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Board of Peace, Trump: “Usa contribuiranno con 10 miliardi”. E lancia l’ultimatum all’Iran

Lanciato a Washington l’organismo nato su iniziativa personale del tycoon per gestire la transizione a Gaza: “Hanno aderito quasi tutti, chi non lo ha fatto lo farà”. Poi su Teheran: “Vedremo cosa succede tra dieci giorni”

Board of Peace, Trump: “Usa contribuiranno con 10 miliardi”. E lancia l’ultimatum all’Iran

Seppur tra le polemiche e gli scetticismi, alla fine il presidente Donald Trump ha lanciato ieri a Washington il discusso Board of Peace per Gaza, un organismo per così dire ibrido, nato su iniziativa personale del tycoon ma che in qualche modo andrà a fare le veci dell’Onu sulla questione – o per meglio dire la spartiazione – dei territori palestinesi. Di questo board il presidente a vita sarà proprio Trump mentre sono stati invitati diversi Paesi, europei e non, tra cui l’Italia, che a Washington per “l’inaugurazione” ha mandato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Molti Paesi hanno fatto una scelta di basso profilo, o addirittura rifiutando l’adesione come la Francia, o evitando di esporsi mandando i capi di Stato o di governo: gli unici due erano quelli di Romania e, con Viktor Orban in persona, dell’Ungheria.

“Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso”: il tycoon ha aperto così la prima riunione. “Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace”. “Quasi tutti hanno accettato l’invito nel Board of Peace – ha proseguito Trump – e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po’ facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me. Stanno giocando un po’, ma si stanno unendo tutti”.

Quanto a numeri e fondi, il presidente Usa parla di dieci miliardi di dollari in arrivo da Washington per il Board: “Se si confronta questo dato con il costo della guerra, si tratta di due settimane di combattimenti, sono una cifra molto piccola. Sembra tanto, ma è una cifra molto piccola”, ha sottolineato il presidente, che elenca i Paesi che hanno offerto fondi per la ricostruzione di Gaza: Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Morocco, Bahrain, Qatar, Saudi Arabia, Uzbekistan e Kuwait. Per il resto, nessun intervento militare all’orizzonte. “Siamo impegnati a fare in modo che Gaza sia ben governata. Non credo che sarà necessario mandare soldati a combattere”.

Infine, una stoccata all’Iran: Trump ribadisce la necessità di raggiungere un “accordo significativo” con Teheran, avvertendo che altrimenti “succederanno cose brutte”. Allo stesso tempo, sottolinea che gli Stati Uniti “hanno buoni rapporti” con i negoziatori iraniani. “Scopriremo cosa succede con l’Iran tra circa 10 giorni”, spiega Trump.

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