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Borsa 3 aprile: oro e petrolio fanno correre i mercati. Gli effetti del terremoto a Taiwan. Il crollo di Tesla

Dopo la presa di beneficio nelle Borse di ieri, anche oggi sono il petrolio e l’oro ad animare i mercati. Colpisce il crollo di Tesla

Borsa 3 aprile: oro e petrolio fanno correre i mercati. Gli effetti del terremoto a Taiwan. Il crollo di Tesla

Un terremoto devastante, il più violento da 25 anni, sta mettendo alla prova la capacità di Taiwan come principale fornitore di chips per l’industria globale. Gli impianti di Tsmc, il colosso che produce il 90% dei chips sull’isola sorgono lontano dall’area del sisma, ma i riflessi sulla catena logistica saranno comunque pesanti, la borsa di Taipei perde lo 0,5%, Taiwan Semiconductor Manufacturing è in calo dell’1%, dopo aver evacuato a tempi di record una parte dei suoi siti produttivi. 

Anche le altre borse dell’Asia Pacifico sono in ribasso nel finale di seduta. Oltre alle scosse di terremoto pesa la chiusura in ribasso di Wall Street. L’Hang Seng di Hong Kong chiude a -0,8%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,3, nonostante nuovi segnali di ripresa dell’economia del Drago. L’indice PMI non manifatturiero di Caixin diffuso stanotte ha superato le aspettative degli economisti salendo a 52,7 da 52,5 di febbraio. In rosso il Kospi di Seul -1,2% ed il Nikkei di Tokyo -0,6%.

Continuano le prove di disgelo tra le superpotenze

Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping si sono intrattenuti per oltre un’ora e mezzo al telefono. I due leader hanno parlato a tutto campo, dall’intelligenza artificiale al clima passando per la lotta al fentanyl, i cyberattacchi e il Medio Oriente. Un dialogo “franco” e “costruttivo”, come lo ha descritto la Casa Bianca, dal quale sono emersi ancora una volta i nodi di Taiwan e Ucraina e le distanze sul fronte economico. In particolare Biden ha sollevato con Xi le preoccupazioni americane sul “sostegno” di Pechino “alla Russia nel ricostruire la sua industria di difesa”, in particolare per l’impatto che “potrebbe avere sulla sicurezza europea nel lungo termine”. La guerra di Putin contro Kiev sarà probabilmente uno dei temi che il segretario di Stato Antony Blinken affronterà nel suo viaggio in Cina nelle prossime settimane.

Il terremoto mette a rischio le forniture di chips

Di qui un clima di attesa che si riflette sull’apertura del mercato. I future di Wall Street e EuroStoxx50 sono quasi piatti.  Il raffreddamento delle aspettative sul taglio dei tassi e le diffuse tensioni geostrategiche stanno convincendo qualche investitore a prendere profitto. Per ora si tratta soltanto di un ripiegamento dai massimi storici della scorsa settimana. S&P500 -0,7%, Nasdaq -1%. Andamento analogo anche per le borse europee, dove per esempio il nostro FTSEMIB ha perso l’1,22%, peggior risultato dal 3 gennaio dopo aver segnato in apertura il nuovo record da sedici anni in apertura.

Occhi puntati ancora su oro e petrolio

I dati più interessanti sono arrivati dall’oro, nuovo massimo assoluto e dal petrolio che hanno trascinato al top da quattro mesi l’indice della materie prime che si porta sui massimi da inizio dicembre a 101 dollari. Il Brent è salito a 89 dollari ai massimi da fine ottobre soprattutto a seguito delle forti tensioni in Medio Oriente, che fanno temere un allargamento del conflitto. Nel frattempo sono giunti segnali di ripresa del settore manifatturiero con conseguente aspettativa di crescita della domanda di greggio. L’attenzione è ora in gran parte concentrata sulla riunione dell’Opec Plus prevista nel corso della giornata, anche se si prevede che il gruppo di produttori manterrà la produzione invariata.
Settimo rialzo consecutivo per l’oro e prezzo su nuovi livelli record a 2.288 dollari. Tre, secondo Websim i fattori che stanno portando a una accelerazione degli acquisti: 1) la crescente domanda di beni rifugio, mentre si infittiscono le tensioni geostrategiche; 2) l’incertezza sull’evoluzione dello scenario dei tassi negli Usa; 3) la correzione delle Borse, che stimola la ricerca di asset considerati meno rischiosi. La risalita del metallo prezioso arriva sebbene l’andamento del dollaro e dei rendimenti dei bond giochino teoricamente a sfavore. Il bilancio a inizio anno oltrepassa ora il +10%.

Borse deboli

Deboli i listini azionari: qualche operatore ha deciso di incassare i profitti a fronte di una situazione esplosiva in Medio Oriente. Per ora si tratta soltanto di un ripiegamento dai massimi storici della scorsa settimana. S&P500 -0,7%, Nasdaq -1%. Andamento analogo anche per le borse europee, dove per esempio il nostro FTSEMIB ha perso l’1,22%, peggior risultato dal 3 gennaio. Per la cronaca aveva segnato il nuovo record da sedici anni in apertura di seduta.

Più complicata la situazione di Tesla. Nel primo trimestre del 2024 l’azienda di Elon Musk ha consegnato quasi 387 mila veicoli, l’8,5% in meno di un anno prima: dati che hanno portato a un netto calo del titolo in borsa. BlackRock, in sintonia a con quel che si sta dicendo il mercato, comincia a parlare della possibilità di “soli” due tagli dei tassi da qui a fine anno. I future danno il costo del denaro 65 punti base più basso a fine 2024, rispetto ai livelli attuali.

Treasury Note a dieci anni penalizzato dai dati macroeconomici più forti del previsto: a battere le attese sono stati gli ordini di fabbrica e i posti di lavoro vacanti a fine febbraio. Il tasso di rendimento del decennale è arrivato a  4,35%, massimo da quattro mesi. In Europa: Bund decennale a 2,40% da 2,29%, BTP decennale a 3,83% da 3,67%. Spread 144.

Il settore manifatturiero ha mostrato segni di ripresa a marzo dopo 11 mesi consecutivi di contrazione, con la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore al ritmo più veloce in un anno. L’indice Hcob Global Purchasing Managers’ Index (Pmi) per il settore manifatturiero italiano si è attestato a marzo a 50,4, in crescita rispetto al 48,7 di febbraio e al di sopra della soglia di 50, che separa la crescita dalla contrazione per la prima volta dal marzo dello scorso anno.

Jp Morgan spinge Fineco, frenano le vendite Stellantis

FinecoBank. JP Morgan alza il giudizio a Overweight da Neutral, target price a 16,30 euro, da 13,50 euro.
Banco Bpm. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nei prossimi giorni potrebbe mettere sul mercato un portafoglio di non performing loan dal valore nominale di circa 500 milioni. Moody’s Ratings ha confermato tutti i rating e le valutazioni di Banco Bpm e l’outlook è stabile.
Stellantis. Le immatricolazioni di auto nuove in Italia a marzo sono scese del 3,71% a 162.083 vetture rispetto allo stesso mese del 2023, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti. La quota di mercato di Stellantis è del 32,24% con un calo delle immatricolazioni del gruppo dell’11,5%.
Tim. Il primo socio Vivendi non ha partecipato al comitato Golden Power tenutosi ieri a Palazzo Chigi. Il governo ha fatto sapere che intende mediare tra Tim e Starlink. Per ultimo, persistono le difficoltà finanziarie di Open Fiber.
OVS ha sottoscritto un accordo vincolante di investimento per acquistare in più fasi il 100% di Goldenpoint, tra i più riconosciuti brand italiani di intimo, moda mare e calze. L’accordo prevede un primo investimento di 3 milioni di euro per la sottoscrizione di un prestito obbligazionario convertibile e l’acquisto del 3% del capitale di Goldenpoint
Piaggio. Le registrazioni di mezzi a due e tre ruote in Italia e Spagna sono scese del 7% in marzo: +6% a parità di giorni lavorativi.
Iren è stata tagliata a Neutral da Mediobanca.

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