Migliaia di appassionati in oltre 150 locali tra ristoranti, cantine storiche, osterie e agriturismi, con più di trentamila posti a tavola disponibili si apprestano a celebrare il Bagna Cauda Day ad Asti, in Piemonte e nel mondo nei fine settimana del 21, 22, 23 novembre e del 28, 29, 30 novembre con una coda rappresentata dalla seconda edizione della “Bagna della Merla” prevista dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026.
La manifestazione, indetta per la prima volta ad Asti nel 2013, ha ormai valicato i confini del Piemonte, coinvolgendo anche Valle d’Aosta, Liguria e diverse località estere: si celebrerà il rito della Bagna Cauda Day anche a Shanghai con l’Associazione Piemontesi nel Mondo Cina e la FIC – federazione italiana cuochi China (29 novembre), a New York, in Giappone a Londra e in altre capitali europee.
Il successo internazionale di questa iniziativa, ideata e promossa dall’Associazione culturale Astigiani consiste nel fatto che l’evento celebra uno dei simboli più autentici della cucina piemontese, trasformandolo in un rito collettivo di convivialità, memoria e gusto mantenendo inalterato lo spirito originario, che è espressione delle radici e dell’identità di una comunità.
La Bagna Cauda può essere definita un “sistema gastronomico”, che partendo da una semplice salsa calda di aglio, olio e acciughe, si dilata a coinvolgere la cultura conviviale e le strutture portanti dell’alimentazione quotidiana contadina basata sulle verdure di stagione e il vino. Un primo accenno nelle fonti più antiche relative all’alimentazione e alla cucina lo si ritrova alla fine del XIV secolo nel trattato del medico Antonio Guainerio, attivo in Piemonte fra Torino e Chieri che cita la passione dei contadini piemontesi per l’aglio, ingrediente fondamentale per il “sapor rusticorum”, una tipica e amatissima pietanza calda medievale cremosa e densa. Non è azzardato vedere in questa salsa dei contadini il progenitore della Bagna Cauda. Anche se descritta quasi quattro secoli dopo, la “Salsa detta del pover uomo” riportata dal “Cuoco Piemontese perfezionato a Parigi” del 1766, è probabilmente una discendente diretta di quel “sapor rusticorum” medievale, nobilitata e alleggerita nei dosaggi. La presenza delle acciughe salate nella salsa medievale è quanto mai verosimile se si pensa che tale prodotto era largamente importato e commerciato dai mercanti astesi in tutto il Nord Italia. Nei secoli scorsi qualcuno considerava la Bagna Cauda, grazie all’aglio, utile anche per allontanare vampiri, masche e streghe. La storia racconta che l’11 novembre 1855 il generale La Marmora fece servire la Bagna Cauda alle truppe piemontesi in Crimea.
Le fortune della Bagna si possono ascrivere anche all’umile, ma capillare azione degli acciugai gli anciuè, i rivenditori al dettaglio delle acciughe che fino a tempi non lontani battevano sistematicamente le campagne per la vendita “porta a porta”; rivenditori che provenivano per la maggior parte dalla Valle Maira e dalle altre vallate di collegamento tra il Sud Piemonte e la Provenza. È ancora attiva anche un’associazione degli acciugai della Valle Maira. Le acciughe, grazie agli anciuè ambulanti che le trasportavano in barili o nelle grandi e variopinte latte da 10 e più chili potevano essere acquistate dalle famiglie contadine in piccole quantità settimanali
Come da tradizione, ogni partecipante al Bagna Cauda Day riceverà il nuovo Bavagliolone in stoffa, simbolo ufficiale della manifestazione. L’edizione 2025 è illustrata da Raffaele Iachetti: protagonista, una grande testa d’aglio che campeggia sul motto “Usiamo la testa”, un invito ironico ma profondo a riflettere, in un tempo che ci chiede di tornare a pensare con la nostra testa.
Fra le iniziative in calendario c’è la carovana di auto d’epoca che sabato 22 novembre, partendo da Asti raggiungerà Vessalico il paesino dell’alta Valle Arroscia, in provincia di Imperia, famoso per la produzione di uno speciale aglio ad alta digeribilità. Qui saranno consegnate le simboliche trecce d’aglio con le acciughe del mar Ligure e l’olio extravergine da olive taggiasche dal frantoio Roi di Badalucco. Ripercorrendo la strada del Col di Nava le auto d’epoca raggiungeranno la cantina di Nizza Monferrato dove saranno aggiunte al carico le verdure piemontesi a cominciare dal famoso cardo gobbo e la Barbera d’Asti docg. La carovana raggiungerà poi Asti dove avverrà in piazza l’accensione del grande fujot a mo’ di braciere olimpico.
Tutti i locali aderenti sono elencati su www.bagnacaudaday.it, suddivisi per aree geografiche (Astigiano, Monferrato, Langhe, Torinese, Alto Piemonte e oltre). Ogni locale ha una sua scheda che indica posti disponibili, contatti e il tipo di bagna cauda, identificato dai celebri semafori del gusto: Rosso per la versione classica “come Dio comanda”, Giallo per la versione “eretica”, con aglio stemperato, Verde per la versione “atea”, senz’aglio.
Non mancheranno le amate mascotte Acciù, in stoffa e portafortuna. Sul sito sono inoltre segnalati alberghi e agriturismi convenzionati per un weekend all’insegna del profumo e del piacere: la Bagna nanna.
Torna inoltre il Bagna Bike, un’esperienza che unisce sport, natura e tradizione. Domenica 30 novembre, grazie alla collaborazione tra EbikeOne e Il Cicchetto, i partecipanti potranno vivere un emozionante tour in e-bike tra i vigneti e i panorami del Monferrato, con tappa finale a Sant’Agata per celebrare insieme il rito conviviale della Bagna Cauda. Menù a 38 euro, con Ruché a 15 euro. Prenotazioni al 335 7573794 (EbikeOne – anche WhatsApp) o allo 0141 320225 (Il Cicchetto).
Il Bagna Cauda Day non è solo gusto e convivialità, ma anche azione concreta per l’ambiente. Parte del ricavato finanzierà la crescita del Bosco degli Astigiani sulle colline di Viatosto, su un terreno di oltre cinque ettari donato al Comune di Asti dalla Banca d’Asti. Ogni fujot acceso contribuirà così a far crescere un grande parco pubblico dedicato alla sostenibilità e alla biodiversità.
La ricetta ufficiale della Bagna Cauda
La Delegazione di Asti, in data 7 febbraio 2005, ha registrato una ricetta “da ritenersi la più affidabile e tramandabile”. Depositata a Costigliole d’Asti con registrazione sottoscritta dal notaio Marzia Krieg, è stata scelta dalla commissione di studio che si è più volte riunita per assaggi e confronti.
Ingredienti per 12 persone
12 teste di aglio,
6 bicchieri da vino di olio d’oliva (extravergine, ndr) e, se possibile,
un bicchierino di olio di noci,
6 etti di acciughe rosse di Spagna
Procedimento
Tagliare a fettine gli spicchi d’aglio precedentemente svestiti e privati del germoglio. Porre l’aglio in un tegame di coccio, aggiungere un bicchiere d’olio e iniziare la cottura a fuoco bassissimo rimescolando con il cucchiaio di legno e avendo cura che non prenda colore; aggiungere poi le acciughe dissalate, diliscate, lavate nel vino rosso e asciugate, rimestandole delicatamente. Coprire con il restante olio e portare l’intingolo a cottura a fuoco lento per una mezz’oretta, badando che la bagna non frigga. Al termine della cottura si potrà aggiungere, se piace un sapore più morbido, un pezzetto di burro freschissimo. Versare la bagna negli appositi “fujot” fornellini di coccio e accompagnarla con le seguenti verdure: crude: cardi gobbi di Nizza, topinambur, cuori di cavolo bianco, indivia e scarola, peperoni freschi e sotto graspa, cipollotti crudi inquartati e immersi nel vino barbera; cotte: barbabietole rosse, patate lesse, cipolle al forno, zucca fritta, peperoni arrostiti.
È tradizione raccogliere alla fine lo “spesso della bagna” strapazzandovi dentro l’uovo.