Banco Bpm raddoppia da tre a sei il numero di posti disponibili per le minoranze in cda. Una novità attesa, ora messa nero su bianco nei documenti che Piazza Meda ha predisposto per l’assemblea degli azionisti del 23 febbraio, chiamata ad approvare le modifiche allo statuto, in vista di un voto ad aprile per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Nel frattempo, Crédit Agricole rimane alla finestra, dopo l’ok della Bce a superare la soglia del 20%, consolidando la propria posizione di investitore di lungo termine nella terza banca più grande d’Italia.
Cda Banco Bpm: sei posti per le minoranze
In attesa del via libera della Banca Centrale Europea, Banco Bpm predispone le modifiche da portare in assemblea. La novità più importante, come detto, riguarda la ridefinizione dei seggi spettanti alle minoranze sulla base della percentuale di voti ottenuti dalle prime due liste di minoranza secondo criteri proporzionali. Nell’attuale statuto di Bpm, quindi pre-Legge Capitali, i posti riservati alle minoranze sono tre. Adesso diventeranno sei.
L’obiettivo della revisione dello statuto di Banco Bpm, “coerente con il principio che ispira la Legge Capitali” è quello di “assicurare alle minoranze una rappresentanza in consiglio coerente con i voti ottenuti dalle relative liste, assicurando in ogni caso che la prima lista per numero di voti ottenga la maggioranza dei seggi”, scrive la banca guidata da Carlo Messina nei documenti preparatori dell’assemblea dei soci.
Da sottolineare che la Legge Capitali prevede un principio proporzionale, ovvero “quando le minoranze raccolgono una quota più elevata di voti, ricevono una rappresentanza più coerente’. Nello statuto di Piazza Meda è stato così previsto “un meccanismo chiaro e trasparente basato sui voti ricevuti da tali liste che attribuisce fino a un massimo di 6 seggi alle minoranze” ma “preservando al contempo la stabilità di governo della banca e assicurando alla lista di maggioranza un numero di candidati non inferiore a 9, spiega Bpm nel documento.
Crédit Agricole alla finestra
Il raddoppio delle poltrone destinate alle minoranze rappresenta un’ottima notizia per Crédit Agricole che a questo punto potrebbe decidere di entrare nel “listone” del cda uscente (in cui il loro peso sarebbe destinato ad aumentare rispetto all’attuale) o, in alternativa, presentare una propria lista nel ruolo di socio di minoranza, ma non di controllo, come prescritto dal via libera dell’Eurotower.
Le altre novità
Lo statuto di Bpm, tra le altre cose, ora prevede per la presentazione della lista del cda uscente anche un ampliamento delle candidature incluse nella lista del consiglio da 15 a 20 candidati, il deposito dell’elenco a 40 giorni dall’assemblea, l’introduzione della votazione individuale dei candidati della lista del board (qualora risulti prima), come dispone il Dl Capitali.
