Case automobilistiche a velocità alterna. Nel terzo trimestre 2025 Renault e Volvo centrano gli obiettivi e battono le attese, mentre Tesla delude Wall Street. È il segnale di un settore spaccato in chi migliora efficienza e redditività e chi paga la transizione elettrica e la concorrenza globale. L’auto mondiale sta attraversando una fase di riposizionamento profondo, in cui la solidità conta più della corsa ai volumi.
Renault, elettrificazione e margini stabili
Renault Group archivia il terzo trimestre 2025 con numeri solidi: 11,4 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 6,8% rispetto all’anno precedente (+8,5% a cambi costanti). Il ramo automotive vale 9,8 miliardi (+5%), e nei primi nove mesi dell’anno il fatturato complessivo raggiunge 39,1 miliardi (+3,7%).
La strategia “value over volume” – puntare alla redditività più che ai volumi – continua a funzionare. Le vendite globali crescono del 9,8% nel trimestre, toccando 529.486 unità, con performance brillanti sia nei mercati internazionali (+14,9%) che in Europa (+7,5%). Nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo francese ha consegnato quasi 1,7 milioni di veicoli (+3,8%), confermandosi terzo costruttore del continente.
Buone le risposte di tutti i marchi. Renault, terzo brand europeo, supera il 20% di quota EV nel trimestre e resta leader del segmento B elettrico con la Renault 5 E-Tech, Dacia consolida la leadership nelle vendite retail con la Sandero come auto più venduta in Europa, Alpine più che raddoppia le consegne rispetto al 2024. Il 43,9% delle vendite totali è ormai composto da veicoli elettrificati (+58,6%), con gli EV puri in crescita del 122% e gli ibridi che toccano il 30,4% del mix.
Il gruppo, che mantiene salda la seconda posizione nel mercato europeo HEV, conferma la guidance 2025: margine operativo attorno al 6,5% e free cash flow compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro.
“Nonostante il contesto difficile – ha dichiarato il cfo Duncan Minto – continuiamo a crescere grazie a una gamma competitiva di veicoli elettrici, termici e ibridi. Restiamo concentrati sul valore e sulla riduzione dei costi”.
Volvo Cars, ritorno al profitto e scatto in Borsa
Dalla Francia alla Svezia, un altro segnale positivo arriva da Volvo Cars, che sorprende gli analisti e fa impennare il titolo del 40,5% alla Borsa di Stoccolma. Il gruppo controllato da Geely chiude il trimestre con ricavi per 86,4 miliardi di corone svedesi (−6,9% su base annua, ma sopra le attese di 83,5 miliardi), e con una redditività in forte ripresa: l’Ebitda sale a 12,1 miliardi (da 10,4), con margine al 14% contro l’11,2% precedente.
L’utile operativo tocca i 6,4 miliardi (margine 7,4%), mentre l’utile netto sale a 4,5 miliardi. Le vendite di veicoli (160.514 unità) calano del 7%, ma la riorganizzazione voluta dal rientrato ceo Hakan Samuelsson sta già producendo effetti: taglio dei costi, attenzione al flusso di cassa e spinta selettiva sull’elettrico. “Abbiamo ottenuto solidi risultati in un mercato difficile – ha commentato Samuelsson – e siamo pronti a lanciare l’attesissima EX60, il nostro nuovo Suv elettrico”.
Gli analisti di Handelsbanken attribuiscono il miglioramento “alla visione del nuovo management, che ha riportato il focus su redditività e flusso di cassa”. Volvo prevede un quarto trimestre ancora positivo, sostenuto dai modelli ibridi plug-in XC60 e XC90, mentre il programma di riduzione dei costi proseguirà insieme a una politica d’investimento più selettiva.
Tesla rallenta, utile in caduta e margini sotto pressione
Sul fronte americano, invece, Tesla non convince Wall Street. Il colosso di Elon Musk chiude il trimestre con ricavi per 28,1 miliardi di dollari (+12%), ma con un utile netto in picchiata del 37% a 1,37 miliardi. L’utile per azione rettificato si ferma a 0,50 dollari, sotto i 0,53 attesi dagli analisti, mentre il margine operativo scende al 5,8%. La strategia aggressiva di taglio dei prezzi ha spinto i volumi ma eroso la redditività, aggravata dai dazi e dal calo dei crediti sulle emissioni. Solo nel trimestre, i costi aggiuntivi legati alla guerra commerciale hanno pesato per 400 milioni di dollari.
Musk guarda comunque avanti. Durante la conference call ha confermato i piani per i robotaxi, con test previsti in 8-10 aree metropolitane americane entro la fine dell’anno, “procediamo con cautela, ma senza rallentare”. ha detto.
Gli analisti, però, restano divisi con alcuni che stimano che “Tesla potrebbe valere 3.000 miliardi di dollari entro il 2026 grazie al suo capitolo d’oro sull’intelligenza artificiale”.
