti sono poco meno della metà ma di molto superiori alle attese.
Tenaris – Rothschild ha alzato il target price a 25 euro, dai 19 euro precedenti, confermando il giudizio Buy.
Mfe – Chiederà l’annullamento del procedimento esecutivo concluso a Madrid, in base al quale dovrà pagare a ITV 74 milioni di euro per l’utilizzo irregolare del format televisivo Pasapalabra tra il 2012 e il 2019. La società afferma che una recente sentenza del Tribunal Supremo spagnolo ha stabilito che i diritti di copyright non appartengono a ITV.
Tip – Bending Spoons procede verso una Ipo a New York con una valutazione indicata tra 20-30 mld di dollari.