Il nuovo scontro tra Usa e Iran sta turbando non poco i mercati finanziari, che sentono il pericolo di un ritorno del conflitto in Medio Oriente, con conseguente impennata delle quotazioni di petrolio e gas. I primi effetti di questa tensione si stanno già vedendo: dopo la seduta negativa di ieri, oggi le Borse occidentali proseguono in rosso, con perdite ancora più consistenti. In Europa Milano -1,22% scivola sotto i 52.000 punti, Parigi -2,2%, Francoforte -2,23%, Londra -1,66%. Parte male pure Wall Street: Dow Jones -1,4%, S&P 500 -0,9%, Nasdaq Composite Index -1%.
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Materie prime in subbuglio: petrolio verso gli 80 dollari, gas verso i 50 euro
Il driver di oggi è dunque l’energia, con un consistente e deciso rimbalzo delle quotazioni sia del petrolio che del gas, che avevano nelle ultime settimane entrambi trovato una stabilità rispettivamente intorno ai 70 dollari al barile e ai 43-44 euro per megawattora, sebbene il gas avesse già dato qualche segnale di turbolenza per effetto del grande caldo che affligge l’Europa e rende necessario un consumo massiccio di elettricità per i condizionatori. Oggi il Brent vale 80 dollari al barile e il Wti Crude Oil 76 dollari, mentre il gas naturale europeo sfiora i 50 euro per megawattora salendo del 5,5%. Sprofondano di conseguenza oro e argento: il primo difende comunque i 4.000 dollari l’oncia, il secondo scivola a 57 dollari.
Torna la pressione sui titoli di Stato: spread a 80 punti base
I nuovi venti di guerra, abbinati con l’incertezza sulle mosse delle banche centrali, fanno salire i rendimenti dei titoli di Stato. Oggi il Treasury Usa decennale è in deciso aumento intorno al 4,6%, mentre in Italia lo spread Btp Bund ritrova gli 80 punti base, con il rendimento del Btp decennale di riferimento in netto rialzo intorno al 3,89%. L’euro si difende sul dollaro Usa, riportando il cambio in zona 1,14. Crolla nuovamente il Bitcoin, che oggi ritraccia del 3,7% a 61.500 dollari circa.
A Piazza Affari rally energetico mentre cadono le banche. Il Nasdaq ha chiuso il miglior semestre di sempre
Rosso pesante per il Ftse Mib: in controtendenza ci sono quasi solo i titoli legati all’Energia: Eni +3,6%, Saipem +3,2%, Tenaris +2,6%. Per il resto prevale il segno “meno”: Stellantis -5,8%, prese di beneficio su Fincantieri -3,9% dopo il clamoroso rally delle ultime sedute, Brunello Cucinelli -3,8%, Unicredit -2,8%, Intesa Sanpaolo -2,3%. Sell-off pesante anche oltreoceano: il Nasdaq perde circa l’1% dopo aver messo a segno il primo semestre più brillante nella storia di tutto le Borse statunitensi, grazie ad una raccolta record di 129,3 miliardi di dollari sostenuta soprattutto dall’Ipo di SpaceX.
Il titolo della creatura di Elon Musk oggi è poco mosso, mentre registrano perdite significative DoorDash -6%, Intel -5%, Palantir -4,4%, PayPal -4%. L’Intelligenza artificiale è contrastata e sta ancora facendo fatica a prezzarsi: Micron -2,4% Sandisk -0,5%, Nvidia -0,15%, Broadcom +4%. Giù anche le big tech tradizionali: Amazon, Google, Microsoft e Meta cedono tutte intorno al 2%. Torna la paura nel settore turismo e viaggi, che in piena estate potrebbe trovarsi di fronte ad una nuova emergenza per il carburante aereo: Airbnb -4,7%, Booking -4,6%.
