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Borse oggi in attesa dei messaggi del presidente della Fed a Jackson Hole. Petrolio sotto i 90 dollari. Riflettori di Piazza Affari sul risiko

Ieri Wall Street ha continuato a beneficiare dei risultati di Ndivia, mentre si è rianimato il settore software. Nell’after hours è crollata Marvell dopo i dati. Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Generali e al risiko bancario

Borse oggi in attesa dei messaggi del presidente della Fed a Jackson Hole. Petrolio sotto i 90 dollari. Riflettori di Piazza Affari sul risiko

Tutti i mercati internazionali, dall’azionario, all’obbligazionario, al valutario mostrano variazioni minime: tutta l’attenzione è per il debutto di Kevin Warsh, presidente della Fed, all’incontro annuale a Jackson Hole, nel Wyoming, e alcuni investitori si aspettano un tono più restrittivo.

Ieri alcuni funzionari della Fed presenti al simposio hanno espresso le loro preoccupazioni in merito al panorama inflazionistico statunitense. I loro commenti sono giunti il ​​giorno dopo la pubblicazione dei dati che mostravano un indice dei prezzi delle spese per consumi personali, il principale indicatore di inflazione della Fed, pari al 3,7% nei 12 mesi fino a luglio. Secondo lo strumento Cme FedWatch, gli operatori di mercato stimano una probabilità del 33,7% di un aumento dei tassi di interesse statunitensi a settembre e del 74,2% entro dicembre.

I prezzi del petrolio si avviavano a chiudere la settimana in ribasso, dopo l’accordo raggiunto tra Iran e Oman sulla gestione del traffico nello Stretto di Hormuz e sulla condivisione dei ricavi, sebbene Washington abbia mostrato scarso interesse a riprendere i colloqui diretti con Teheran e Donald Trump avesse respinto l’idea di ristabilire i termini del memorandum d’intesa firmato dagli Stati Uniti con l’Iran a giugno. Il Brent è sceso dello 0,4% a 89,33 dollari al barile, ma si avviava a chiudere la settimana con un calo di oltre il 5%. Il Venezuela sta valutando attentamente l’ipotesi di uscire dall’Opec, secondo alcune fonti.

Ieri Wall Street ha continuato a beneficiare dei risultati di Ndivia. Si rianima il settore software. Crolla Marvell nell’after hours

Ieri a Wall Street il Nasdaq, indice a forte componente tecnologica, ha sovraperformato gli altri indici beneficiando delle previsioni di fatturato da record di Nvidia hanno confermato la solidità del boom dell’IA e alimentato i guadagni dei titoli tecnologici. Il Dow Jones ha chiuso a +0,2%, S&P 500 a +0,72%, Nasdaq a +1,57%. Nvidia stessa è balzata dell’8,7%.

Non solo. Salesforce ha registrato un’impennata del 22,6% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di fatturato e utili annuali e aver lanciato un nuovo plug-in integrato con i modelli di intelligenza artificiale Claude di Anthropic. CrowdStrike è salito del 20,5% dopo che il fornitore di software per la sicurezza informatica ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato annuo e ha superato le stime sugli utili del secondo trimestre. I report di Salesforce e CrowdStrike hanno placato i timori che strumenti di intelligenza artificiale avanzati potessero sconvolgere il settore del software tradizionale, stimolando l’interesse degli investitori per i titoli software sottovalutati e riducendo il divario con i semiconduttori, considerati i principali beneficiari del boom dell’IA.
Azioni di altre società di software, tra cui ServiceNow e Palo Alto Networks hanno registrato un’impennata.

Invece Moderna è scesa del 4,6% dopo aver annunciato una vendita di obbligazioni convertibili da 2 miliardi di dollari, mentre HP è crollato di quasi il 3% dopo che le spedizioni e i margini della sua divisione PC sono diminuiti nel terzo trimestre. Marvell Technology ha perso oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

Borse asiatiche caute in attesa di Warsh. Nikkei a +0,5%, Kospi a -1,5%

Le borse asiatiche sono caute oggi dopo il rally tecnologico trainato da Nvidia, mentre i mercati valutari e obbligazionari trattengono il fiato in attesa delle indicazioni di poltica monetaria del banchiere centrale più potente del mondo. L’indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico è salito dello 0,2%, mentre il Nikkei giapponese è aumentato dello 0,5%. L’indice di inflazione di Tokyo ha accelerato per il terzo mese consecutivo, mentre il tasso di disoccupazione luglio cala al 2,4%. L’asta di titoli di Stato giapponesi a due anni, tenutasi venerdì, ha registrato una domanda più debole a causa delle crescenti speculazioni su una possibile stretta monetaria da parte della banca centrale. A luglio le vendite del gruppo automobilistico giapponese Toyota Motor sono diminuite del 4,8% risentendo dei cali registrati in Cina, negli Stati Uniti e in Medio Oriente.
della questione.

Le azioni taiwanesi hanno guadagnato lo 0,8% dopo il balzo di Nvidia a Wall Street. Il Kospi della Corea del Sud, tuttavia, è sceso dell’1,5%, mentre l’indice Hang Seng è aumentato dello 0,4%.

I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 30 anni sono aumentati di 1 punto base, raggiungendo il 5,2045%, ma questa settimana sono scesi di 7 punti base, dopo aver superato brevemente il 5,3% la scorsa settimana per la prima volta dal 2007, provocando un intervento a sorpresa del Tesoro statunitense per intensificare il suo programma di riacquisto. I rendimenti decennali sono aumentati di 1 punto base, raggiungendo il 4,6842%, e sono diminuiti di 5 punti base questa settimana, mentre i rendimenti biennali si sono mantenuti stabili al 4,2340% nel corso della settimana. Il rendimento del titolo biennale, sensibile ai tassi di interesse, si è mantenuto al 4,23%.

Il dollaro statunitense si è mantenuto stabile vicino al massimo di una settimana contro le principali valute a 99,13 nelle contrattazioni asiatiche. L’euro e la sterlina sono rimaste deboli, vicini ai minimi di una settimana contro il dollaro, attestandosi rispettivamente a 1,1652 e 1,3597 dollari, pur entrambi sulla buona strada per registrare il secondo mese consecutivo di rialzo. Lo yen è rimasto pressoché invariato a 159,34 per dollaro, avendo ceduto parte dei guadagni derivanti dagli interventi monetari, ma si avviava comunque a chiudere il mese con un rialzo dell’1,3%. Il dollaro questa settimana ha guadagnato lo 0,3%, ma rimane sulla buona strada per un secondo calo mensile consecutivo dello 0,7% dopo che il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che il Tesoro aumenterà i riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza. Ciò ha alimentato i timori che gli sforzi per contenere i costi di finanziamento possano svalutare il dollaro.

Le aspettatove di dichiarazioni da “falco” da parte del presidente della Fed oggi, l’oro ha perso terreno. L’oro spot ha perso lo 0,5%, attestandosi a 4.580,19 dollari l’oncia. Martedì aveva toccato il massimo degli ultimi tre mesi a 4.696,18 dollari, in seguito all’annuncio da parte del Tesoro statunitense di misure di sostegno per i titoli di stato a lunga scadenza. Nonostante il suo ruolo di copertura contro l’inflazione, l’oro tende a perdere attrattiva in un contesto di tassi di interesse elevati, poiché non offre alcun rendimento. L’argento spot è sceso dello 0,6% a 68,85 dollari l’oncia, mentre il palladio ha perso lo 0,2%, attestandosi a 1.349,44 dollari. Il platino ha registrato un calo dello 0,3%, raggiungendo i 1.840,78 dollari, avviandosi verso una perdita settimanale.

Nel settore delle criptovalute, il bitcoin ha guadagnato lo 0,5%, raggiungendo quota 80.620,33 dollari, e si avvia a un aumento di quasi il 30% ad agosto, che rappresenterebbe il suo maggiore incremento mensile dalla fine del 2024.

Borse europee viste aprire in lieve rialzo. A Piazza Affari occhi a Generali e al risiko bancario

Le borse europee sono attese aprire in leggero rialzo: il futires Erostoxx 50 è a +0,4%

Generali. Il cda sembra voler aprire al dossier Mps. Il board del gruppo assicurativo guidato da Philippe Donnet non è ancora entrato nei dettagli della doppia ops annunciata dall’istituto guidato da Luigi Lovaglio su Banca Generali, e su Banco Bpm, ma in una nota diffusa al termine della riunione ha fatto sapere di essere disponibile “a valutare la proposta che prospetta una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe”.

EssilorLuxottica ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie per un massimo di 5 milioni di azioni, da effettuare, a seconda delle condizioni di mercato, a partire da oggi. Ai prezzi di ieri il buyback vale circa 787 milioni e arriva in un momento in cui il titolo (a 157 euro) viaggia ai minimi da tre anni, complice anche l’impasse nella governance di Delfin, e risulta dimezzato rispetto ai massimi dello scorso autunno.

Poste/Tim. Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie Tim, risulta che al 27 agosto sono state presentate 2.601.629 richieste. Pertanto, complessivamente hanno raggiunto quota 50.911.136, pari al 2,9836% sul totale degli strumenti oggetto di offerta. L’opas è iniziata il 20 luglio e si concluderà l’11 settembre.

Campari potrebbe essere influenzata dalla big francese degli alcolici Pernod Ricard che ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con un utile netto in calo del 26% a 1,2 miliardi di euro. Anche i ricavi sono scesi del 14,2% a 9,4 miliardi di euro. Ha pesato la contrazione registrata nel mercato americano (-10%), con gli Usa -14% a causa dei dazi, e in Cina (-19%). Male anche l’Europa (-3%), meglio Asia-Pacifico (+7%).

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