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Borsa: la Difesa vola dopo “bomba geopolitica” in Venezuela e minacce Trump. Exploit di Leonardo e Rheinmetall

Il blitz statunitense in Venezuela e le sue possibili conseguenze geopolitiche mettono le ali ai titoli della Difesa europei, in forte rialzo anche per le minacce di Trump a Groenlandia, Cuba, Messico e Colombia

Borsa: la Difesa vola dopo “bomba geopolitica” in Venezuela e minacce Trump. Exploit di Leonardo e Rheinmetall

Il 2026 comincia così come si è concluso il 2025: con un nuovo exploit dei titoli della Difesa europei, stavolta spinti al rialzo dal blitz statunitense in Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e della moglie Cilia Flores, e dalle possibili conseguenze geopolitiche di quanto accaduto.

Leonardo vola a Milano, sprint di Rheinmetall a Francoforte

Di fronte a questo scenario lo Stoxx Europe Aerospace & Defense avanza oggi dell’1,46%, portando il rialzo settimanale a +7,8%. A Milano vola Leonardo, che dopo un 2025 da record (+89,6%), nella seconda seduta dell’anno guadagna il 6,13% a 54,36 euro per azione. Segue a ruota Fincantieri dopo il +141% realizzato lo scorso anno: il titolo sale infatti del 3,68% a 18,31 euro.

A Francoforte fa ancora meglio Rheinmetall, che si muove in progresso del 7,2%  a 1.710 euro, beneficiando anche di un ordine per diversi milioni da parte dell’esercito tedesco. A Parigi Thales e Airbus avanzano rispettivamente il 4% e l’1,45%, mentre a Londra Bae System mette a segno la miglior performance del Ftse 100, salendo del 4,6%.

Il Venezuela riaccende le tensioni internazionali, occhi su Cina Taiwan

La guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e adesso anche il Venezuela. Sono tre i fronti geopolitici che preoccupano il mercato, con gli investitori che si interrogano su quale sarà il destino del paese sudamericano dopo la cattura di Maduro, mentre la leader ad interim Delcy Rodriguez, fino a pochi giorni fa vicepresidente, chiede “relazioni equilibrate e rispettose” con gli Usa. Dubbi anche sulla mossa di Trump, con diversi analisti che giudicano il blitz Usa come un “pericoloso precedente” a livello internazionale.

Nel frattempo, secondo diversi operatori, i Paesi europei continueranno ad aumentare le spese militari “in risposta alla propensione del tycoon a ricorrere alla forza militare come parte della sua più ampia agenda politica”. Non solo, l’operazione fortemente voluta da Donald Trump solleva “inquietanti interrogativi” sulle future possibili mosse della Cina nei confronti di Taiwan ,territorio da tempo rivendicato da Pechino, oltre che “sulla possibilita’ che Washington possa spingere in modo più aggressivo per un cambio di regime in Iran”. 

A riassumere il quadro nel modo più efficace sono gli esperti di Saxo, che affermano che “l’azione degli Stati Uniti in Venezuela è una bomba geopolitica”.

Cuba, Colombia, Groenlandia: i prossimi obiettivi di Trump?

Nel frattempo, almeno a parole, Donald Trump non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi e dopo quello sul Venezuela, sembraintenzionato a realizzare altri “blitz” di dubbia legalità. Parlando coi giornalisti a bordo dell’Air Force One, l’inquilino della Casa Bianca ha infatti minacciato una possibile “missione statunitense simile” anche sulla Colombia di Gustavo Petro, “un uomo malato”, secondo Trump. Nel mirino del tycoon anche ilMessico di Claudia Sheinbaum, mentre Cuba sarebbe pronta a “cadere da sola”. 

Rimane poi sul tavolo la questione della Groenlandia, ambita dal presidente americano per le sue significative risorse minerarie e la posizione strategica. Il tycoon ha ribadito l’intenzione di occuparsi del territorio in breve tempo. “Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene”, ha dichiarato, riaccendendo i timori di un intervento simile a quello in Venezuela.

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