La domanda di energia elettrica in Italia continua a salire, sostenuta dalla ripresa dei consumi industriali e dalle temperature elevate registrate nella parte finale del mese. A giugno il fabbisogno nazionale ha raggiunto 28 TWh, con un aumento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e il valore più alto per il mese degli ultimi dieci anni.
Secondo i dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, si tratta del decimo incremento mensile consecutivo. Un risultato ancora più significativo perché confrontato con giugno 2025, quando la domanda aveva già registrato una crescita particolarmente sostenuta, pari al 7,5%.
Temperature e calendario spingono la domanda
Il dato di giugno è stato influenzato sia dal calendario sia dalle condizioni meteorologiche. Il mese ha avuto 21 giorni lavorativi, uno in più rispetto a giugno 2025, mentre le temperature, pur inferiori ai livelli eccezionali dell’anno scorso, sono rimaste al di sopra della media degli ultimi dieci anni.
Correggendo il dato dagli effetti della temperatura e del diverso numero di giorni lavorativi, l’aumento del fabbisogno sale al 2,9%. Considerando soltanto l’effetto climatico, la crescita sarebbe stata del 3,5%. La domanda destagionalizzata e corretta è inoltre aumentata dell’1% rispetto al mese precedente. L’incremento ha interessato tutte le aree del Paese. Al Nord la richiesta elettrica è salita dell’1,6%, al Centro dell’1,8%, mentre al Sud e nelle Isole l’aumento ha raggiunto il 2,1%.

Le temperature elevate dell’ultima decade hanno spinto il sistema elettrico fino a un picco di potenza di 57,4 GW il 29 giugno. Il valore, superiore del 3,6% rispetto al massimo registrato nello stesso mese del 2025, rappresenta un nuovo record mensile. Complessivamente, nei primi sei mesi dell’anno la domanda elettrica italiana è cresciuta del 2,5%.
Fotovoltaico prima fonte rinnovabile del mese
Sul fronte della produzione, gli impianti nazionali hanno coperto l’84,9% della domanda, mentre il restante 15,1% è stato soddisfatto attraverso il saldo degli scambi con l’estero. La produzione nazionale netta ha raggiunto 24,2 TWh, con un aumento del 2,6%. La generazione termoelettrica è cresciuta dell’8%, compensando la minore disponibilità di alcune fonti rinnovabili intermittenti e contribuendo a coprire i picchi di domanda. Il saldo con l’estero è rimasto sostanzialmente stabile, nonostante la riduzione sia delle importazioni, diminuite del 2,9%, sia delle esportazioni, in calo del 26,4%.
Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 47% della domanda elettrica nazionale, una quota inferiore al 49,5% registrato a giugno dello scorso anno. La produzione idroelettrica è diminuita del 23,7%, mentre sono scese anche le bioenergie, l’eolico e il geotermico. In controtendenza il fotovoltaico, cresciuto del 15,7% e salito oltre 6,5 TWh, diventando la prima fonte rinnovabile del mese. L’aumento di 888 GWh è stato determinato principalmente dall’espansione della capacità installata, il cui contributo ha più che compensato la minore produzione legata all’irraggiamento solare.
Il risultato di giugno si inserisce in un semestre caratterizzato da una crescita del 19,2% della produzione fotovoltaica e del 16,4% di quella eolica. Considerando tutte le tecnologie, la generazione da fonti rinnovabili è aumentata dell’1,4% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
Nuovi impianti per 3,5 Gw nel primo semestre
La transizione del sistema elettrico prosegue anche attraverso l’installazione di nuovi impianti. Nei primi sei mesi del 2026 la capacità rinnovabile italiana è aumentata di circa 3,5 Gw, di cui 3,1 Gw riconducibili al fotovoltaico.
Nel solo mese di giugno sono entrati in esercizio ulteriori 533 Mw, compresi 171 Mw di impianti solari ed eolici collegati direttamente alla rete in alta tensione. Al 30 giugno la potenza rinnovabile complessivamente installata in Italia ha così raggiunto 86,95 GW.
Il fotovoltaico rappresenta la componente principale con 46,61 Gw, seguito dall’eolico con 13,96 Gw. Continua inoltre a crescere il settore degli accumuli, che conta quasi 944 mila impianti, per una capacità complessiva di 19,34 Gwh e una potenza nominale prossima agli 8 Gw.
Industria in rialzo per il decimo mese consecutivo
A contribuire all’aumento della domanda è stato anche il buon andamento dell’industria. L’indice Imcei elaborato da Terna, basato sui consumi elettrici di circa mille imprese ad alta intensità energetica, è cresciuto a giugno del 3,1% su base annua, confermando il segno positivo per il decimo mese consecutivo.
La crescita ha interessato soprattutto la siderurgia, il comparto delle ceramiche e del vetro, l’industria cartaria e la produzione di mezzi di trasporto. Hanno invece registrato una contrazione la chimica, la meccanica, i metalli non ferrosi, l’alimentare e il settore del cemento, della calce e del gesso. Il bilancio resta positivo anche considerando l’intero primo semestre del 2026. Tra gennaio e giugno i consumi elettrici industriali sono aumentati del 4,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie in particolare al contributo della siderurgia e dei metalli non ferrosi.
Più contenuta la dinamica dei servizi. L’indice Imser, disponibile con due mesi di ritardo rispetto agli altri indicatori, mostra ad aprile un incremento dello 0,3% su base annua. Nei primi quattro mesi del 2026 la crescita complessiva è stata dell’1,1%, sostenuta soprattutto da alberghi, ristorazione, informazione e comunicazione.
L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2025 e del 2026 è disponibile nel Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico, consultabile nella sezione “Sistema elettrico”, “Dispacciamento” e “Dati esercizio” del sito Terna.
I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono disponibili anche sull’app di Terna per Android e iPhone e iPad.
