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Eni: nasce Searah, joint venture con Petronas nel Sud-Est asiatico. Attesi oltre 20 miliardi di investimenti

Costituita Searah, newco di Eni e Petronas che unisce le attività oil & gas in Indonesia e Malesia. Previsti investimenti per 20 miliardi di dollari in cinque anni e produzione iniziale oltre 300mila barili al giorno, con obiettivo fino a 500mila

Eni: nasce Searah, joint venture con Petronas nel Sud-Est asiatico. Attesi oltre 20 miliardi di investimenti

Eni e Petronas annunciano la costituzione ufficiale di Searah, joint venture paritetica al 50% che integra le attività chiave in Indonesia e Malesia. L’operazione arriva a sette mesi dalla firma dell’accordo di investimento del 3 novembre 2025 e a sedici mesi dal memorandum d’intesa siglato nel febbraio 2025. Da allora sono stati ottenuti tutti i via libera regolatori, governativi e dei partner in entrambi i Paesi, rendendo l’accordo pienamente operativo.

La nuova società nasce con l’ambizione di diventare il principale operatore energetico integrato indipendente del Sud-Est asiatico, combinando asset, competenze e capacità industriali complementari lungo tutta la catena del valore del gas. Ben intonato il titolo a Piazza Affari: il cane a sei zampe sale dell’1,19%, avvicinandosi ai 24 euro per azione.

Searah: un portafoglio da 19 asset e produzione oltre 300mila boe/g

Searah è strutturata come una joint venture 50/50 senza controllo esclusivo, con governance condivisa tra i due gruppi e un perimetro che include le attività upstream di Eni e Petronas in Indonesia e Malesia. Resta invece esclusa dalla nuova società una quota del 10% degli asset conferiti da Eni Indonesia, ceduta a una terza parte. Parallelamente alla definizione della struttura societaria, tutto il personale di Eni Indonesia e Petronas Indonesia è confluito nella nuova entità, insieme alla creazione di Searah Malaysia Sdn Bhd, dedicata alla gestione delle attività in Malesia.

Nel complesso, Searah riunisce un portafoglio di 19 asset tra produzione e sviluppo gas, di cui 14 in Indonesia e 5 in Malesia. La produzione iniziale supera i 300.000 barili di petrolio equivalente al giorno (boe/g), con l’obiettivo di raggiungere oltre 500.000 boe/g nei prossimi tre anni in modalità sostenibile.

Finanziamento e investimenti: oltre 20 miliardi di dollari

Il piano industriale prevede investimenti superiori a 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, destinati allo sviluppo di oltre 3 miliardi di barili equivalenti di risorse scoperte e alla valorizzazione di ulteriori potenziali esplorativi.

A sostegno della crescita, Searah ha già ottenuto una linea di credito revolving da 6 miliardi di dollari, un plafond flessibile utilizzabile e rimborsabile nel tempo in base alle esigenze operative. L’operazione riflette la forte fiducia dei mercati finanziari nella solidità del progetto.

Asset strategici, produzione e nuove scoperte

Il lancio di Searah si inserisce in un portafoglio già rafforzato da recenti decisioni finali di investimento sui giacimenti di Gendalo e Gandang (South Hub) e Geng North e Gehem (North Hub). I progetti contengono circa 283 miliardi di metri cubi di gas inizialmente in posto e circa 550 milioni di barili di condensato associato, con avvio produzione previsto nel 2028 e plateau atteso entro il 2029. A questi si aggiunge la scoperta “Geliga-1” nel bacino del Kutei, stimata in circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensato, con ottima qualità del giacimento e potenziale produttivo significativo.

I commenti

Per Claudio Descalzi, Searah rappresenta un’evoluzione della strategia satellitare del gruppo: “Una nuova e solida entità nel Sud-Est asiatico, la prima e la più grande del suo genere nella regione, che unisce la nostra esperienza a quella di Petronas per sostenere lo sviluppo delle risorse energetiche con attenzione a tecnologia, innovazione e sostenibilità”. Secondo Tengku Muhammad Taufik, presidente e ad di Petronas: “facendo leva sui portafogli e sulle capacità complementari di Petronas e di Eni” punta a rafforzare “la resilienza finanziaria e la capacità di crescita”, contribuendo alla sicurezza energetica della regione.

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