Non bastavano i dossier spinosi su competitività, rapporti con la Cina e Quadro finanziario pluriennale a dividere i 27 nel Consiglio europeo cominciato giovedì sera. A tarda ora, un altro scontro ha monopolizzato la discussione del vertice. È stato quando Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno criticato apertamente il presidente del Consiglio medesimo, Antonio Costa, per avere aperto senza alcun mandato preciso dei 27 un nuovo canale di comunicazione con Vladimir Putin. Il capo di gabinetto di Costa, Pedro Lourtie, avrebbe infatti contattato funzionari a Mosca due volte nelle ultime settimane. Gli scontri hanno portato alla luce le tensioni esistenti nel cuore dell’Ue riguardo ai rapporti con la Russia e a chi dovrebbe parlare a nome dell’Europa.
Alcuni leader Ue ritengono che il presidente del Consiglio europeo dovrebbe essere il rappresentante dell’Ue in eventuali negoziati con la Russia ma sul tema non c’è certo unanimità. Il premier olandese Rob Jetten ha detto che “è ancora troppo presto per stabilire chi potrebbe essere quel negoziatore europeo”. Secondo alcuni Paesi, Costa sarebbe il “candidato naturale”, anche in virtù della sua posizione di rappresentante dell’Ue all’esterno come previsto dai Trattati.
Consiglio europeo, leader Ue divisi sul nome del negoziatore con Putin
La mossa di Costa avrebbe preso avvio dalle recenti dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, espresse al vertice informale di Cipro, quando avrebbe chiesto all’Ue di espandere la propria attività diplomatica. L’eventuale rappresentante Ue non agirebbe come mediatore ma come espressione di un blocco che gestisce una serie di questioni negoziali, come le sanzioni e la loro eventuale rimozione, gli attivi russi congelati, l’allargamento e l’adesione all’Ucraina. Secondo le indiscrezioni raccolte da Politico, i leader di alcuni dei Paesi più fermamente anti-russi, come Danimarca e Olanda, si sono schierati a sostegno di Macron e Merz, ma anche altri hanno manifestato una rabbia senza precedenti nei confronti di Costa.
“L’Unione europea non può assumere il ruolo di mediatore in questi negoziati”, ha dichiarato la prima ministra estone Kristen Michal. “I suggerimenti secondo cui sarebbero necessari canali alternativi o percorsi diplomatici informali sono fuorvianti… La storia offre un chiaro monito sui tentativi di perseguire quadri negoziali alternativi con i dittatori”. “L’Europa non deve assumere il ruolo di mediatore neutrale. Deve continuare la sua politica di successo di sostegno all’Ucraina e di aumento della pressione su Mosca per costringere il Cremlino a negoziati seri” ha scritto sui social il ministro degli Esteri Margus Tsahkna.
Consiglio europeo: Meloni punta sul finlandese Stubb
Altri leader avrebbero però assunto la posizione opposta, affermando che questo è il ruolo dell’Ue sostenendo Costa come negoziatore. Il team di Costa ha affermato che i contatti “avevano il solo scopo di stabilire un canale di comunicazione per poter, al momento opportuno, avere un canale diplomatico con la Russia per difendere gli interessi dell’Ue”, aggiungendo che erano “brevi” e privi di sostanza.
Anche la Polonia e l’Italia hanno spinto per un ruolo nei colloqui. Merz ospiterà mercoledì a Berlino Macron e i primi ministri di Regno Unito, Polonia e Italia e lì si discuterà probabilmente anche della questione del dialogo con la Russia. La premier italiana Giorgia Meloni vuole rimanere fuori dalle dispute su Costa e resta ferma all’idea che sarebbe più utile affidare il ruolo di negoziatore al rappresentante di un piccolo Paese come l’ex presidente finlandese Alexander Stubb.
