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Mps deposita in Consob le Ops su Banco Bpm e Banca Generali: la sfida a Intesa entra nel vivo

Con il deposito parte l’istruttoria della Consob e vengono definiti i rapporti di concambio: 1,567 azioni Mps per Banco Bpm e 6,958 per Banca Generali

Mps deposita in Consob le Ops su Banco Bpm e Banca Generali: la sfida a Intesa entra nel vivo

Mps porta in Consob la sua doppia contromossa a Intesa Sanpaolo. Il 9 settembre l’istituto senese ha depositato i documenti relativi alle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, il progetto con cui il management guidato da Luigi Lovaglio punta a costruire un’alternativa industriale all’Opas lanciata da Intesa sul Montepaschi. Le due offerte, entrambe pubbliche di scambio volontarie totalitarie, entrano così nella fase istruttoria davanti all’autorità di vigilanza.

Un passaggio che arriva mentre a Torino è in corso l’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo, chiamata ad approvare la delega al cda per l’aumento di capitale destinato a finanziare la componente azionaria dell’Opas su Mps. Le due operazioni procedono dunque su binari paralleli, ma il loro intreccio potrebbe diventare più stretto nei prossimi mesi.

Mps, i rapporti di concambio delle due Ops su Bpm e Banca Generali

Con il deposito in Consob vengono messi nero su bianco anche i rapporti di concambio. Per Banco Bpm, Mps riconoscerà 1,567 azioni di nuova emissione per ogni titolo portato in adesione. Per Banca Generali il rapporto è invece di 6,958 nuove azioni Mps per ciascuna azione consegnata. In entrambi i casi, i nuovi titoli avranno godimento regolare, le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie Mps già in circolazione e saranno quotati su Euronext Milan.

Le offerte saranno promosse in Italia e rivolte a tutti i detentori delle azioni interessate. Non saranno invece promosse o diffuse negli Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia, né nelle altre giurisdizioni dove siano necessarie ulteriori autorizzazioni o adempimenti. Negli Usa, le azioni destinate al concambio non saranno registrate ai sensi dello Us Securities Act, ma Mps si riserva la possibilità di estendere successivamente le offerte al mercato statunitense nel rispetto della normativa locale.

Il deposito non significa però che le Ops siano già aperte. I documenti potranno essere pubblicati soltanto al termine dell’istruttoria prevista dall’articolo 102 del Testo unico della finanza. Sarà allora possibile conoscere nel dettaglio condizioni e modalità di adesione e definire il calendario delle offerte.

Dalla contromossa ai prossimi passaggi

Le due operazioni erano state annunciate il 21 agosto, dopo il via libera del cda del giorno precedente, come risposta all’offerta di Intesa e come progetto per creare un gruppo più grande attraverso l’integrazione con Banco Bpm e Banca Generali. Ora il dossier passa alla fase autorizzativa e al confronto con gli azionisti delle due società.

Il primo appuntamento chiave è fissato per il 29 ottobre, quando le assemblee straordinarie di Banco Bpm e Banca Generali saranno chiamate a pronunciarsi sulle operazioni. Per il via libera sarà necessario raggiungere il quorum del 66,67% del capitale. A Banco Bpm sarà quindi centrale la posizione di Crédit Agricole, mentre a Banca Generali pesa il 50,2% detenuto da Generali.

Proprio il voto degli azionisti potrebbe avere conseguenze anche sulla partita con Intesa. L’autorità dei mercati ha già chiesto a Intesa come intenda muoversi nel caso in cui una o entrambe le Ops di Mps vengano approvate. Con il via libera delle assemblee, infatti, le offerte diventerebbero irrevocabili e potrebbero modificare il perimetro dell’operazione sulla banca senese.

In questo scenario, la banca guidata da Carlo Messina potrebbe essere chiamata a integrare il prospetto della propria offerta e a ottenere nuovi nulla osta e autorizzazioni. L’esito delle assemblee di ottobre diventa così uno dei passaggi destinati a determinare gli sviluppi della sfida per Mps.

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