Le borse europee sono per lo più in rialzo a metà seduta, riducendo però lo slancio dell’aperttura, mentre gli investitori sono in attesa del discorso del presidente della Fed a Jackson Hole, atteso attorno alle 16 ora italiana da cui gli investitori si aspettano maggiore chiarezza sulle future traiettorie di politica monetaria. Tre funzionari della Fed hanno già messo in guardia contro un’inflazione persistente, ma Warsh finora si è astenuto dal fornire indicazioni future sull’andamento dei tassi di interesse. Il mercato dei future, sulla base dei dati del Cme Fedtool Watch, attualmente sconta una probabilità che i tassi rimangano fermi nella prossima riunione Fed di settembre pari al 66%.
Una spinta positiva le borse europee l’hanno ricevuta già dalle borse asiatiche e prima ancora dall’ottimo andamento ieri di Wall Street che ha continuato a beneficiare delle robuste prospettive per l’intelligenza artificiale emerse con i risultati trimestrali di Nvidia. Altro fattore rasserenante viene dal prezzo del petrolio che si avvia a chiudere la prima settimana in calo delle ultime tre. Il prezzo del Brent con scadenza ottobre è sceso dello 0,6% a 89,2 dollari al barile, attestandosi vicino al punto medio del suo intervallo di negoziazione da metà giugno e avviandosi a chiudere la settimana con un calo del 5%. il Wti di pari scadenza è sugli 83 dollari. L’attenzione è concentrata su un possibile accordo tra Iran e Oman sulla gestione del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, sebbene questo richiederebbe anche che gli Stati Uniti soddisfacessero certe condizioni iraniane. L’amministrazione Trump ha comunicato ai mediatori di non avere alcun interesse a tornare ai termini di un accordo preliminare raggiunto con l’Iran, poi fallito. In lieve rialzo, invece, il gas naturale europeo sulla piattaforma di Amsterdam, dove viaggia sui 68 euro al megawattora.
A metà seduta viaggiano in rialzo il FTSE MIB +0,90% di Milano, il CAC 40 +0,94% di Parigi, il DAX 40 +0,54% di Francoforte e gli altri listini europei.
A Piazza Affari, mentre resta sul palcoscenico il risiko bancario, gli istititi di credito guadagnano terreno. Così salgono Mediobanca +1,38%, Banca Monte Paschi Siena +1,03% e Intesa Sanpaolo +0,97% . Ma gli acquisti premiano anche Unipol +1,49% dopo l’intervista sul Sole 24 Ore del presidente Carlo Cimbri che sottolinea come Mps, nell’ambito del riassetto legato all’Opas di Intesa Sanpaolo, sarà capofila del secondo polo bancario italiano, in cui confluirà anche Bper Banca (+1,41%). Intanto alla vigilia il cda di Generali (+0,70%) ha confermato la disponibilità a valutare la proposta di Mps su Banca Generali +0,15% , pur sottolineando che non è stata concordata.
Si muovono positivamente anche i petroliferi, con Saipem +0,58% e Tenaris +1,60% e il il settore del lusso con Moncler a +2,20% e Brunello Cucinelli a +1,50% dopo che Essilorluxottica +2,69% ha lanciato un programma di buyback da 5 milioni di azioni. Debole invece la difesa con Avio -0,09% , Fincantieri -0,35% e Leonardo -1,94%.
L’indice di riferimento della Borsa di Francoforte, il DAX 40 conferma la sua solida scia positiva, con una crescita complessiva del 3,55% nell’ultimo mese e un progresso vicino al 9,68% rispetto allo scorso anno. Gli analisti tecnici evidenziano che il listino si trova in una fase di consolidamento rialzista. L’indice sta testando l’area di resistenza posizionata intorno ai 26.351,9 punti: un superamento stabile di questa soglia potrebbe proiettare il DAX verso nuovi target in area 26.925 punti, mentre l’eventuale supporto di breve termine è individuato a quota 25.778,8 punti. I forti acquisti sul settore tech e sul comparto automobilistico stanno trainando l’indice:Sap i conferma il motore principale del listino con un balzo del +5,48%, spinto dall’ottimo momento del comparto software e dai servizi cloud. In rialzo anche Bmw (+3,92%) e Volkswagen (+3,89%) .
Nell’indice principale della Borsa di Parigi, il CAC 40, si distinguono Renault (+4,34%), Stellantis NV(+2,42%). Nel settore del lusso Lvmh prova il rimbalzo con un +0,98%.
Stabile lo spread tra BTp e Bund: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 82 punti, invariato rispetto al closing della vigilia. In lieve rialzo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark al 4,08% dal 4,07% del riferimento precedente.
Sul valutario, poco mosso il dollaro americano, con la moneta unica che incrocia il biglietto verde a circa 1,164. Secondo Ocbc Group Research, il biglietto verde «potrebbe trovare sostegno se Warsh e altri funzionari della Fed respingessero i timori di svalutazione della moneta e ribadissero il loro impegno a riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%». In calo il Bitcoin sui 79.700 dollari. Poco mosso l’oro, con il contratto spot che vale circa 4.580 dollari l’oncia.
