Barilla mette a segno una nuova operazione di crescita negli Stati Uniti e scommette su uno dei prodotti più popolari della cucina americana. Il gruppo italiano ha raggiunto un accordo per acquisire Goodles, giovane marchio californiano specializzato nei maccheroni al formaggio, i celebri mac & cheese. L’operazione, anticipata dal Wall Street Journal e successivamente confermata da Barilla, segna l’ingresso del gruppo di Parma in un segmento diverso da quello della pasta tradizionale, ma con un forte potenziale di crescita. Goodles si è infatti costruita in pochi anni un’identità precisa, puntando su una versione più nutriente e premium del classico comfort food americano.
Goodles, dal mac & cheese a un business da milioni
Fondata in California nel 2020 con il nome di Gooder Foods, Goodles è nata con l’obiettivo di reinterpretare il tradizionale maccherone al formaggio, combinando gusto e caratteristiche nutrizionali. In pochi anni, il marchio ha conquistato spazio sul mercato statunitense, arrivando nelle principali catene di distribuzione indipendenti e distinguendosi anche per le confezioni colorate e i nomi ironici dei prodotti. La società ha raggiunto il primo utile nel 2024 e, nel 2023, dopo un round di finanziamento, era stata valutata circa 88 milioni di dollari, secondo i dati riportati dal Wall Street Journal e citati da PitchBook. Una cifra che, è bene precisare, non corrisponde al valore dell’acquisizione: Barilla e Goodles non hanno reso noto il prezzo dell’operazione.
Il mercato a cui guarda il gruppo italiano è tutt’altro che di nicchia. Il comparto dei maccheroni al formaggio a lunga conservazione negli Stati Uniti vale infatti tra 2,1 e 2,3 miliardi di dollari all’anno. Goodles avrebbe inoltre raggiunto una quota del 7,8% della spesa americana nella categoria, in forte crescita rispetto allo 0,8% registrato tre anni prima. Numeri che aiutano a spiegare l’interesse di Barilla per un segmento lontano dal proprio core business, ma particolarmente rilevante per i consumatori americani.
Barilla punta sulla crescita negli Stati Uniti
L’acquisizione consente a Barilla di ampliare il proprio raggio d’azione negli Usa, entrando più direttamente in una categoria profondamente radicata nelle abitudini alimentari locali. Per Goodles, invece, l’ingresso nel gruppo italiano significa poter contare sulle risorse e sull’esperienza internazionale di una grande realtà alimentare per accelerare lo sviluppo, senza rinunciare all’identità costruita finora.
“Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dallo slancio della sua crescita”, ha spiegato Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. Per il manager, l’operazione rappresenta “un’opportunità entusiasmante per il futuro”.
Goodles resta autonoma: confermata la leadership
La nuova proprietà non comporterà, almeno sul piano operativo, un cambio di rotta per il marchio americano. Goodles continuerà a operare dalla sede di Santa Cruz, in California, mantenendo i suoi 73 dipendenti. Confermata anche la leadership: Jen Zeszut resterà alla guida dell’azienda. L’autonomia, inoltre, non sarà soltanto formale: Goodles continuerà infatti a prendere le proprie decisioni su prodotti, ricette, qualità, ingredienti, fornitori e marketing.
Una scelta che punta a preservare la cultura e la capacità innovativa costruite dal brand negli ultimi anni, mentre Barilla metterà a disposizione risorse e competenze per sostenerne lo sviluppo. Zeszut ha definito il gruppo italiano il partner ideale per la prossima fase, sottolineando la possibilità di innovare e crescere a livello internazionale senza rinunciare alla qualità dei prodotti e alla propria autonomia.
