Condividi

Banner FIRSTonline

Anthropic fa causa al Pentagono dopo l’inserimento in blacklist: la battaglia sull’uso dell’IA in guerra continua

La startup americana accusa l’amministrazione del presidente Donald Trump di averla inserita nella lista dei fornitori a rischio per la sicurezza nazionale, i cosiddetti “supply-chain risk”, dopo il rifiuto di concedere al Pentagono l’uso illimitato delle proprie tecnologie

Anthropic fa causa al Pentagono dopo l’inserimento in blacklist: la battaglia sull’uso dell’IA in guerra continua

Anthropic fa causa al Pentagono. La startup americana, nota per il chatbot Claude, ha citato in giudizio l’amministrazione del presidente Donald Trump dopo essere stata inserita nella lista dei fornitori considerati a rischio per la sicurezza nazionale (“supply-chain risk”). La causa, depositata in California e nel distretto della Columbia, segna l’ultimo capitolo di una disputa con il Dipartimento della Difesa Usa, che nell’ultimo anno ha siglato contratti fino a 200 milioni di dollari con grandi nomi dell’IA, tra cui Google e OpenAI, quest’ultima subentrata ad Anthropic nei contratti governativi.

Anthropic vs Pentagono: lo scontro sull’uso etico dell’IA

Lo scontro tra Anthropic e il Pentagono nasce dal rifiuto della startup di rimuovere le restrizioni etiche dal suo chatbot Claude. Il Dipartimento della Difesa aveva richiesto un accesso illimitato ai sistemi dell’azienda per impiegarli in operazioni militari legittime secondo i protocolli dell’esercito, tra cui armi autonome e sorveglianza di massa. Fonti del Wall Street Journal sostengono che Claude sarebbe stato utilizzato anche in alcune operazioni legate al conflitto in Iran, ma solo poco prima che il divieto entrasse ufficialmente in vigore.

I primi segnali di attrito erano emersi già all’inizio dell’anno, quando Anthropic aveva espresso preoccupazioni per l’uso della propria tecnologia nel supporto al Pentagono durante l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuto il 3 gennaio. Nonostante il contratto da circa 200 milioni di dollari e la posizione strategica come partner del governo, la startup americana ha ritenuto eticamente inaccettabile concedere un uso illimitato della tecnologia.

In risposta, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha classificato l’azienda come rischio per la supply chain, misura solitamente riservata a società straniere considerate potenziali minacce nei settori strategici come telecomunicazioni e difesa.

La causa e le richieste di Anthropic

Anthropic contesta la classificazione come supply-chain risk, definendola “senza precedenti e illegale”. Secondo l’azienda, l’atto viola il Primo Emendamento, limitando la libertà di parola, e il Quinto Emendamento, poiché contratti e reputazione sono stati danneggiati senza alcun preavviso, indagine formale o contraddittorio legale.

Tra i documenti depositati in tribunale figurano messaggi sui social di Trump e Hegseth e la lettera ufficiale inviata da Hegseth a Dario Amodei, ceo di Anthropic, in cui l’azienda viene indicata come rischio per la supply chain e si accenna a possibili indagini o incriminazioni per false dichiarazioni, interpretate come una forma di pressione coercitiva. Anthropic sottolinea inoltre che il governo aveva sempre fornito le autorizzazioni necessarie al proprio personale per operare su materiali classificati, evidenziando che non esisteva un reale pericolo per la sicurezza nazionale. La causa chiede l’annullamento della black list e il risarcimento dei danni economici e reputazionali derivanti dalle azioni del governo.

La posizione del Pentagono e le implicazioni per l’IA militare

Il Dipartimento della Difesa sostiene che la gestione della difesa nazionale spetti alla legge federale e non alle decisioni private delle aziende tecnologiche. Secondo l’amministrazione americana, restrizioni come quelle adottate da Anthropic potrebbero mettere a rischio vite umane e compromettere la sicurezza delle operazioni militari.

La vicenda solleva interrogativi cruciali sul futuro dell’intelligenza artificiale in ambito militare: fino a che punto una società privata può imporre limiti etici sull’uso delle proprie tecnologie, e fino a che punto il governo può usare la sicurezza nazionale per influenzare scelte economiche o punitive verso aziende americane? Il pronunciamento dei tribunali potrebbe avere effetti duraturi sul rapporto tra industria tecnologica e governo, sulla protezione dei diritti costituzionali e sullo sviluppo futuro delle IA nei settori strategici.

Commenta