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Borsa, banche e utility bersagliate. Sale lo spread

Piazza Affari si avvia anche oggi ad essere il peggior listino europeo, dopo il tonfo di giovedì – E’ la reazione del mercato al nascituro “Governo del cambiamento” – Spread ai massimi da gennaio, Btp al 2,22% – Mps soffre ancora e Telecom Italia perde quota. In controtendenza Cnh, Mediolanum e Pirelli.

Borsa, banche e utility bersagliate. Sale lo spread

Piazza Affari si avvia anche oggi ad essere il peggior listino europeo. Alle 12 e 30 l’indice segnala una perdita attorno all’1,20% sotto 23.500 punti. Sotto la parità anche Madrid -0,2% e Londra -0,1%. Risalgono invece in terreno lievemente positivo  Francoforte e Parigi, poco sopra la parità. Cresce la tensione sullo Spread, arrivato a toccare 160 punti base e poi risceso di qualche punto, con il rendimento del Btp decennale a 2,22%. Bund tedesco stabile 063%.

In tre settimane lo Spread si è allargato di 40 punti base, ciò significa che oggi, rispetto alla Germania, finanziare 10 miliardi di euro di nuovo debito costerebbe 40 milioni di euro in più, grosso modo quanto il nuovo governo Lega-M5s vorrebbe risparmiare con il taglio dei vitalizi. I credit default swap sul debito italiano salgono a 113 punti base, il livello più alto dal 10 gennaio. Tiene banco ancora il “contratto” di governo tra Lega e M5s che prevede di emettere i cosiddetti ‘MiniBot’, titoli con cui lo Stato paga i debiti verso imprese e persone fisiche. Il contratto conferma l’esigenza di tornare “all’impostazione pre-Maastricht” e l’esigenza di “rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria unica, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES)”. 

Il dollaro resta vicino ai massimi da cinque mesi sull’euro sostenuto dalla salita dei rendimenti dei Treasury in un mercato che sconta prospettive di un ulteriore miglioramento dell’economia Usa e quindi nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed. L’euro/dollaro è risalito comunque a 1,18 a 1,1792, dopo il minimo di 1,1763 raggiunto mercoledì, anche in scia al riemergere di istanze populiste e anti-europeiste nelle bozze del contratto di governo Lega-M5s in Italia. 

Il petrolio Brent si mantiene intorno a quota 80 dollari, stamattina tratta a 79,7 dollari il barile, in rialzo dello 0,3%. Sta per arrivare la sesta settimana consecutiva di rialzo. Petroliferi in ripiegamento a Piazza Affari. Eni -0,5%, Saipem -1,2%. 

Lunedì 21 Maggio una lunga serie di società quotate a Piazza Affari, tra cui molte blue chip, staccherà il dividendo. Si è calcolato che l’impatto cumulato sull’indice FtseMib sarà di circa l’1,65%.  

In Piazza Affari continua il tiro al bersaglio sulle banche, a partire da Monte Paschi -3%. Il leghista Claudio Borghi, possibile futuro ministro delle Finanze rilancia le sue affermazioni sulla banca. Il leghista e possibile nuovo ministro delle Finanze ha confermato le affermazioni fatte contro il piano concordato a Bruxelles. Rossi, presidente della Toscana: togliere l’immunità a Borghi per i danni a Monte Paschi.  

In rosso anche le altre aziende di credito. L’indice Ftse delle banche italiane accelera in ribasso del 2,4% e si porta a 11.600 punti. Da inizio maggio ha lasciato sul terreno l’8%. L’andamento molto peggiore della media europea, oggi Eurostoxx Banks -0,8%, 

Ubi -4%, Banco Bpm -4%, Unicredit -2,2%, Intesa -2%. Sempre in ambito finanziario allargato. Poste italiane -3,3%, Banca Mediolanum +0,2%, Azimut-0,2%, Generali -0,8%.  

Nel mirino anche le utilities: Enel -2%, dopo che Goldman Sachs l’ha cancellata dalla lista dei titoli preferiti dopo un’analisi sulle conseguenze delle nuove politiche energetiche che Lega e 5 Stelle sembra vogliano perseguire. Le conseguenze più pesanti, secondo Goldman Sachs, sarebbero però scontate da Snam -1,52%, Italgas -0,52% e Terna-1,41%.  

Tra gli industriali  Cnh Industrial +1%. L’Unione Europea impone limiti più stringenti sulle emissioni dei camion. E’ possibile che questa richiesta, spinga le aziende produttrici ad aggregarsi, in modo da sopportare meglio il peso degli investimenti necessari. 

Continua l’avanzata di Pirelli  +1,4%, Fiat Chrysler -0,3%. Ferrari +0,5%. Il nuovo direttore finanziario è Antonio Picca Piccon, in arrivo da un’altra società del gruppo. 

Poco mossa Recordati, dopo che ieri era balzata sull’interesse di Cvc Capital Partners per acquistare la società. Telecom Italia cede l’1,7% circa. Berenberg ha tagliato il titolo a ‘sell’ da ‘hold’ e il target price a 0,66 da 0,71 euro.

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