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Borsa 31 agosto ultime notizie: inflazione stabile in Europa e Bce in bilico sul rialzo dei tassi. Crolla Saipem

Listini azionari prudenti di fronte ai nuovi dati macro americani ed europei in attesa di capire quali saranno le prossime mosse delle banche centrali sui tassi – L’emissione di un bond convertibile fa perdere quota a Saipem

Borsa 31 agosto ultime notizie: inflazione stabile in Europa e Bce in bilico sul rialzo dei tassi. Crolla Saipem

Il difficile mese di agosto si chiude con un’altra seduta volatile per i listini europei, che arrivano in ordine sparso al traguardo di giornata, mentre Wall Street è in timido rialzo a fine mattinata. Al Nasdaq (+0,4%) si mette in luce anche oggi Nvidia, +0,7%, che ieri ha registrato la seconda chiusura record consecutiva, con la capitalizzazione oltre i 1.200 miliardi di dollari.

Sotto una pioggia battente di dati macro, oggi le borse continentali invece non hanno trovato la loro stella polare, tra un’inflazione europea e statunitense in linea con le attese e una manifattura cinese in contrazione per il quinto mese consecutivo.

Piazza Affari perde lo 0,29% e scende a 28.831 punti base zavorrata da Saipem, -5,27%, su cui pesano i realizzi e il timore che il collocamento di un bond convertibile da 500 milioni di dollari abbia un effetto diluitivo sulle azioni. Sono in rosso anche le banche, soprattutto quelle che hanno corso di più recentemente spinte da rumor di nuovi matrimoni, mentre tengono alto l’indice i titoli industriali e le utility.

Nel resto d’Europa si salvano dal rosso Francoforte +0,33% e Zurigo +0,19%, dove campeggia Ubs (+5,64%), che ha chiuso il trimestre con utili record anche grazie all’acquisizione di Credit Suisse. Il colosso bancario svizzero ha inoltre annunciato di voler tagliare diecimila posti di lavoro nei prossimi due anni. Una scure che spaventa le famiglie, ma piace ai mercati perché contribuirà ai risparmi sui costi.

Sul mercato valutario si rafforza il dollaro, mentre l’euro scivola dello 0,75% contro il biglietto verde e tratta intorno a 1,084.

Tra le materie prime è in progresso il greggio texano +0,8%, intorno a 83 dollari al barile, mentre il Brent si apprezza dello 0,5% a 86,6 dollari.

Aumenta la spesa dei consumatori negli Usa

Torna dunque a galvanizzarsi il dollaro, sorretto anche dal fatto che la spesa per consumi è cresciuta a luglio negli Usa, mentre l’inflazione non ha superato le attese. La prospettiva di tenere a bada la Fed e di evitare la recessione probabilmente incoraggia anche il Toro a Wall Street, mentre l’obbligazionario è contrastato.

In dettaglio la spesa dei consumatori, che rappresenta oltre due terzi dell’attività economica degli Stati Uniti, è salita dello 0,8% il mese scorso, contro attese di 0,7%.

Sempre a luglio l’inflazione, misurata dalle spese di consumo personali (Pce), è salita dello 0,2%, eguagliando l’aumento di giugno. Nei 12 mesi fino a luglio, l’indice dei prezzi Pce è aumentato del 3,3% dopo il 3% di giugno. Al netto degli elementi più volatili (cibo ed energia) la crescita è stata del 4,2% (dal 4,1% di giugno).

In Europa i listini sono contrastati, ma l’inflazione è rimasta ferma in agosto al 5,3% grazie soprattutto al calo del costo dell’energia. Persino il dato core si è fermato al 5,3%, dal 5,5% di luglio. A fronte di questi numeri Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo Bce, non ha escluso una pausa nel rialzo dei tassi e i mercati stimano ora una probabilità del 25% di un incremento di 25% punti base a settembre, inoltre la crescita nel blocco è stata più debole di quanto ci si attendeva solo pochi mesi fa, anche se questo di per sé non annulla automaticamente la necessità di nuovi rialzi dei tassi.

Infatti, il falco Robert Holzmann, governatore della banca centrale austriaca, pensa che la Bce potrebbe alzare ancora il costo del denari una o due volte e dai verbali dell’ultima riunione di Eurotower emerge che il dibattito è aperto e che “un ulteriore rialzo dei tassi a settembre sarebbe necessario se non ci fossero prove convincenti che l’effetto della stretta complessiva sia abbastanza forte da far scendere l’inflazione sottostante”.

Piazza Affari tra il tonfo di Saipem e la ripresa di Iveco

Piazza Affari vede oggi agli estremi opposti del listino un titolo ben comprato recentemente come Saipem (negativo in questa seduta) e un altro piuttosto depresso come Iveco +3,66%. A seguire, tra le blue chip migliori del giorno, ci sono Cnh +2,2%, Diasorin +2,11%, A2a +1,09%, Banca Generali +0,81%.

I titoli maggiormente in perdita sono oil e banche. Tenaris lascia sul campo il 3,24%.

Mps cede il 2,55%, dopo essere stata effervescente nei giorni scorsi su indiscrezioni stampa per un possibile matrimonio. Ad appannarne l’appeal ha però contribuito la precisazione di Banco Bpm (-0,79%), che non è “interessata a operazioni di M&A”, ha detto un portavoce, ribadendo “la strategia stand alone, già più volte comunicata e che sarà il presupposto del piano industriale di fine anno”.

In scia arretrano Bper -1,41%, Intesa -1,2%. Debolezza per Moncler -1,94%.

Fuori dal paniere principale compie un balzo We Build, +9,46%, dopo la revisione di un contratto per il progetto Snowy 2.0 in Australia.

È rimasta sospesa per gran parte della seduta Visibilia (che segna un teorico +20,54% alla fine) dopo aver comunicato ieri che Luca Ruffino, l’imprenditore morto suicida il 5 agosto, a titolo personale e attraverso Sif Italia (+3,06%) era arrivato a superare la soglia del 66,6% rilevante in materia di Opa. Sif, che in una nota precisa di non essere a conoscenza degli acquisti di azioni Visibilia da parte di Ruffino, ha detto che convocherà quanto prima un cda sul tema.

Spread poco mosso, i rendimenti scendono

Chiude in rosso pallido la carta italiana: lo spread con il decennale tedesco sale a 164 punti base (+0,77%), ma i rendimenti scendono. Il Btp decennale in chiusura è indicato a +4,11% (da 4,17% di ieri), il Bund a +2,47% (da 2,5%).

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