Nei prossimi giorni l’ad di Fs, Stefano Donnarumma, chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni. Lo riferiscono fonti del ministero dei Trasporti a seguito di un incontro tra il ministro, Matteo Salvini, e lo stesso Donnarumma. Entrambi – a quanto si apprende – hanno concordato sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno. Di sicuro c’è che oggi alle 13.30 il manager ha convocato una riunione con tutta la prima linea del gruppo. Di meno certo, ma con un totonomi che subito ha cominciato a circolare, c’è il volto più quotato per sostituire Donnarumma: al momento i rumors – secondo LaPresse – insistono sull’attuale ad di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio.
Donnarumma, Fs: l’ad lascerà nei prossimi giorni
Ma cosa è successo? E perché queste dimissioni? La scorsa settimana alcuni disservizi lungo le tratte ferroviarie avevano portato Salvini ad esprimere una certa “irritazione” per la situazione. In quell’occasione si erano quindi diffuse voci su un possibile allontanamento di Donnarumma, dovuto proprio all’insoddisfazione del ministro. In un tavolo al Mit convocato martedì scorso, il rapporto sembrava essersi rasserenato, anche a detta dello stesso Donnarumma. Il ministero aveva peraltro sottolineato che la puntualità dei treni era migliorata e che i disagi erano causati soprattutto da furti di rame, manomissioni e “guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie”. Oggi un nuovo incontro. al termine del quale è invece arrivata l’accelerazione sulle dimissioni dell’ad. Le indiscrezioni dei giorni scorsi, peraltro, hanno più volte fatto emergere le divergenze sulla gestione con il ministero dell’Economia e delle Finanze, che è azionista di controllo del gruppo. Non solo. Da registrare anche l’emorragia di figure chiave dall’azienda: l’ultima uscita, in ordine di tempo, è quella del direttore finanziario Fabio Paris, in carica dal 2024, che martedì sera ha rassegnato le dimissioni.
Donnarumma, Fs: cosa è stato detto
Il ministro – è stato fatto filtrare in tarda mattinata a corredo della notizia che riguarda il passo indietro dell’amministratore delegato – ha espresso soddisfazione per i target Pnrr raggiunti che vedono Fs vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro e per l’enorme sforzo dell’azienda nel coniugare 1.300 cantieri al giorno con un miglioramento della puntualità del 7% a giugno 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Salvini ha inoltre evidenziato l’importanza del volume degli investimenti negli ultimi due anni e il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda. Il lavoro svolto in questi due anni segna un forte avanzamento del Piano Strategico con focus sui cantieri programmati in quest’estate e nei prossimi mesi.
Donnarumma, Fs: le reazioni politiche
Immediate le reazioni politiche alla notizia. In una nota, Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze, imprese e infrastrutture del Pd e Andrea Casu, deputato pd e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, dichiarano: “Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini ultimo atto. In attesa di sapere quando arriveranno e quanto costeranno agli italiani le dimissioni dell’amministratore delegato del gruppo Fs Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini continuano a pagare ogni giorno il conto dei ritardi e delle scelte politiche sbagliate del Governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior ministro dei trasporti della storia della Repubblica”.
Fs, la Cassazione deve decidere su Moretti
Intanto, per quel che riguarda la strage di Viareggio, il pg di Cassazione ha chiesto il rigetto di tutti i ricorsi e la conferma quindi di tutte le condanne inflitte nel processo di appello ter a Firenze: la strage, lo si ricorda, è avvenuta il 29 giugno del 2009 ed è costata la vita a 32 persone. Chiesta, in particolare, la conferma della condanna a 5 anni per l’ex ad di Fs e Rfi Mauro Moretti e gli altri 11 imputati, ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e manutenzione del treno deragliato e poi esploso. In caso di accoglimento, Moretti rischia di andare in carcere.
