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Liquidazioni giudiziali in aumento nel 2026, ma accelera lo smaltimento. L’Osservatorio di berry

L’Osservatorio realizzato dalla startup fintech berry srl ha analizzato l’attività dei tribunali fallimentari nazionali nel periodo gennaio-aprile 2026, con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività. Ecco i punti salienti

Liquidazioni giudiziali in aumento nel 2026, ma accelera lo smaltimento. L’Osservatorio di berry

berry Seal’Osservatorio realizzato dalla startup fintech berry Srl, ha analizzato l’attività dei tribunali fallimentari nazionali nel periodo gennaio-aprile 2026, con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

I punti salienti: Roma e Milano prime per volumi, Catania ha la miglior percentuale di casi risolti

Ne sono venuti fuori i seguenti highlights: le nuove liquidazioni giudiziali sono in aumento dell’8% (3.526 procedure iscritte rispetto alle 3.258 del primo quadrimestre 2025); le procedure definite sono in crescita del 15% (4.757 chiusure rispetto alle 4.151 dello stesso periodo del 2025); il clearance rate – cioè la percentuale di casi risolti rispetto ai casi totali – è in miglioramento con un saldo positivo del 35%; Roma e Milano si confermano al primo e secondo posto per volumi, con carichi nettamente superiori rispetto agli altri tribunali; i tribunali con le migliori performance di smaltimento sono Catania, con un clearance rate del 261%, Firenze (+154%), Venezia (+142%), Verona (+82%) e Treviso (+79%). Infine, le procedure pendenti sono scese a 46.231, in calo del 3% rispetto al quadrimestre precedente e del 6% su base annua.

Il sistema, nel complesso, mostra segnali positivi

L’Osservatorio evidenzia un quadro di maggiore pressione in ingresso e, allo stesso tempo, un rafforzamento della capacità di smaltimento. Le nuove iscrizioni aumentano dell’8% rispetto al primo quadrimestre 2025, mentre le procedure definite crescono del 15%. Il sistema, nel complesso, mostra quindi una dinamica positiva: nel primo quadrimestre 2026 sono state chiuse 4.757 procedure a fronte di 3.526 nuove iscrizioni. In pratica, si chiude più di quanto si apre, con un clearance rate positivo del 35%.

A livello di volumi, Roma e Milano si confermano i due principali poli giudiziari del Paese. Il primo quadrimestre 2026 evidenzia, inoltre, un rafforzamento del peso di Roma. La Capitale registra 420 nuove iscrizioni e 498 procedure definite, ampliando il divario rispetto a Milano, che conta 291 nuove iscrizioni e 384 definizioni. Entrambe le sedi mostrano un saldo positivo tra chiusure e aperture, confermando una capacità di smaltimento superiore ai nuovi flussi in ingresso. Alle loro spalle, la mappa dei tribunali restituisce un quadro più articolato. Per numero di nuove iscrizioni emergono TorinoBari e Bergamo, mentre sul fronte delle procedure definite si distinguono NapoliCatania e Brescia.

Giacomo Fava (berry): “Il dato positivo è che lo smaltimento sta accelerando”

Tra i tribunali che evidenziano la maggiore capacità di smaltimento, spiccano CataniaFirenze e Venezia, con clearance rate ampiamente positivi. Catania registra 119 procedure definite a fronte di 33 nuove iscrizioni, con un clearance rate del 261%. Firenze chiude 104 procedure contro 41 nuove iscrizioni, con un saldo positivo del 154%. Venezia definisce 75 procedure a fronte di 31 nuove iscrizioni, con un clearance rate del 142%. Seguono Verona e Treviso, rispettivamente con un saldo positivo dell’82% e del 79%, a conferma di un sistema che continua a lavorare sullo stock, ma con dinamiche territoriali molto differenziate.

“L’incremento delle liquidazioni giudiziali nel primo quadrimestre 2026 può essere letto come il riflesso di un contesto ancora selettivo per molte imprese, in cui tensioni finanziarie, costi operativi e minore capacità di assorbire shock economici continuano a tradursi in nuovi ingressi in procedura. Tuttavia, il dato più significativo è la capacità del sistema di chiudere più procedure di quante ne vengano aperte. Un clearance rate positivo del 35% e la riduzione delle pendenze confermano che lo smaltimento dell’arretrato sta accelerando. L’analisi territoriale mostra però dinamiche molto differenziate: alcune sedi stanno recuperando con particolare intensità sullo stock pregresso, mentre altre restano esposte a volumi strutturalmente più elevati. Per questo, attraverso berry Sea, riteniamo fondamentale monitorare l’evoluzione non solo delle nuove iscrizioni, ma anche della capacità effettiva del sistema di trasformare i dati in efficienza operativa”, ha dichiarato Giacomo Fava, Lead Artificial Intelligence Engineer presso berry srl.

Variazioni regionali

A livello regionale, il primo quadrimestre 2026 conferma una forte concentrazione dei volumi nelle aree economicamente e giudiziariamente più rilevanti del Paese. La Lombardia si conferma il principale polo nazionale, prima sia per nuove iscrizioni sia per procedure definite, con 691 liquidazioni giudiziali sopravvenute e 895 procedure chiuse. Segue il Lazio, con 546 nuove iscrizioni e 695 definizioni, rafforzando il ruolo delle due regioni come principali centri di attività del sistema.  Dopo Lombardia e Lazio, i maggiori volumi di nuove iscrizioni si registrano in Campania, con 313 procedure, Emilia-Romagna, con 262, e Piemonte, che ne fa registrare 256. Sul fronte della capacità di smaltimento, invece, alle spalle di Lombardia e Lazio emergono Toscana, 417 procedure definite, Campania, con 395, e Sicilia, con 377. Nel complesso, Lombardia e Lazio rappresentano insieme circa il 35% delle nuove iscrizioni nazionali e oltre il 33% delle procedure definite, confermando il peso strutturale di queste aree nell’andamento complessivo del fenomeno.

Tendenze mensili

L’andamento mensile del primo quadrimestre 2026 evidenzia una progressiva intensificazione dei flussi, sia sul fronte delle nuove iscrizioni sia su quello delle procedure definite. Aprile concentra i volumi più elevati del periodo, con 1.381procedure definite e 957 nuove iscrizioni, confermandosi il mese più dinamico del quadrimestre. Marzo registra il livello più alto di nuove iscrizioni dopo aprile, con 928 procedure, mentre febbraio si distingue per la crescita più marcata rispetto allo stesso mese del 2025, pari al 30%. Sul versante della capacità di smaltimento, il quadrimestre mostra una dinamica positiva e costante. In tutti i mesi analizzati le procedure definite superano le nuove iscrizioni. Il dato di aprile è particolarmente rilevante anche nel confronto anno su anno, con un incremento del 33% delle procedure definite rispetto ad aprile 2025.

Casi pendenti

Il numero complessivo delle procedure pendenti, rilevato su base quadrimestrale, continua a ridursi anche nel primo quadrimestre 2026. Al termine del periodo le procedure ancora aperte sono 46.231, in calo rispetto alle 47.462 del quadrimestre precedente e alle 49.140 registrate nello stesso periodo del 2025. La riduzione è pari al 3% rispetto al dato di fine 2025 e al 6% su base annua, confermando la prosecuzione del percorso di smaltimento dell’arretrato.

Il dato assume maggiore rilevanza se osservato in prospettiva storica. Nel primo quadrimestre 2019 le pendenze complessive erano pari a 82.739 procedure, mentre nel primo quadrimestre 2026 sono scese a 46.231, con una contrazione di circa il 44%. La composizione del totale, tuttavia, continua a modificarsi. Diminuisce progressivamente il peso dei fallimenti, pari a 23.435 procedimenti pendenti, mentre crescono le liquidazioni giudiziali, arrivate a 22.796. In altri termini, il carico complessivo si riduce, ma si sposta sempre più verso le nuove procedure introdotte dalla riforma, un’evoluzione che richiede un monitoraggio costante anche sotto il profilo gestionale.

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