Debutto col botto per Alia Mentis sull’Euronext Growth Milan. Il titolo della società veneta deep tech, inizialmente bloccato per eccesso di rialzo, nel primo pomeriggio guadagna il 32,34% del suo valore, salendo a quota 4,3 euro per azione, dopo aver toccato un massimo intraday a 4,5 euro. Il prezzo di Ipo era di 3,25 euro.
“Siamo orgogliosi dei risultati che il mercato ci sta riconoscendo, gli investitori hanno voluto scavare nel nostro modello di business, lo hanno capito e lo hanno accettato. Questo è esattamente ciò che volevamo”, ha spiegato a margine dell’evento inaugurale a Palazzo Mezzanotte il presidente di Alia Mentis, Giuseppe Paronetto.
Alia Mentis: la capitalizzazione cresce a 126 milioni
Il collocamento di Alia Mentis, riservato a investitori istituzionali italiani ed esteri, ha ricevuto una domanda di oltre tre volte l’offerta. L’operazione ha riguardato circa 10,7 milioni di azioni, compreso l’esercizio dell’opzione greenshoe in aumento di capitale. Si parla perciò di circa 30,7 milioni di azioni, per una capitalizzazione iniziale di 100 milioni che nel giro di poche ore ha superato i 120 milioni di euro, attestandosi a 126 milioni.
Il flottante è del 35%, compresa l’opzione greenshoe. In particolare, Paronetto-Daniel (controllata al 100% dal presidente di Alia Mentis, Giuseppe Paronetto) detiene il 65% del capitale, e Axon Partners Group l’8%.
Il presidente Peronetto: “Quotazione è parte di un progetto più ampio”
“Siamo riusciti a preservare la proprietà e la capacità dell’azienda fino all’ultimo”; un risultato ottenuto, sottolinea, “grazie all‘estremo supporto delle banche”, che “ci hanno supportato in tutto, rompendo anche alcune regole auree dell’accesso al credito. Questo ci ha permesso di arrivare preservati fino all’Ipo’” Secondo il documento di ammissione alle negoziazioni, infatti, Alias Mentis ha goduto del supporto di Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, con diversi finanziamenti tra luglio e dicembre 2025 per un totale di circa 11 milioni di euro. “Ora il mondo finanziario e il mercato stanno parlando: questo è un modello che porteremo avanti nel tempo”, ha aggiunto Paronetto.
“Chiuderemo il 2026 come da piano, che è già cristallizzato con un +40%”, ha affermato. Ma la “piena espressione” del modello è attesa nel 2027, quando “i progetti dei brand che sono in incubazione entreranno in start-up production”. La quotazione è parte di un progetto industriale più ampio, legato alla crescita internazionale e alla valorizzazione delle tecnologie proprietarie del gruppo, che “stanno diventando standard globali. Il piano è quello di farle esplodere a tutto campo’, mettendo al centro del modello ricerca e sviluppo e la ‘monetizzazione’ di licensing Ip, a cui ‘si affiancherà la crescita verticale delle produzioni”, ha concluso il presidente.
