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Borsa 20 agosto: Europa in calo, Milano resiste l’oil e con gli occhi sul risiko. Tornano a salire i rendimenti dei T-Bond e Wall Street va giù

Il segretario al Tesoro Usa Bessent ha dichiarato che l’accelerazione dei riacquisti di debito pubblico potrebbe superare i 4 miliardi di dollari annunciati, ma non basta per fermare il nuovo aumento dei rendimenti. A Wall Street crolla Walmart. A Milano bene Eni e le utility, giù Stellantis

Borsa 20 agosto: Europa in calo, Milano resiste l’oil e con gli occhi sul risiko. Tornano a salire i rendimenti dei T-Bond e Wall Street va giù

Le Borse europee chiudono in calo zavorrate dal ribasso di Wall Street che a sua volta paga la risalita dei rendimenti dei T-Bond. Nel frattempo i prezzi del petrolio salgono per la quinta giornata consecutiva. 

A Milano occhi sul risiko bancario

A fine giornata Parigi perde lo -0,57%, Francoforte è in calo dello -0,3%, Madrid segna -0,15%, mentre Londra è sostanzialmente invariata. Milano, ieri maglia nera, oggi è maglia rosa, ma il movimento è minimo: +0,09% a 52.665 punti.

A Piazza Affari gli occhi di tutti sono sul risiko bancario mentre si attende di conoscere l’esito del cda di Mps (-0,3%) che oggi ha esaminato le opzioni alternative all’opas di Intesa (+0,4%) presentate dal ceo Luigi Lovaglio. Sul tavolo due ops, una su Banco Bpm (+0,6%) e una su Banca Generali (+1,26%) e una super cedola per gli azionisti senesi. Stabile Generali (-0,07%), che dovrebbe essere assoluta protagonista del piano.

In vetta al Ftse Mib c’è Eni (+2,6%) spinta dal rialzo del petrolio, positive le utility con Italgas (+1,9%), Snam (+1,2%). Bene Diasorin (+1,6%) e Lottomatica (+1,4%). 

Cade Stellantis (-3,7%) dopo la corsa della vigilia in scia all’accordo in vista tra Stati Uniti e Canda sui dazi. Male Amplifon -3% che paga la trimestrale negativa della danese Gn Hearing. Giù anche Unipol (-2,9%) e Avio (-2,3). I fondi Advent starebbero valutando l’acquisto di azioni della società ulteriori rispetto al pacchetto di quasi il 7% che avranno attraverso l’aumento di capitale riservato previsto.

T-Bond: i rendimenti tornano a salire

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha dichiarato alla Cnbc che l’accelerazione dei riacquisti di debito pubblico potrebbe superare i 4 miliardi di dollari annunciati. “Aumenteremo l’entità del riacquisto”, ha detto Bessent che ieri aveva annunciato ieri il raddoppio dei riacquisti programmati di debito a lunga scadenza, da 2 a 4 miliardi di dollari, facendo scendere bruscamente i rendimenti. “Abbiamo un ampio ventaglio di strumenti, vedremo”, ha detto.

Nonostante la novità, i rendimenti dei Treasury tornano a salire, con il trentennale che recupera gran parte del terreno perso dopo l’intervento del segretario al Tesoro, Scott Bessent, salendo al 5,254%. In crescita anche i rendimenti sulle altre scadenze: il decennale sale al 4,704%, in rialzo di oltre 5 punti base, il rendimento del titolo a 2 anni è in rialzo al 4,196% e quello del titolo a 5 anni al 4,393%. Stabile al 3,797% il titolo a tre mesi.

Per alcuni operatori, il rialzo dei rendimenti, unito al calo dell’azionario, segnala che il mercato non è sicuro che l’impegno del Tesoro ad aumentare gli acquisti di titoli a lunga scadenza sia sufficiente ad affrontare il nodo del debito pubblico superiore a 40mila miliardi e della crescente offerta di obbligazioni. A pesare sui costi di finanziamento contribuisce anche il rialzo dei prezzi di carburante e gas, dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono entrati in una “guerra economica” con l’Iran, con il prolungarsi dei blocchi alle petroliere in transito nel Golfo Persico. Senza segnali di un contenimento del debito Usa un calo duraturo dei costi di finanziamento appare improbabile. 

Wall Street in calo, prese di beneficio su Moderna

In questo contesto Wall Street viaggia in in ribasso, appesantita dal ritorno delle vendite sul mercato obbligazionario dopo che mercoledì l’intervento di Bessent aveva raffreddato temporaneamente i rendimenti, spinti al rialzo dai crescenti deficit fiscali e dal massiccio ricorso al debito da parte delle società tecnologiche. Sullo sfondo c’è anche la Fed, dopo che mercoledì la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione hanno confermato i timori legati all’aumento dei prezzi. In questo contesto il Dow Jones cede lo 0,7%, lo S&P 500 è in ribasso dello 0,45%, il Nasdaq cala dello 0,9%. 

Tra i titoli Walmart crolla del 7,7% dopo che il primo retailer Usa ha alzato la guidance ma ha deluso le attese sui conti trimestrali. Le prese di beneficio colpiscono il titolo Moderna, che perde oltre il 18% dopo il rally del 177% messo a segno ieri innescato dall’annuncio che il vaccino sviluppato con Merck ha avuto successo nel prevenire la recidiva del melanoma.

Il petrolio continua a salire, bitcoin ai massimi da maggio

Continuano a salire i prezzi del petrolio con il Brent europeo ormai stabili sopra i 90 dollari al barile (è a 93,77%, +2,35%), mentre il Wti texano raggiunge quota 86,4 dollari al barile, in rialzo di oltre il 2%. Sul valutario il dollaro scambia a quota 1,1684 contro l’euro da da 1,1659 ieri in chiusura). In leggero ribasso (-0,8%) l’oro spot che, dopo il balzo di mercoledì, oggi è a 4.486 dollari l’oncia. Continua a salire l’argento (+0,6%).

Corre Il bitcoin, che sale a quota 71.523 dollari (+3,7%), dopo essere tornato sopra i 72mila dollari per la prima volta dal 31 maggio. A sostenere le crypto sono due fattori: da un lato c’è il ritorno dell’ottimismo sulla regolamentazione del settore negli Usa, dall’altro il calo dei rendimenti dei Treasury, con l’indebolimento del dollaro dopo il raddoppio del piano di buyback del Tesoro. A rafforzare il sentiment ha contribuito inoltre l’incontro di Donald Trump con i vertici di alcune delle principali società cripto – tra cui Coinbase – e il successivo appello del presidente al Congresso per approvare il Clarity Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute rimasto bloccato prima della pausa estiva del Senato.

Infine, sul mercato secondario Mts, lo spread ha chiuso a 81 punti base, in lieve rialzo dagli 80 di ieri. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato un’ultima posizione al 4,06%, senza variazioni rispetto al riferimento precedente.

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