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Ai Act, ok dal Parlamento Ue. Cos’è e cosa prevede il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale: regole, divieti e sanzioni

Il Parlamento europeo ha approvato con 499 voti a favore il primo testo che regolamenta l’intelligenza artificiale. Ora la negoziazione con i Paesi membri e la Commissione Ue. Esulta la presidente Metsola “Stiamo scrivendo la storia”. Ecco cosa c’è nell’Ai Act: regole, divieti e sanzioni

Ai Act, ok dal Parlamento Ue. Cos’è e cosa prevede il primo regolamento al mondo sull’intelligenza artificiale: regole, divieti e sanzioni

Prima grande svolta sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Il Parlamento Europeo ha approvato il primo testo (denominato Ai Act) che definisce le regole per l’Intelligenza artificiale. È il primo regolamento mondiale in materia. Il testo è passato con 499 voti a favore 28 contrari e 93 astenuti superando anche l’opposizione del Ppe che aveva presentato due emendamenti per modificare una parte del provvedimento. Grazie all’Ai Act si imprime alle tecnologie come ChatGPT il rispetto delle leggi Ue e dei valori fondamentali e per combattere la discriminazione digitale e prevenire la disinformazione e l’utilizzo dei “deep fakes”.

Stiamo scrivendo la storia! Sono fiero che il Parlamento Europeo abbia appena approvato il primo atto al mondo sull’intelligenza artificiale. Una legislazione equilibrata e centrata sull’essere umano che stabilirà lo standard globale per gli anni a venire. L’Europa continuerà a guidare nell’innovazione” ha scritto su Twitter la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola.

Adesso si apre la strada del trilogo ovvero il negoziato tra le tre istituzioni Ue: Parlamento, Consiglio (Stati membri) e Commissione Ue. Le prime trattative partiranno subito questa sera “Stiamo organizzando il primo trilogo stasera a Strasburgo” ha commentato il commissario Ue al Mercato interno Thierry Breton: “L’IA solleva molte questioni dal punto di vista sociale, etico ed economico. Ma non è il momento di premere alcun “pulsante di pausa”. Al contrario, si tratta di agire rapidamente e di assumersi la responsabilità”.

Che cos’è l’Ai Act

L’AI Act è un pioneristico regolamento che si dovrebbe applicare uniformemente in tutti gli Stati membri dell’UE contenente 85 articoli e allegati. È il primo testo legislativo che mira a regolare in modo completo il campo dell’IA. La prima bozza di legge Ue risale al 2021 e da allora è stata arricchita di ulteriori emendamenti. Lo scopo del regolamento è fare in modo che la tecnologia “sia conforme con i diritti e i valori dell’Unione, ad esempio in materia di supervisione umana, sicurezza, privacy, trasparenza, non discriminazione e benessere sociale e ambientale”.

Una delle caratteristiche principali dell’AI Act è la suddivisione delle applicazioni di intelligenza artificiale in base ai livelli di rischio associati.

La Commissione Europea ha identificato quattro livelli di rischio:

  • Rischio inaccettabile: Questo livello si riferisce ai sistemi che violano i valori fondamentali dell’Unione Europea e non saranno consentiti all’interno dei confini dell’UE.
  • Rischio alto: Riguarda quei sistemi che presentano un impatto controverso sulla sicurezza e sui diritti delle persone. Pur non proibendone l’uso, l’UE richiede che siano soddisfatti determinati requisiti per garantire la sicurezza e la tutela dei diritti.
  • Rischio limitato: Questa categoria comprende i sistemi che non rappresentano un pericolo significativo e devono adempiere a un insieme limitato di requisiti, tra cui la trasparenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
  • Rischio minimo: In questa categoria non sono previsti obblighi legali specifici.

Ai Act: cosa è vietato

L’AI Act proibisce l’uso dell’intelligenza artificiale per l’identificazione biometrica remota in tempo reale e a posteriori negli spazi pubblici, nonché per la categorizzazione basata su caratteristiche sensibili. Sono vietati anche i sistemi di polizia predittiva, i sistemi di riconoscimento delle emozioni e l’estrazione indiscriminata di dati biometrici da Internet o da telecamere di sicurezza per creare database di riconoscimento facciale. Inoltre, sono stati aggiunti alla lista degli alti rischi i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per influenzare le elezioni e i sistemi di raccomandazione delle piattaforme di social media. Queste misure mirano a proteggere i diritti umani e la privacy dei cittadini.

Ai Act: le sanzioni previste

Maggiore attenzione è data alle categorie che possono influenzare significativamente la vita delle persone, come la ricerca di lavoro e l’istruzione. In tali ambiti, sono richiesti requisiti di trasparenza e imparzialità degli algoritmi utilizzati. Per chi violerà il regolamento sono previste sanzioni severe. Previste multe fino a 30 milioni di euro o fino al 6% del fatturato annuo dell’azienda.

Ai Act: in vigore non prima del 2025

L’AI Act dovrebbe entrare in vigore non prima del 2025, anche per permettere alle aziende di adattarsi alle nuove leggi. Per colmare, nel frattempo questo vuoto legislativo, l’Unione europea ha recentemente siglato una dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti per arrivare ad un codice di condotta comune sull’uso dell’intelligenza artificiale. “L’Unione europea e gli Stati Uniti riaffermano il loro impegno a favore di un approccio all’AI basato sul rischio, per far progredire tecnologie di AI affidabili e responsabili. La cooperazione sui nostri approcci è fondamentale per promuovere un’innovazione responsabile, che rispetti i diritti e la sicurezza e garantisca che l’AI fornisca benefici in linea con i nostri valori democratici condivisi” si legge nel documento congiunto firmato durante la riunione ministeriale del Consiglio commercio e tecnologia UE-USA che si è tenuta a Lulea, in Svezia.

In attesa della legge l’Ue ha, inoltre, proposto alle società che fanno parte del Codice di Condotta dell’UE di introdurre un bollino per identificare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale in modo da contrastarne la disinformazione.

Unione Europea apripista nel regolamentare l’IA

La corsa alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale è partita dopo l’allarme lanciato dai maggiori esperti di IA. L’Unione Europea, però, si era mossa da tempo per arrivare ad un testo di legge ed ha anticipato Regno Unito e Stati Uniti nel raggiungere un accordo sulla prima legge in materia di IA. Gli Stati Uniti, nonostante le parole di preoccupazioni del creatore di ChatGPT, Sam Altman, di fronte ai senatori americani, non ha ancora intrapreso nessuna azione per la disciplina del settore. Londra, invece, sta puntando ad avere la leadership nel settore cercando di proporsi come sede di un’Autorità di regolamentazione internazionale sull’IA. È di pochi giorni fa l’annuncio che ospiterà il primo vertice globale sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale nell’autunno del 2023.

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