Condividi

Bending Spoons verso l’Ipo a Wall Street? Parte il corteggiamento delle banche: valutazione oltre i 20 miliardi

Bending Spoons avrebbe avviato la selezione delle banche per una possibile Ipo a Wall Street: in pole JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, con un consorzio che potrebbe ampliarsi

Bending Spoons verso l’Ipo a Wall Street? Parte il corteggiamento delle banche: valutazione oltre i 20 miliardi

Bending Spoons si avvicina a grandi passi alla quotazione a Wall Street. L’unicorno tech italiano, tra i principali sviluppatori europei di app mobili con circa un miliardo di utenti nel mondo, avrebbe avviato il processo di selezione delle banche che potrebbero accompagnarlo in quella che si profila come una delle più rilevanti Ipo tecnologiche europee degli ultimi anni.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, tra gli istituti finanziari in pole position figurano JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, anche se il consorzio potrebbe essere ulteriormente ampliato con il coinvolgimento di altre grandi banche d’investimento internazionali. Il tam tam di mercato indica come possibili partecipanti anche Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, già presenti nel pool di finanziamento da 2,8 miliardi di dollari che ha supportato l’acquisizione di Aol.

L’operazione è propedeutica a uno sbarco in Borsa che, secondo gli analisti, potrebbe avvenire entro il 2026 o all’inizio del 2027, con un possibile collocamento di 30-35% del capitale. Al momento, Bending Spoons non ha rilasciato commenti ufficiali sulle indiscrezioni.

Valutazione in crescita e strategia di M&A: oltre 50 acquisizioni in pochi anni

A novembre Bending Spoons ha raccolto 710 milioni di dollari in un round che ha fissato la valutazione della società a 11 miliardi di dollari prima dell’ingresso dei nuovi investitori. L’operazione ha rafforzato la base finanziaria del gruppo e sostenuto una strategia di crescita basata su acquisizioni di rilievo, tra cui America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, komoot e, più recentemente, Eventbrite.

In totale, la società ha messo a segno circa 50 acquisizioni, un percorso di espansione che ha contribuito a consolidare la sua posizione nel mercato globale delle app e delle piattaforme digitali. Le tre operazioni su Aol, Vimeo ed Eventbrite, per un valore complessivo superiore a 3 miliardi di dollari, sono attualmente in attesa di closing e rappresentano il nucleo delle mosse strategiche che potrebbero portare a un salto di valutazione.

Verso una capitalizzazione da 20–30 miliardi e l’obiettivo S&P 500

Alla luce di questi sviluppi e dei risultati attesi, un’eventuale Ipo potrebbe spingere la valutazione della big tech italiana ben oltre i livelli attuali. Secondo diversi osservatori di mercato, la capitalizzazione potrebbe collocarsi in una forchetta compresa tra 20 e 30 miliardi di dollari. In caso di forte domanda da parte degli investitori o di ulteriori acquisizioni prima della quotazione, la valutazione potrebbe salire ancora, con la possibilità di entrare nell’indice S&P 500.

Lo sbarco in Borsa rappresenterebbe un’importante occasione di valorizzazione per i numerosi fondi, italiani e internazionali, che hanno investito nel gruppo guidato dal ceo Luca Ferrari. Il controllo della società, tuttavia, rimarrebbe nelle mani dei fondatori: come rivelato da MF-Milano Finanza, Bending Spoons ha introdotto il voto multiplo all’inizio dello scorso autunno, una mossa pensata proprio in vista della quotazione.

Commenta