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Borsa 15 novembre: Inflazione Usa più bassa del previsto e i mercati vedono la svolta

Il toro corre sui listini azionari ma anche su bond e oro. Milano ancora al top grazie anche alle utility. E’ arrivata nella notte l’approvazione a Washington della legge di spesa temporanea che permette di evitare lo shutdown. Il tutto nel giorno dell’incontro tra Xi Jingping e Joe Biden, primo tentativo di disgelo dopo un anno difficile

Borsa 15 novembre: Inflazione Usa più bassa del previsto e i mercati vedono la svolta

La strategia è giusta. Avanti così. La frenata dell’inflazione Usa ad ottobre promuove la strategia della Fed ed allontana una volta per tutte il rischio di un nuovo aumento dei tassi a dicembre. Al contrario, nonostante la prudenza dei banchieri centrali, si avvicina il momento della svolta per il costo del denaro. Sia le azioni che le obbligazioni hanno preso atto della nuova situazione: salgono le borse, frena il dollaro, i bond prendono il volo. Il tutto nel giorno dell’incontro tra Xi Jingping e Joe Biden, primo tentativo di disgelo dopo un anno difficile.

E a completare il quadro è arrivata nella notte l’approvazione a Washington della legge di spesa temporanea che permette di evitare lo shutdown, ovvero il blocco della spesa federale. La legge è passata grazie ai voti di 209 democratici che si sono aggiunti ai 127 repubblicani, nonostante l’opposizione di 93 membri più vicino a Trump. Insomma, il Toro ha licenza di correre.

Il rally non si ferma: apertura positiva per Piazza Affari

• Entusiasmo sì, ma non troppo. Le Borse europee dovrebbero aprire con un moderato rialzo: i listini del Vecchio Continente, una volta tanto, hanno anticipato il rally dei mercati Usa.
• A guidare la corsa è stata anche ieri Piazza Affari. Il nostro FtseMib (+1,45%, 28.925 punti) si è portato sui massimi da inizio agosto, confermandosi l’indice migliore del 2023 nella zona euro: +23,80% al netto del dividendo. Non si può escludere che prima della fine dell’anno riesca a violare il record del 2023 toccato il 4 agosto a 29.757 punti.
• Il rialzo, partito con i titoli bancari, ha contagiato ieri le utility.
• Colpo grosso nel Bel Paese del colosso del lusso Lvmh: Bernard Arnault ha definito l’acquisto del castello di Urio sul lago di Como, parte del patrimonio immobiliare dell’Opus Dei. Valore del deal: 3 miliardi di euro. La prospettiva che il picco dei tassi sia veramente alle spalle ha entusiasmato il mercato obbligazionario. Il decennale Usa ha messo a segno la miglior seduta da otto mesi (+1,40%), il Btp decennale la migliore da un mese e mezzo (+1,14%).

Scende lo spread, dimezzata l’inflazione inglese

• Per quanto riguarda i rendimenti: Treasury Note decennale a 4,43% da 4,63% di ieri mattina, sui minimi da settembre. In Eurozona: Bund decennale a 2,60% da 2,71%. BTP decennale a 4,39% da 4,54%. Spread 179 punti base, entrambi sui minimi da due mesi.
• Il listino migliore è stato quello inglese, grazie anche alla forte discesa dell’inflazione, in pratica dimezzata.
• Oggi la Commissione Europea diffonde le nuove stime per la zona euro su crescita, deficit, debito e inflazione, con lo spaccato Paese per Paese.

Le borse mondiali al top: +13.90% nel 2023

L’inflazione Usa in calo ha avuto un effetto benefico per quasi tutti gli asset, non solo per le azioni. Sale l’oro, corrono i bond a rimorchio dei mercati azionari.
L‘indice MSCI World (+2%, 2.963) ha chiuso la miglior seduta dal 6 gennaio, si può quindi dire la miglior seduta dell’anno, sui massimi da metà settembre, ampliando il guadagno del 2023 a +13,90%. La rottura della soglia chiave a 2.900 punti rappresenta un interessante segnale di spinta.

Nuovi stimoli in Cina in attesa di Xi/Biden

Galoppano anche le Borse asiatiche. Una massiccia iniezione di liquidità da parte della banca centrale cinese ha aumentato la propensione al rischio. La PBOC ha iniettato sul mercato 600 miliardi di yuan (circa 82,7 miliardi di dollari), lasciando invariati i tassi di prestito a medio termine. L’operazione è mirata principalmente a incoraggiare maggiori prestiti nel paese.
Gli ultimi dati macro mostrano anche una certa resilienza dell’economia cinese, poiché la produzione industriale e le vendite al dettaglio sono cresciute più del previsto in ottobre. Altri indicatori, invece, hanno mostrato ancora una persistente debolezza, poiché gli investimenti in immobilizzazioni hanno rallentato e le vendite immobiliari hanno continuato a diminuire.
Gli indici cinesi CSI 300 e Shanghai Composite salgono dello 0,6% e dello 0,7%. L’indice Hang Seng di Hong Kong +2,7%, favorito dalla presenza di molti titoli tecnologici.

Jgb, a Tokyo compra solo la banca centrale

A Tokyo il Nikkei 225 del Giappone guadagna il 2,6%, nonostante il PIL si sia contratto dello 0,5% contro le aspettative di un calo dello 0,1%. Per la prima volta le banche giapponesi hanno mno titoli di Stato delle controparti stranieri. Ma il fenomeno non è legato ad un un aumento di acquisti dei grandi gestori occidentali bensì alle massucce vendite degli operatori domestici, assorbite dalla baca centrale in azione a difesa dello yen. Il Kospi della Corea del Sud è in rialzo del +2,1%
• Al centro del rally c’è ovviamente Wall Street: gli indici si sono portati sui massimi da inizio settembre, confermando la violazione delle rispettive resistenze tecniche (S&P500 +1,91%) e Nasdaq +2,37%.

Scendono i prezzi, per la Fed è solo l’inizio

• I prezzi al consumo di ottobre sono saliti del +3,2% anno su anno, dal +3,7% di settembre: il consensus era +3,3%. Si base sequenziale i prezzi hanno registrato una variazione pari a zero, contro il +0,1% atteso dagli economisti e il +0,4% del mese precedente. Rallenta più del previsto anche l’inflazione core, al +4% da +4,1%: il consensus si aspettava una conferma della variazione del mese precedente. Per quest’ultimo dato, si tratta del livello più basso da oltre due anni.
• In un intervento successivo alla pubblicazione del dato, il presidente della Federal Reserve Bank di Richmond, Thomas Barkin, ha dichiarato di non essere convinto che l’inflazione sia ben indirizzata verso l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. Ci sono stati dei “reali progressi” nel contenere le pressioni sui prezzi negli ultimi mesi ma non basta.
Euro/Usd (1,087). Il cross apre piatto, ma la seduta di ieri è stata la peggiore dell’anno per il dollaro (-1,70%), scivolato sui minimi da fine agosto.

Brilla l’oro, stabile il petrolio

Brent (82,90 dollari), Wti a 78,70. Il petrolio ha reagito poco alle novità di ieri. L’AIE si è unita all’Opec nel migliorare le previsioni di crescita della domanda di petrolio per quest’anno, nonostante le proiezioni di un rallentamento della crescita economica in molti dei principali paesi. Secondo l’OPEC i fondamentali del mercato sono forti.

Si risveglia l’oro a 1.968 dollari, terzo rialzo consecutivo. . Era prevedibile che un dato migliore delle attese sull’inflazione USA avrebbe provocato un rimbalzo dei metalli preziosi. La lettura ha suscitato rinnovate scommesse sul fatto che la Fed abbia finito di aumentare i tassi di interesse per l’anno e che probabilmente inizierà a tagliare i tassi entro la metà del 2024.

Promozioni per Unicredit e Bper. Sale il capitale di Technoprobe

Cresce ancora l’appeal di Unicredit: KBW alza il target price da 36 a 37,20 euro.
BPER. KBW alza il target price da 4,67 a 5,38 euro.

A2A. L’Ad Renato Mazzoncini esclude che la cedola 2023 possa scendere rispetto a quello dell’anno precedente nonostante avesse una parte straordinaria, e conferma lo stop alla crescita del gruppo attraverso acquisizioni. Il gruppo ha chiuso i 9 mesi con un utile netto in crescita e ricavi in calo, ha alzato la guidance sul Mol del 2023.

Corre Diasorin. Il Tribunale di Milano ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’AD Carlo Rosa e il presidente dell’ospedale San Matteo di Pavia Alessandro Venturi dall’imputazione di insider trading.
Digital Bros Ha annunciato un piano di riorganizzazione aziendale, che comporterà una riduzione di circa il 30% della forza lavoro a livello globale. Non sono previsti effetti significativi sui risultati attesi per l’esercizio in corso.

Technoprobe. Il Cda ha approvato l’aumento di capitale riservato a Teradyne International Holding per un numero di azioni pari all’8,7% del capitale attuale.

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