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Borsa: Cina, petrolio e spiragli di trattative risvegliano il Toro. Stm guida i Tech, bene le banche

Parte da Hong Kong la riscossa della tecnologia. La corsa dei chips lascia prevedere l’accelerazione del Nasdaq prima degli annunci della Fed. In calo greggio e gas naturale

Borsa: Cina, petrolio e spiragli di trattative risvegliano il Toro. Stm guida i Tech, bene le banche

Corrono, anzi galoppano le Borse europee a poche ore dagli annunci sui tassi in arrivo dalla Fed.  Piazza Affari, preceduta solo da Amsterdam (+3,6%) sale del 3,3% alle 13, l’indice schizza attorno a quota 24.300 punti, lo spread si riduce a 152 punti: cala la ricerca dei porti sicuri, così che il Bund tedesco sale a +0,39%, il rendimento massimo da quattro anni.

 L’improvviso risveglio del Toro è il frutto della combinazione di più fattori. La prima spinta, tanto inattesa quanto robusta, è arrivata da Oriente: la Cina ha annunciato che adotterà ulteriori misure di stimolo economico, un intervento che lascia sperare in un ruolo attivo di Pechino anche nella ricerca di una soluzione nella tragedia ucraina. L’agenzia Xinhua ha riferito che Liu He, il principale consigliere economico di Xi JingPing, ha detto che il governo intende muoversi per “coordinare la lotta alla pandemia con la crescita economica garantendo la protezione del mercato dei capitali”. A trarne immediato vantaggio è stato soprattutto il settore tecnologico, il più depresso nei giorni scorsi a fronte del rischio, pare scongiurato, di regole più severe per le società cinesi quotate in Usa. 

  • Hong Kong chiude la sessione serale con un progresso del 9%. L’indice tech cinese ha guadagnato il 20%, un rialzo record, e i colossi quotati negli Stati Uniti che volano nel pre mercato (Alibaba +18%, Baidu +14% e Didi Global +35%).
  • La spinta del Drago ha messo le ali al comparto tecnologico europeo mentre il Nasdaq, dove il rally era partito già ieri sera, promette un’apertura assai brillante. 
  • A Milano il titolo migliore è Stm + 7%, ad Amsterdam Asml sale del 4,44% e a Francoforte Infineon Technologies cresce del 4,51%. A dare ulteriore spinta è la notizia dell’avvio della prima fase di investimenti in Europa di Intel (33 miliardi) di cui fino a 4,5 miliardi in Italia.

Borsa euforica, si avvicina un compromesso per l’Ucraina?

Il secondo elemento positivo è lo stallo nella crisi ucraina. Sembrano avvicinarsi spiragli di compromesso in Ucraina. Si avvicina la pace, o almeno una tregua. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato oggi che alcune formulazioni di accordi con l’Ucraina sono più vicine.  Lavrov ha aggiunto che i colloqui di pace con l’Ucraina “non sono facili”, ma “c’è una speranza di un compromesso”. La prossima settimana il presidente degli Stati Uniti Joe Biden terrà la sua prima visita in Europa da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, per discutere della crisi con gli alleati Nato, come comunicato dalla Casa Bianca.

  • Questi segnali di distensione hanno reso possibile il rimbalzo delle società del lusso, dell’automotive e del settore finanza.  Si risollevano Moncler +6,7%, Safilo +7%. 
  • Ripartono alla grande i Big bancari: Unicredit, avviata all’uscita da Mosca, ed Intesa guadagnano entrambe tra il 6 ed il 7%, Bper +5,41%.
  • In forte crescita anche Generali +4,59%  
  • Corrono Ferrari +3,7% e Stellantis +3,6%. A Francoforte sale Bmw +3% nonostante la casa abbia tagliato le stime per la chiusura delle attività in Russia. 

Da segnalare il tonfo di Mediaforeurope -11%, he ha approvato un’offerta pubblica di acquisto sulle quote di minoranza della controllata spagnola Mediaset Espana a 5,613 euro per azione, ovvero 1,86 euro in contati più due azioni ordinarie A MediaForEurope per un valore di 3.753 euro. 

Borsa euforica: contribuisce il calo di petrolio e gas

Infine, non meno importante, un altro fattore che favorisce il rialzo dei listini è il calo delle quotazioni del petrolio e del Gas Naturale -4% in Europa a 110 euro per Mwh, la settimana scorsa costava tre volte tanto.

  • Il calo delle materie prime permette una boccata d’ossigeno alle imprese manifatturiere: Interpump avanza del 6,35%.
  • Frenano invece i titoli energetici: Tenaris -1,6%, Eni -0,5%. Rallenta anche Italgas -0,66%.
  • In calo anche i titoli della Difesa. Leonardo scende dell’1,3%

ll Brent scende sotto quota cento dollari, in calo dello 0,5% a 99 dollari dopo il saliscendi notturno. Boris Johnson, è giunto ad Abu Dhabi, prima tappa della sua missione nel Golfo Persico, che proseguirà a Riad. Obiettivo del viaggio è convincere Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a pompare più petrolio per calmare i mercati agitati dall’invasione russa dell’Ucraina. Il primo ministro britannico ha affermato che tra gli obiettivi della visita c’è anche l’aumento degli investimenti nell’energia verde del Regno Unito. Il gruppo saudita Alfanar, ad esempio, ha annunciato di recente un investimento da 1 miliardo di sterline per un progetto per la produzione di carburante per l’aviazione dai rifiuti.

Mohammad Bin Salman, infastidito per le critiche di Biden alle recenti esecuzioni capitali (81 morti) e all’assassinio di Adnan Khashoggi, non ha risposto allì’appello Usa per aumentare la produzione di petrolio, ma potrebbe trattare meglio l’ospite inglese. Intanto ha annunciato che la Cina potrà pagare il greggio in yuan invece che in dollari.

A disturbare il quadro resta la scadenza di oggi per il pagamento di 117 milioni di cedole su due bond russi denominati in dollari: il ministero delle Finanze russo ha avviato le procedure di pagamento e può usare anche i 30 giorni di grazia per rispettare gli impegni ma per Fitch un pagamento in rubli sarebbe da considerare un evento default.

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