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Cassa Centrale Banca chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita: utile a 614 milioni

Credito, commissioni e raccolta spingono i conti del gruppo bancario trentino. Sale il risultato netto, mentre la qualità degli attivi resta solida.

Cassa Centrale Banca chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita: utile a 614 milioni

Cassa Centrale Banca chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita. Il Gruppo trentino ha registrato un utile netto di 614 milioni di euro, contro i 590 milioni dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 4,1%. Il margine di intermediazione è salito a 1,705 miliardi, dai 1,582 miliardi di un anno prima, segnando un progresso del 7,8%.

A sostenere i risultati è soprattutto il margine di interesse, arrivato a 1,244 miliardi di euro, in aumento del 7,3% rispetto ai 1,159 miliardi del primo semestre 2025. In crescita anche le commissioni nette, pari a 450 milioni, contro 423 milioni, con un incremento del 6,4%. I ricavi netti dell’attività finanziaria, inclusi i dividendi, hanno aggiunto 11 milioni.

Il risultato della gestione finanziaria si è attestato a 1,705 miliardi, rispetto agli 1,621 miliardi del primo semestre 2025. Il dato beneficia anche dell’assenza di rettifiche nette di valore: nel 2025 erano state pari a 39 milioni.

Costi sotto controllo

La crescita dei ricavi è accompagnata da un aumento dei costi operativi, che raggiungono 948 milioni di euro, contro i 923 milioni del primo semestre 2025: un incremento del 2,7%. Le spese per il personale sono salite a 602 milioni, dai 573 milioni di un anno prima (+5,1%), anche per effetto del rinnovo del contratto nazionale e delle nuove assunzioni destinate a rafforzare la presenza sul territorio e le competenze digitali e ICT. Le altre spese amministrative ammontano invece a 399 milioni, in aumento dell’1%.

Il risultato corrente lordo raggiunge così 758 milioni, contro 698 milioni (+8,6%). Le imposte sul reddito salgono da 108 a 144 milioni, ma il risultato netto resta in crescita a 614 milioni. Il cost/income ratio, al netto delle poste straordinarie, scende al 56%, due punti in meno rispetto all’anno precedente.

Più credito a famiglie e imprese

Sul fronte commerciale, i finanziamenti netti alla clientela raggiungono 52,3 miliardi di euro, in crescita del 2,7% rispetto ai 50,9 miliardi di fine 2025. Le nuove erogazioni nel semestre sono state pari a 5,5 miliardi, con un incremento dell’8,2% su base annua. La maggiore parte degli impieghi resta concentrata nel Nord Italia, che rappresenta il 66,4% dello stock creditizio, seguito dal Centro con il 23,3% e dal Sud e Isole con il 10,3%.

La raccolta complessiva da clientela arriva a 135,3 miliardi di euro. La raccolta diretta è pari a 79,7 miliardi, in aumento del 2,2% da fine 2025, mentre quella indiretta raggiunge 59,9 miliardi, con una crescita del 9,9%. Particolarmente dinamica la raccolta amministrata, cresciuta dell’8,4% nei primi sei mesi.

Credito: qualità elevata e rischio nullo

Il Gruppo si conferma “NPL neutral”, con un costo del rischio nullo, grazie alle riprese nette sulle posizioni creditizie che hanno compensato le rettifiche. Gli NPL lordi ammontano a 1,518 miliardi di euro, quelli netti a 333 milioni. Il NPL ratio lordo resta al 2,8%, mentre quello netto è allo 0,6%, entrambi invariati rispetto a fine 2025. Il livello di copertura dei crediti deteriorati è pari al 78,1%.

Patrimonio e liquidità

Il totale dell’attivo sale a 96,8 miliardi di euro, dai 94,3 miliardi di fine 2025. Il patrimonio netto consolidato raggiunge 10,9 miliardi, contro 10,4 miliardi (+4,1%). La solidità patrimoniale resta elevata: il CET1 ratio e il Total Capital ratio sono entrambi al 27,9%. Il CET1 in valore assoluto è pari a 10,046 miliardi, mentre le attività ponderate per il rischio ammontano a 35,953 miliardi.

Positiva anche la posizione di liquidità: il LCR sale al 303% dal 299% di dicembre 2025, mentre l’NSFR si attesta al 178%. Numeri che confermano un Gruppo in crescita, con una redditività sostenuta dall’espansione del credito e dalla diversificazione dei ricavi, accompagnata da livelli elevati di capitale e liquidità.

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