Condividi

Banche, cyberattacco all’Eba: mail a rischio

L’Autorità Bancaria Europea ha comunicato di aver subito un attacco contro i suoi server Microsoft Exchange – A rischio le mail personali contenute sui server, sistemi di posta elettronica messi offline

Banche, cyberattacco all’Eba: mail a rischio

L’Autorità bancaria europea (Eba) ha subìto un attacco hacker contro i suoi server Microsoft Exchange. Il cyberattacco sta interessando molte organizzazioni in tutto il mondo. L’Eba ha lanciato “una rapida inchiesta, in stretta collaborazione con i suoi provider di servizi informatici, a un team di esperti legali e ad altre entità rilevanti”.

Lo ha comunicato domenica sera la stessa l’agenzia europea, precisando che “i responsabili dell’attacco potrebbero aver ottenuto le mail personali contenute su quei server” e che sta verificando quali dati potrebbero essere stati sottratti. L’Eba ha spiegato che essendo “la vulnerabilità correlata ai server di posta elettronica dell’Autorità, l’accesso ai dati personali tramite i messaggi di posta elettronica conservati su tali server potrebbe essere stato ottenuto dall’aggressore”. Come misura precauzionale, l’Autorità ha dunque deciso di mettere offline i suoi sistemi di posta elettronica.



Quello dei cyberattacchi a società e istituzioni sta diventando un problema sempre più diffuso in tutto il mondo. Nel 2020, secondo i dati contenuti nel Rapporto di Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, si è registrato il record negativo di attacchi informatici. Nel mondo, quelli gravi arrivati agli onori delle cronache sono stati 1.871, il 12% in più rispetto al 2019, provocando danni globali per una cifra che vale due volte il Pil italiano. 

Nel dettaglio, secondo il report, il 10% dei cyberattacchi perpetrati lo scorso anno ha sfruttato il tema Covid e i vaccini. Secondo gli autori, in media si tratta di 156 attacchi gravi al mese, il valore più elevato mai registrato fino ad oggi, con il primato negativo di dicembre, in cui ne sono stati rilevati ben 200. L’81% di questi attacchi gravi avevano come scopo quello di estorcere denaro alle vittime, mentre il 14% del totale è rappresentato da attività di cyber-spionaggio ai danni di enti di ricerca ed aziende coinvolte nello sviluppo dei vaccini contro il Covid-19. 

“I dati ci mostrano ancora una volta che l’accelerazione continua del cybercrime ha un impatto sempre più elevato sulla nostra società”, afferma Gabriele Faggioli, presidente di Clusit. “La crescita straordinaria delle minacce cyber, in particolare nell’ultimo quadriennio, ha colto alla sprovvista tutti gli stakeholders della nostra civiltà digitale e rappresenta ormai a livello globale una ‘tassa’ sull’uso dell’Ict che arriva a duplicare il valore del Pil italiano stimato nel 2020, considerando le perdite economiche dirette e quelle indirette dovute al furto di proprietà intellettuale”, aggiunge Andrea Zapparoli Manzoni, co-autore dell’analisi Clusit.

Commenta