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Borsa 10 giugno: inflazione Usa al 4,2%, massimo da aprile 2023. In calo l’Europa, ma Milano resiste. Negli Usa chip ancora sotto pressione

La crescita dei prezzi al consumo Usa è in linea con le stime. Europa in calo in attesa della Bce. A Milano corre Banco Bpm, bene Stm, Poste e Tim

Borsa 10 giugno: inflazione Usa al 4,2%, massimo da aprile 2023. In calo l’Europa, ma Milano resiste. Negli Usa chip ancora sotto pressione

Borse europee proseguono in ribasso, mentre i future di Wall Street riducono i cali dopo la pubblicazione del dato statunitense sull’inflazione. A maggio, i prezzi al consumo sono aumentati a ritmo sostenuto per il terzo mese consecutivo, registrando il maggiore incremento annuo dell’inflazione in oltre tre anni e rafforzando ulteriormente le aspettative che la Federal Reserve possa alzare i tassi di interesse entro la fine dell’anno. Nel dettaglio, l’indice Cpi è cresciuto del 4,2%, il maggior aumento su base annua dall’aprile 2023, dopo un incremento del 3,8% ad aprile. Su base mensile, registrato un +0,5%. Entrambi i dati sono in linea con le attese. I dati “core”, esclusi quindi energia e generi alimentari, sono cresciuti dello 0,2% su base mensile (contro lo 0,3% delle attese) e del 2,9% annuale (in linea con le stime), dopo il 2,8% di aprile.

I listini attendono ora eventuali sviluppi sul conflitto in Medio Oriente dopo gli attacchi incrociati tra Usa e Iran avvenuti nella notte. Sulla crisi è intervenuta anche la Cina, che ha espresso “profonda preoccupazione” per quanto accaduto, invitando le parti coinvolte a “fermare l’escalation”. La Cnn, che cita una fonte diplomatica a conoscenza della questione, scrive che a seguito di consultazioni con gli Stati Uniti, i negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran questa mattina “per incontrare gli iraniani nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti” e finalizzare un accordo fra Usa e Iran.

Nel frattempo nel Vecchio continente sale l’attesa per la decisione della Bce che, secondo le attese, domani potrebbe alzare i tassi di un quarto di punto. In questo contesto, dopo alcune ore in rialzo, i principali listini del Vecchio Continente si sono portati in territorio negativo: Francoforte cede lo 0,6%, Parigi lo 0,25%, Madrid lo 0,18% e Londra lo 0,4%. Poco sotto la parità  Amsterdam (-0,09%) e Londra (-0,05%).

In calo il future di Wall Street

Dopo i dati sull’inflazione in linea con le attese, riducono i ribassi i future sulla Borsa Usa. Quelli sul Dow Jones segnano -0,36%, quelli sullo S&P -0,27%, mentre i future sul Nasdaq sono in ribasso dello 0,4%.

Ancora sotto pressione i titoli del settore dei semiconduttori probabilmente in vista dell’Ipo di SpaceX in programma per venerdì: Micron e Qualcomm, per esempio, cedono rispettivamente il 4,7% e il 3%. Alcuni operatori ritengono che gli investitori, soprattutto i piccoli investitori al dettaglio, stiano vendendo alcuni dei loro titoli azionari per fare spazio, nei loro portafogli, alla più grande Ipo di sempre. Altri credono invece che la debolezza sia dovuta semplicemente a prese di profitto, dopo una crescita cosi’ rapida.

Piazza Affari resiste con le banche e Stm

Milano prova a resistere alle vendite concentrandosi sul risiko bancario, con il Ftse Mib che segna +0,16% a 50.345 punti. Nel comparto bancario, Mps (-0,13%) e Mediobanca (-0,12%) rallentano il passo, riportandosi sui livelli della chiusura precedente, mentre è Banco Bpm (+3,2%) a salire in cattedra, in scia alle numerose indiscrezioni sul futuro dell’istituto dopo l’offerta presentata nei giorni scorsi per Mps, passata in secondo piano a seguito dell’opas lanciata da Intesa Sanpaolo (-1%) con il sostegno di Unipol (+1%). 

Si mantiene sopra la parità Unicredit: martedì, a mercati chiusi, Piazza Gae Aulenti ha fatto sapere che le adesioni all’offerta lanciata su Commerzbank sono salite al 10,9% portato il totale della partecipazione (diretta + derivati) al 54%. Nel frattempo il mercato si interroga sulle possibili mosse dell’Ad, Andrea Orcel, in Italia. 

A sostenere il listino c’è anche Stm, in rialzo del 2,4%, sostenuta dalla promozione a “Buy” da parte di Bank of America. Bene anche Poste Italiane (+1,7%) dopo che gli analisti di Deutsche Bankhanno incrementato il target price a 29,1 euro per azione dai precedenti 21 euro, confermando la raccomandazione “Buy” sul titolo. Sale Telecom Italia (+1,14%), che beneficia dell’upgrade di S&P S&P che ha alzato il rating creditizio del gruppo Tim a BB+ da BB, con outlook stabile.

In coda al listino si piazza invece Prysmian (-3,3%), male anche il lusso con Moncler (-1,6%), Ferrari (-0,5%) . Giù Campari (-1,04%) e Diasorin (-0,99%).

Gli altri mercati

Poco mosso il petrolio il brent del Mare del Nord è stabile a 90,96 dollari al barile (-0,5%), mentre il wti cede un frazionale 0,2% portandosi a 88 dollari. È fermo il prezzo del gas, che ad Amsterdam vale 48,73 euro al megawattora. Sul mercato valutario, l’euro rimane stabile a 1,551 dollari (ieri in chiusura a 1,1550 dollari). Infine il bitcoin arretra dell’1,2% a 61.284 dollari.

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