Dopo un week end turbolento con i negoziati tra Iran e Usa in bilico tra minacce reciproche, i segnali di miglioramenti diplomatici di stamattina sono stati accolti positivamente dagli investitori che sono tornati ad acquistare sul mercato asiatico mentre il petrolio è tornato a scendere.
Stamane l’annuncio di progressi nei colloqui tra Usa e Iran ha spinto al ribasso il prezzo del petrolio
Gli ultimi sviluppi sono giunti dopo un inizio confuso dei colloqui di domenica, quando i media locali hanno riportato che l’Iran aveva interrotto le discussioni in seguito alla nuova minaccia di attacchi da parte del presidente statunitense Donald Trump qualora Hezbollah avesse continuato ad attaccare Israele.
Poi stamane i mediatori hanno annunciato che alti funzionari statunitensi e iraniani hanno concluso in Svizzera il loro primo round di colloqui sulla base di quel memorandum d’intesa raggiunto la scorsa settimana, per estendere il fragile cessate il fuoco in vigore da aprile per almeno altri 60 giorni. I mediatori hanno aggiunto che le due parti hanno concordato di creare una “cellula di de-escalation” che coinvolga le parti stesse e il Libano per contribuire a garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari nel Paese. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che il suo Paese ha ottenuto deroghe per le esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, lo sblocco di alcuni beni congelati e l’avvio di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran. L’Iran ha inoltre suggerito l’istituzione di un meccanismo per controllare l’importante via navigabile, presumibilmente includendo una qualche forma di tassa sul traffico marittimo.“L’instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano” ha detto Aragchi
La situazione dello stretto di Hormuz non è però ancora del tutto chiara, con il traffico marittimo rallentato dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che sabato erano transitate 55 navi, mentre il giorno prima i dati di tracciamento ne indicavano 32, dopo che l’Iran ha annunciato di aver nuovamente chiuso il canale, citando violazioni dell’accordo di pace provvisorio da parte di Israele e degli Stati Uniti. Sabato, gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso almeno 20 persone, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale libanese Nna.
In ogni caso l’apparente progresso ha portato il Brent a invertire la rotta e scivolare del 2,5% a meno di 79 dollari al barile. I futures del petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate si attesta a 76,53 dollari al barile, in calo di 7 centesimi, in vista della scadenza del contratto prevista per oggi. Il contratto di agosto, più attivo, è sceso di 55 centesimi a 75,30 dollari al barile.
In Asia balza il Nikkei. Al Kospi SK Hynix supera Samsung in capitalizzazione
I passi in avanti nella trattativa Iran- Usa hanno sostengono la maggior parte delle borse dell’Asia Pacifico. L’indice MSCI Asia Pacific è in rialzo dell’1%.
In Giappone il Nikkei di Tokyo è balzato dell’1,9%, sostenuto da acquisti nel settore dell’IA e dei semiconduttori, i cui utili rimangono solidi indipendentemente dal contesto macroeconomico, dopo essere salito di quasi l’8% la scorsa settimana raggiungendo i massimi storici.Yaskawa Electric e Fanuc hanno chiuso in rialzo dopo che il quotidiano Nikkei ha riportato la notizia di un investimento di 10.500 miliardi di yen da parte del Giappone nell’IA fisica.
In Cina, l’indice Hang Seng di Hong Kong è a -1%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +0,7%. Taiex di Taipei +2,8%. La banca centrale cinese ha lasciato invariati a giugno i principali tassi di riferimento sui prestiti, confermandoli ai minimi storici per il tredicesimo mese consecutivo, decisione attesa dai mercati. La People’s Bank of China (Pboc) ha mantenuto il Loan prime rate (Lpr) a un anno, riferimento per la maggior parte dei prestiti a imprese e famiglie, al 3,0%, mentre il Lpr a cinque anni, parametro utilizzato per i mutui immobiliari, è rimasto al 3,5%. L’istituto centrale ha optato per una linea prudente mentre l’economia mostra segnali contrastanti con da una parte le pressioni sui prezzi dell’energia e rischi per le catene di approvvigionamento e dall’altra un rallentamento della domanda interna.
In Corea del Sud, l’indice Kospi di Seul è a 0,6% dopo un’impennata di oltre l’11% la scorsa settimana. Sotto i riflettori è SK Hynix che ha superato Samsung Electronics diventando la la società di maggior valore al Kospi, con una potente inversione per un produttore di chip che vent’anni fa era quasi fallito sotto il peso dei debiti. L’azienda, ora principale fornitore di chip di memoria ad alta larghezza di banda (Hbm) utilizzati nei sistemi di intelligenza artificiale per clienti come Nvidia e Google è emersa come una delle maggiori beneficiarie del boom globale dell’IA e le sue azioni hanno visto un rally di oltre il 340%. Stamane SK Hynix è salito del 5,7%, portando la capitalizzazione di mercato a 2.082,5 trilioni di won (1,35 trilioni di dollari), rispetto a un aumento dello 0,4% di Samsung Electronics, che ha raggiunto i 2.081,3 trilioni di won, escluse le azioni privilegiate.
La crescita delle esportazioni coreane è rimasta robusta all’inizio di giugno, grazie al continuo boom del settore dei semiconduttori. Le vendite all’estero sono aumentate del 49,7% secondo i dati dell’ufficio doganale pubblicati oggi, dopo il +52,6% di maggio. I dati suggeriscono che la domanda estera rimane robusta, sostenuta dai forti investimenti legati all’intelligenza artificiale e ai data center. Inoltre, confermano che i semiconduttori rimangono il principale motore della crescita della Corea del Sud, contribuendo a compensare la debolezza di altri settori dell’economia. Le esportazioni di chip hanno guidato la crescita, con un aumento del 188,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le spedizioni di prodotti informatici sono aumentate del 293,3%, mentre le esportazioni di prodotti petroliferi sono state sostenute dagli elevati prezzi dell’energia. Per destinazione, le esportazioni verso la Cina sono aumentate di quasi l’87%, mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti sono cresciute di quasi il 54%. Le esportazioni verso Taiwan e il Vietnam sono aumentate rispettivamente del 103,6% e del 75,5%.
Indice BSE Sensex di Mumbai +0,5%. Continua la discesa della borsa dell’’Indonesia, -1,5%, il calo da inizio anno è di quasi il 30%.
Sul mercato valutario il dollaro si è mantenuto sostanzialmente stabile. Lo yen frana sempre più in basso, a 161,2 su dollaro. La sterlina si è indebolita dello 0,22%, attestandosi a 1,3209 dollari, mentre gli operatori valutavano la turbolenza politica in Gran Bretagna,
Wall Street in trepida attesa di dati di Micron mercoledì
Gli investitori sono alla ricerca di segnali che indichino che il rally dell’intelligenza artificiale abbia ancora molto da offrire, e l’imminente trimestrale di Micron Technology servirà a verificare l’andamento della domanda di chip per capire se sta ancora accelerando. Nonostante il forte calo di metà della scorsa settimana, i principali indici azionari statunitensi si sono mantenuti vicini ai massimi storici, sostenuti da solidi utili aziendali trainati dal boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Le azioni di Micron sono aumentate del 298% quest’anno e il rapporto trimestrale del produttore di chip di memoria, che sarà pubblicato mercoledì, aiuterà gli investitori a valutare se l’impennata della spesa per i data center e i conseguenti profitti generati nel settore dei semiconduttori continueranno a sorprendere positivamente. Qualsiasi indicazione di una domanda sottostante e di una continua solidità della spesa legata all’intelligenza artificiale potrebbe dare agli investitori la fiducia necessaria per continuare ad alimentare il rally.
Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre chip negli Stati Uniti, il che potrebbe dare un impulso significativo agli sforzi di rilancio del produttore di chip. Ciò ha contribuito a far salire l’indice S&P 500 di quasi l’1% la scorsa settimana, un ritmo che fa prevedere un altro rialzo in questa.
Le grandi aziende tecnologiche hanno segnalato che la spesa per l’intelligenza artificiale non accenna a rallentare e si prevede che supererà i 700 miliardi di dollari quest’anno, rispetto ai 400 miliardi di dollari del 2025. Intanto, secondo i dati forniti da Tajinder Dhillon, responsabile della ricerca sugli utili presso Lseg, la crescita degli utili per l’indice S&P 500 nel secondo trimestre è stimata al 22,9%, in calo rispetto al 29,3% del primo trimestre.
L’attenzione è anche per i dati macro. Questa settimana è prevista la pubblicazione dell’indice di inflazione preferito dalla Federal Reserve, così come la lettura definitiva del Pil del primo trimestre. Entrambi i dati forniranno indicazioni sullo stato di salute dei consumatori statunitensi e sulla crescita economica. Venerdì il Dow Jones ha chiuso a + 0,14%, il Nasdaq a + 1,91%,
l’ S&P 500 a +1,08%. Stamane i futures sono positivi.
Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a stacco cedole, Unicredit, Bper
I future europei annunciano un avvio poco variato oggi Indice Euro Stoxx 50 a -0,1%.
Regno Unito. Diverse testate giornalistiche hanno riportato la notizia che Starmer avrebbe annunciato le sue dimissioni per consentire una competizione per la leadership con il rivale Andy Burnham, che la settimana scorsa ha vinto nettamente le elezioni per un seggio in parlamento. Burnham è visto avere molte carte nella sua partita e se otterrà la carica più alta del governo è probabile che lo rivoluzionerà, sostituendo anche il ministro delle finanze Rachel Reeves. Il mercato dei titoli di Stato non è sicuro di quanto Burnham sia effettivamente impegnato nella disciplina fiscale e teme che possa finire per spendere e indebitarsi di più.
A Piazza Affari stamani staccano la cedola sei blue chip: Leonardo, Poste italiane, Stm, Snam, Terna e Hera.Secondo alcuni calcoli, l’impatto sull’indice sarà dello 0,21%.
Monte Paschi – Il Consiglio di Amministrazione di oggi riceverà un aggiornamento sul calendario della fusione. Si attende ancora l’approvazione della BCE per la nomina di due amministratori in sostituzione di Vivaldi e Palermo.
Bper Banca – La Bce ha autorizzato il programma di riacquisto di azioni proprie da 750 milioni di euro, da completare entro un anno.
DiaSorin – Ottenuta dalla FDA l’autorizzazione 510(k) e la certificazione CLIA Waiver per il test LIAISON NES Group A Streptococcus (GAS) Assay.
Leonardo – L’Amministratore Delegato Lorenzo Mariani ha dichiarato al Financial Times che l’Italia sarebbe aperta all’ingresso della Germania nel programma di caccia di nuova generazione GCAP, sviluppato insieme a Regno Unito e Giappone. Ha inoltre espresso fiducia nella prosecuzione della partecipazione britannica al progetto.
Pirelli – Camfin e Marco Tronchetti Provera hanno proposto alle assemblee degli azionisti di Caa e Longmarch di estendere di 5 anni la data dalla quale i soci potranno richiedere lo scioglimento delle società. L’obiettivo è quello di rafforzare il proprio ruolo di investitori stabili in Pirelli, si legge in una nota delle due società.
Recordati – Consob ha temporaneamente sospeso i termini istruttori per l’approvazione del Documento di Offerta relativo all’Opa di CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert per acquisire alcune informazioni mancanti.
Stellantis – Detiene il 9,5% nella startup statunitense di batterie Factorial Energy e potrebbe acquistare altre azioni in futuro. È quanto risulta da un documento depositato presso la Sec.
Unicredit – Le adesioni finali all’Ops su Commerzbank hanno raggiunto il 12,51%, la partecipazione complessiva il 42,50%, comprese le azioni oggetto di strumenti con diritto alla consegna fisica (3,22%). La percentuale salirà al 44,33% quando Commerzbank annullerà le azioni proprie, ha riferito l’istituto. KBW e Landesbank alzano il target a 90,6 e 88 euro.
Tip – Giovanni Tamburi si è detto fiducioso riguardo all’Ipo statunitense di Bending Spoons. Ha inoltre ribadito la necessità di sostenere le quotazioni in Italia attraverso incentivi, sottolineando che circa 10 società in portafoglio potrebbero essere pronte per la Borsa se il contesto di mercato migliorasse.
Moncler. Hsbc taglia il target da 68 a 67 euro, ma conferma il Buy.
