Volkswagen accelera sul riassetto del portafoglio e stringe un accordo esclusivo con Bain Capital per cedere la maggioranza di Everllence, l’ex Man Energy Solutions. L’operazione riguarda il 51% del capitale e porterà nelle casse del gruppo tedesco circa 7,4 miliardi di euro attraverso un leveraged buy-out. La casa di Wolfsburg resterà comunque nel capitale con una quota del 49%, confermando l’intenzione di mantenere un ruolo rilevante nella società anche dopo il passaggio del controllo.
La mossa arriva al termine di una procedura competitiva che aveva attirato l’interesse di diversi grandi nomi del private equity e di investitori industriali e finanziari. Tra i soggetti in corsa erano emersi Cvc, Eqt, Porsche SE e investitori qatarioti. Alla fine la scelta è caduta su Bain Capital, chiamata ora ad accompagnare la nuova fase di sviluppo di un gruppo che opera in settori sempre più strategici, dai motori marini alle infrastrutture energetiche, fino alle tecnologie per la decarbonizzazione.
Volkswagen rafforza il bilancio e si concentra sull’auto
Per Volkswagen la cessione ha il semplice obiettivo di rafforzare la posizione finanziaria mentre il gruppo affronta una trasformazione industriale complessa. Il settore dell’auto è sotto pressione per l’elettrificazione, la concorrenza cinese, i dazi doganali e la necessità di concentrare risorse sul core business. La vendita della maggioranza di Everllence consente quindi di liberare capitale senza uscire completamente da un’attività considerata solida e con prospettive di crescita.
“Negli ultimi anni, Everllence si è trasformata in una storia di successo di cui possiamo essere orgogliosi – ha detto Oliver Blume, ceo del Gruppo Volkswagen – Dopo l’acquisizione del 2018, abbiamo riorganizzato e rafforzato l’azienda. Oggi Everllence è uno dei principali produttori mondiali di motori di grandi dimensioni, turbomacchine e soluzioni per la decarbonizzazione. Ora è il momento giusto per compiere il passo successivo: cedere la quota di maggioranza a un nuovo partner solido. Con questa operazione vogliamo creare valore aggiunto per tutti: strutture e processi più snelli consentiranno a Everllence di raggiungere un’ulteriore crescita in mercati attraenti come i data center, il settore energetico e quello marittimo. Allo stesso tempo, ci permetterà di concentrarci ancora di più sul nostro core business”.
Everllence, dai motori marini alla decarbonizzazione
Everllence conta circa 16.000 dipendenti e ha registrato un fatturato di 4,9 miliardi di euro. La società si colloca tra i principali produttori mondiali di motori di grandi dimensioni, turbomacchine e soluzioni per la decarbonizzazione. Le sue radici risalgono al 1758, con la fondazione di una fonderia in Germania, e nel tempo il gruppo ha attraversato diverse trasformazioni fino al cambio di nome da MAN Energy Solutions a Everllence.
Il cuore dell’attività resta legato ai motori marini, un mercato in cui Everllence compete con operatori come Wärtsilä e WinGD. Ma la società si è progressivamente allargata a tecnologie considerate centrali nella transizione energetica, come pompe di calore su larga scala, elettrolizzatori per la produzione di idrogeno e soluzioni per la cattura e lo stoccaggio del carbonio.
Negli ultimi anni l’azienda ha puntato anche su motori marini a doppia alimentazione progettati per combustibili alternativi come Gnl, Gpl, metanolo, ammoniaca ed etanolo. Il percorso tecnologico non è stato privo di difficoltà. Nell’ottobre 2024 Everllence ha ritirato dal mercato il motore a due tempi a ciclo Otto a bassa pressione ME-GA a doppia alimentazione Gnl, lanciato nel 2019, dopo segnalazioni di problemi di prestazioni.
La nuova fase con Bain Capital
Con Bain Capital nel ruolo di azionista di maggioranza, Everllence punta a crescere in mercati dove la domanda appare in forte espansione. Il trasporto marittimo globale resta un pilastro, ma il gruppo guarda con crescente attenzione al settore energetico e ai data center, comparti che richiedono infrastrutture, sistemi di alimentazione e soluzioni industriali sempre più efficienti.
L’accordo prevede anche salvaguardie per la presenza industriale in Germania. Le sedi di Augusta, Oberhausen, Berlino, Amburgo e Ravensburg saranno mantenute sotto la nuova struttura proprietaria almeno fino alla fine del 2030. Nello stesso periodo sono esclusi licenziamenti obbligatori.
