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Bitcoin perde il guadagno del 30% da inizio anno, poi si riprende sopra i 95.000 dollari. Cosa succede alla principale criptovaluta?

Gli investitori sono abituati alle forti oscillazioni del bitcoin e guardano ai prossimi livelli tecnici. All’inizio di ottobre aveva segnato il record di 126.251 dollari

Bitcoin perde il guadagno del 30% da inizio anno, poi si riprende sopra i 95.000 dollari. Cosa succede alla principale criptovaluta?

A poco più di un mese dal raggiungimento del suo massimo storico, Bitcoin ha cancellato tutto il guadagno di oltre il 30% registrato dall’inizio dell’anno, immergendosi in territorio di mercato ribassista, ossia oltre il 20% sotto i massimi assoluti, anche se stamane tenta un rimbazo.

A scatenare le vendite sono da una parte i timori per le eccessive valutazioni delle azioni tecnologiche alla vigilia dei dati chiave di Nvidia mercoledì. Dall’altra si sta affievolendo tutto quell’entusiasmo di inizio anno che vedeva Trump a favore di un sostegno delle criptovalute in generale. A ciò si aggiunge il fatto che si stanno riducendio le attese di un taglio dei tassi Fed il mese preossimo. Più in generale gli investitori vogliono tenersi cautamente lontano dagli asset più rischiosi.

Il bitcoin, la principale criptovaluta, ieri è scesa sotto i 93.714 dollari, spingendo il prezzo al di sotto del livello di chiusura raggiunto alla fine dell’anno scorso, quando i mercati finanziari si stavano riprendendo dopo la vittoria elettorale del presidente Donald Trump. La corsa del Bitcoin lo ha portato a toccare il record di 126.251 dollari lo scorso 6 ottobre, ma da lì è iniziata la discesa, soprattutto dopo che le inaspettate dichiarazioni di Trump sui dazi doganali hanno mandato in tilt i mercati in tutto il mondo. Stamane il token ha ridotto le perdite ed è risalito sopra 95.000 dollari, ma il sentiment resta negativo

Lo scorso aprile, il bitcoin, che rappresenta quasi il 60% del valore di mercato delle criptovalute da circa 3,2 trilioni di dollari, aveva fatto tremare gli investitori scendendo fino a 74.400 dollari, quando Trump ha annunciato i suoi dazi, prima di rimbalzare.

I cicli di espansione e contrazione sono stati una costante da quando Bitcoin ha fatto irruzione sui mercati con un’impennata di oltre il 13.000% nel 2017, seguita da un crollo di quasi il 75% l’anno successivo.

“Il sentiment nel settore delle criptovalute al dettaglio è piuttosto negativo”, ha detto Matthew Hougan , responsabile degli investimenti di Bitwise Asset Management con sede a San Francisco secondo quanto riportato da Bloomberg. “Non vogliono sopravvivere a un altro calo del 50%. Le persone stanno anticipando la situazione uscendo dal mercato”.

Per gran parte dell’anno, i grandi investitori istituzionali sono stati la spina dorsale del bitcoin offrendo fondi negoziati in borsa, gli Etf sui Bitcoin, promuovendoli come uno strumento per gli investitori per diversificare i propri portafogli e proteggersi dal rischio di inflazione. Ma nell’ultimo mese, molti dei principali acquirenti si sono silenziosamente tirati indietro.

La flessione del mercato è stata ancora più dura per i token più piccoli e meno liquidi, verso i quali i trader spesso gravitano a causa della loro maggiore volatilità e della tipica sovraperformance durante i rally. Ieri, mentre il bitcoin scendeva, l’indice MarketVector Digital Assets 100 Small-Cap, che monitora i 50 asset digitali più piccoli in un paniere di 100, è sceso domenica al livello più basso dal 2020, riporta Reuters.

Livelli di prezzo chiave di Bitcoin da monitorare

proprio perchè gli investitori hanno già visto forte oscillazioni delle criptovalute, si preparano a prevedere l’andamento. Il primo supporto si trova tra 92.000 e 95.000 dollari, corrispondente al costo base di 6–12 mesi e ai recenti livelli di afflusso negli ETF. Quest’area è probabilmente il primo punto di reazione.

Tuttavia, una correzione più forte potrebbe spingere Bitcoin nella fascia degli 85.000 a 90.000, il che si allinea con un normale declino di metà ciclo del 25%–30%. Ma lo scenario ribassista si estende ancora più in profondità: se i deflussi dagli Etf accelerano e le condizioni macro peggiorassero, il bitcoin potrebbe testare nuovamente la zona dei 75.000 a 82.000.

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