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Borsa in rosso, crolla Exor ma i farmaceutici vanno

La caduta di Exor trascina giù anche il Ftse Mib – A Piazza Affari, che perde oltre il 2%, male anche Mediobanca, Tenaris e Fineco, su cui pesano i realizzi – Grosso balzo in avanti invece per Diasorin, bene anche Recordati.

Il pessimismo statunitense sui tempi di uscita dalla pandemia e dalle sue conseguenze economiche ha contagiato i listini europei, che chiudono in profondo rosso una seduta incerta fin dai primi scambi.

Piazza Affari perde il 2,14% e scende a 17.183 punti base, zavorrata da Exor, -7,21% e dalle banche. Il settore creditizio manda a tappeto anche Francoforte, -2,62%, dopo la deludente trimestrale di Commerzbank (-7%). In maglia nera, Parigi -2,85%; le perdite sono leggermente più contenute a Madrid-1,9% e Londra -1,55%.

La spallata definitiva al fragile sentiment europeo è arrivata nel pomeriggio da Wall Street, che è partita partita in calo e sta accelerando al ribasso, dopo un tentativo del Nasdaq di cambiare segno. A pesare è soprattutto la preoccupazione sui tempi della fine del lockdown e sulla conseguente recessione.

Dopo il monito del virologo Anthony Fauci di ieri, sui rischi di un’uscita accelerata, oggi il presidente della Fed Jerome Powell ha detto che il futuro dell’economia americana è  “molto incerto” e soggetto a rischi notevoli a causa della pandemia e la ripresa economica potrebbe farsi attendere più del previsto. Il tasso di disoccupazione americano dovrebbe toccare un massimo a maggio prima di scendere nei mesi successivi, ma probabilmente rimarrà a livelli superiori a quelli visti prima dell’era Covid. Il banchiere centrale ha ribadito che non sta considerando tassi di interesse negativi, almeno per ora. 

Il peso di questa fase si riflette anche nei numeri della produzione industriale della zona euro che, secondo Eurostat, ha registrato, a marzo, il suo peggior calo mensile: -11,3% su mese; -12,9% il tendenziale. Per la Germania, importante esportatore di beni capitali e beni di consumo durevoli, la contrazione è del 14,2% rispetto a marzo 2019, mentre per l’Irlanda, produttore di prodotti alimentari, c’è un sorprendente aumento del 25,3%. L’Italia è la peggiore in classifica, con il -28,4% stimato dall’Istat. Per contrastare la drammatica deriva economica e alla luce dei dati per ora confortanti sull’andamento dei contagi, nel Belpaese si continua a lavorare sulle riaperture e, nonostante le molte divisioni politiche, si guarda con speranza all’atteso decreto rilancio. 

La seduta risulta quindi positiva per l’obbligazionario: lo spread fra decennale italiano e tedesco scende a 231 punti base (-2,89%) e il tasso del Btp si abbassa a 1,79%. Bene anche le aste, ma con rendimenti in rialzo. Il Tesoro ha assegnato tutti i 9 miliardi di euro dell’offerta: la quinta tranche del Btp tre anni con scadenza giugno 2023 (range offerto 4-4,5 miliardi), rendimento 0,87% da  0,86% di metà marzo; l’undicesima tranche del Btp a 7 anni con scadenza gennaio 2027 (range offerto 2-2,5 miliardi), tasso dell’1,53%, da 1,37% di metà marzo; lottava tranche del Btp 20 anni marzo 2040 (range offerto 0,750-1 miliardi), rendimento 2,49% da1,97% di metà marzo. Infine, è stata piazzata con un tasso del 2,23% la sesta tranche del Btp off-the-run marzo 2035 con vita residua 15 anni, emesso a settembre 2018 (range offerto 0,750-1 miliardi).

In Piazza Affari hanno dettato legge i pesanti ribassi delle banche e della holding degli Agnelli. Exor ha pagato lo scotto della notizia, data ieri a mercato chiuso, che la compagnia francese Covea non onorerà “l’impegno di acquistare PartnerRe secondo i termini stabiliti dal memorandum of understanding (Mou) annunciato il 3 marzo 2020”.

La lista delle banche in rosso parte da Madiobanca, -4,43%. Fitch ha adeguato degli istituti di credito italiani dopo il taglio del giudizio sul debito sovrano del paese. Il giudizio a lungo termine su Mediobanca è stato abbassato a “BBB-” da “BBB”, decisione analoga a quella comunicata nella serata di ieri su Unicredit (-3,85%) e Intesa Sanpaolo (-1,91%). L’outlook per i tre istituti è’ “stabile”. L’agenzia ha tagliato il giudizio su Ubi (-3,8%) a “BB+” da “BBB-“, mantenendo il rating watch positive legato all’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa.

Le prese di beneficio mandano al tappeto Finecobank, -4,1%. Pesante ribasso anche per Tenaris -4,09%. In altalena Poste, -4%, a seguito della trimestrale che ha messo in luce utili in calo del 30% nei primi tre mesi.

Gli acquisti incoronano Diasorin +7,48%, regina del listino. La società di diagnostica ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un fatturato di 174,6 milioni di euro, in aumento del 2,3% sullo stesso periodo dell’anno scoro. L’utile netto si è ridotto da 40,4 milioni a 37,7 milioni (-6,6%). Vista la situazione generale Diasorin ha ritirato la guidance 2020, riservandosi di aggiornarla quando l’evoluzione del quadro economico sarà più chiaro.

Bene A2a +2,15%, ancora in scia ai risultati presentati ieri; Recordati +1,32%; Banca Mediolanum +1,79%. Terna sale dell’1,11%, grazie ai conti positivi nel trimestre. Giù Mediaset, -2,99%, dopo i risultati annunciati questa mattina. Sul mercato valutario l’euro-dollaro è stabile in area 1,084.

Fra le materie prime il petrolio cerca di rialzare la testa dopo il calo inatteso delle scorte settimanali Usa, ma al momento il  greggio texano, consegna giugno 2020 perde lo 0,74 2% e scambia a 25,62 dollari al barile; il contratto Brent consegna luglio 2020 perde l‘1,07%, 29,66 dollari al barile. Si apprezza l’oro: 1718,15 dollari l’oncia (+0,65%).

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