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Banche Popolari, un 2014 a due velocità

Per Bpm balzo degli utili e ritorno al dividendo dopo tre anni – La Popolare di Sondrio archivia profitti più che raddoppiati rispetto al 2013 – Crescono anche gli utili di Bper (+11,7%), che dà il via al nuovo piano industriale 2015-2017 – Male la Popolare di Vicenza, con il rosso che sale da 32,2 a 497,1 milioni.

Banche Popolari, un 2014 a due velocità

In attesa della riforma destinata a trasformarle in Spa, alcune delle principali banche popolari italiane archiviano il 2014 in ordine sparso. Oltre ai buoni conti di Bpm, che ha chiuso l’esercizio con un utile netto balzato a 232,3 milioni dai 29,6 milioni del 2013 ed è tornata a distribuire un dividendo dopo tre anni, fa segnare numeri positivi anche la Popolare di Sondrio, che ha messo a segno profitti per 115,2 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 53,03 milioni dell’esercizio precedente (l’incremento è del 117,23%). 

Il risultato di gestione si è attestato a 611,86 milioni di euro, in aumento del 16,8% rispetto ai 523,69 milioni dei primi nove mesi del 2013. A fine 2014 il Common Equity Tier 1 era pari al 9,75 e gli impieghi alla clientela ammontavano a 24,01 miliardi di euro, in aumento dello 0,5% rispetto al valore di inizio anno (23,91 miliardi). I crediti deteriorati sono cresciuti invece a 2,07 miliardi di euro (+12,6%).  

Crescono anche gli utili di Bper (+11,7%, a 15,4 milioni), a fronte di una “solida posizione patrimoniale con un Cet1 ratio pari al 10,9%”. Il gruppo segnala che nell’ottobre scorso si è concluso l’Asset Quality Reviwe della Bce con l’indicazione di un impatto complessivo lordo pari a circa 480 milioni. Nel dettaglio, il margine di interesse si attesta a 1,29 miliardi (stabile) mentre le commissioni nette calano dell’1,1% a 690,7 milioni. 

Il risultato netto delle attività di negoziazione si attesta a 187,1 milioni (+14,6%) mentre l’ammontare dei crediti deteriorati netti è arrivato a 6,5 miliardi (+2% su fine 2013). Inoltre, il coverage ratio sui crediti dubbi è in aumento al 40,7% a fine 2014. Per quest’anno, il gruppo vede “prospettive di redditività in miglioramento, pur in presenza di un attività bancaria tradizionale ancora condizionata da una limitata dinamica delle masse intermediate con la clientela”.

Il Cda del gruppo Bper ha anche approvato il nuovo piano industriale 2015-2017 con un obiettivo di Rote (Return on tangible equity, indicatore che misura la redditività operativa) al 9% nel 2017. Il piano prevede anche la chiusura di 130 filiali e la riduzione del 5% dei dipendenti. 

Le direttive della Banca centrale europea in materia di accantonamentipesano di più sui numeri sella Popolare di Vicenza, che ha chiuso il 2014 con una perdita netta di 497,1 milioni, contro il rosso di 32,2 milioni dell’anno precedente. Il Cet 1 ratio, si legge in un comunicato, a fine dicembre era pari al 10,16%, risultato che sale all’11,10% includendo la conversione del prestito obbligazionario.

Le rettifiche nette per deterioramento si sono attestate a 1,151 miliardi, rispetto a 454,6 milioni a fine 2013, di cui 868,5 milioni su crediti verso la clientela. Gli impairment sugli avviamenti sono stati pari a 230 milioni. 

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