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Banca Finint: l’utile cresce dell’89% nel 2025, piano esteso al 2027. L’ad Izzi: “Valutiamo crescita per linee esterne”

La banca presieduta da Enrico Marchi e guidata da Lucio Izzi ha chiuso l’anno migliore di sempre e ha deciso di avviare il piano di internazionalizzazione con focus sul lussemburgo

Banca Finint: l’utile cresce dell’89% nel 2025, piano esteso al 2027. L’ad Izzi: “Valutiamo crescita per linee esterne”

Utile in forte rialzo nel 2025 per Banca Finint che ha annunciato l’aggiornamento del piano al 2027 grazie alla solidità dei risultati realizzati, mentre l’amministratore delegato Lucio Izzi apre a possibili opportunità di crescita per linee esterne.

Banca Finint: l’utile netto cresce dell’89%, margine d’intermediazione +13%

Banca Finint ha archiviato il 2025 con un utile netto pari a 31 milioni di euro e un utile lordo pari a 40 milioni. Si tratta, nel primo caso, di una crescita dell’89%, nel secondo di un aumento del 55%.

Rialzo a doppia cifra per gli asset gestiti e in consulenza, saliti del 10% a 13,7 miliardi di euro (dai 12,4 miliardi del 2024). 

Guardando agli altri indicatori, il margine di intermediazione è cresciuto del 13% a 161,7 milioni, con ricavi da commissioni a 115,5 milioni (+10%) pari al 71% del margine di intermediazione. Il margine di interesse è salito a 32,2 milioni (+18%), “pur in un contesto di settore caratterizzato da una contrazione dei margini alimentati dai tassi elevati e in una stagione che premia il peso delle commissioni e dei servizi”, sottolinea Banca Finint in una nota.

Sotto il profilo patrimoniale, il Cet1 è pari al 16,8% e il RoTE al 22%, percentuali che evidenziano “una crescita profittevole con elevata redditività”, spiega la nota. Anche il profilo di liquidità della banca si mantiene su livelli solidi, con un Liquidity Coverage Ratio al 196% e un Net Stable Funding Ratio al 182%, “confermandosi considerevolmente al di sopra dei requisiti normativi”. 

Banca Finint: piano esteso al 2027

I traguardi del 2025 “ci hanno consentito di sovraperformare gli obiettivi annuali del piano strategico 2024-2026, inducendoci ad aggiornarne l’orizzonte temporale al 2027 con target di crescita ambiziosi a conferma del nostro impegno verso uno sviluppo di lungo termine sostenibile e profittevole”, ha annunciato Lucio Izzi, ad del gruppo. 

Nel dettaglio, l’orizzonte del piano 2024-2026 viene esteso al 2027. “Crescita sostenibile, efficienza operativa, elevata profittabilità e solidità patrimoniale si confermano pilastri strategici del Piano aggiornato al 2027”, si legge nella nota. Banca Finint punta a 185 milioni di euro di ricavi, con una Cagr del 10%. Le masse in gestione dovrebbero arrivare a 15 miliardi, con una crescita del 10%. Il Rote dovrebbe attestarsi al 20%, il Cost Income Ratio sotto il 76% e un Cet1 oltre il 16%. 

Il potenziamento dei prodotti prevede al 2027 l’estensione dell’offerta Bond & Loan, la crescita del set di servizi accessori alle operazioni di cartolarizzazione. Per Finint Investments si punta ad una più spinta innovazione di prodotto e ad una maggiore capacità distributiva. 

L’Ad Izzi: “Valutiamo crescita per linee esterne”

“Valuteremo le opportunità” di crescita per linee esterne “che il mercato ci rappresenta, ma lo faremo con disciplina e operazioni non diluitive della profittabilità e in linea con il nostro modo di fare business”, ha detto in una call con i giornalisti a commento dei risultati l’ad Izzi.  “I settori a cui guardiamo sono il Wealth & Private e l’Asset Management, in cui abbiamo ambizioni di crescita accelerata” per conquistare “nuove quote di mercato” e “acquisire valore”.

 “Dopo l’anno migliore di sempre”, il gruppo Banca Finint, presieduto da Enrico Marchi (nella foto), ha deciso di “avviare il piano di internazionalizzazione che uno dei driver di sviluppo e crescita” con l’ingresso in Lussemburgo, ha aggiunto il manager, spiegando che “dopo la recente autorizzazione all’esercizio della nostra attività bancaria in Lussemburgo, “un mercato che è circa sei volte e mezzo quello italiano”, “stiamo lavorando duramente per arrivare a essere operativi nel Paese nel secondo semestre 2026“, ha proseguito. 

“Il nostro obiettivo è arrivare a una quota di mercato significativa, che noi immaginiamo possa raggiungere il 10% nel termine di circa un triennio“, ha aggiunto Izzi, considerando che in Italia l’istituto ha “una leadership, con una quota oltre il 50%, se riferita ai competitor diretti”. Una volta “completata l’attivazione della nostra presenza in Lussemburgo “evidentemente intendiamo allargare le nostre attività ad altre realtà di rilevanza all’interno dell’Europa”, ma “sempre con un atteggiamento sostenibile”.

Izzi: “Oltre il 20% dei nostri ricavi in tecnologia”

“Abbiamo avviato un piano di trasformazione digitale, che ci vedrà investire oltre il 20% dei nostri ricavi in tecnologia, a partire dall’infrastruttura”, come i “data center con gli standard più alti disponibili oggi in Italia”, ha affermato Izzi, evidenziando che la “cybersecurity rimarrà una delle chiavi di grande competizione e una delle sfide di posizione per i nostri clienti”.

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