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Elezioni comunali 24-25 maggio: tutti gli occhi su Venezia, De Luca torna in campo a Salerno, dynasty a Raffadali. Guida al voto

Sono 737 i comuni al voto, tra i quali Venezia e altri 17 capoluoghi di provincia. Ecco tutto ciò che c’è da sapere

Elezioni comunali 24-25 maggio: tutti gli occhi su Venezia, De Luca torna in campo a Salerno, dynasty a Raffadali. Guida al voto

Oltre sei milioni di elettori, 737 Comuni al voto, tra i quali un capoluogo di regione, Venezia, e 17 capoluoghi di provincia: Lecco e Mantova in Lombardia; Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana; Fermo e Macerata nelle Marche; Chieti in Abruzzo; Avellino e Salerno in Campania; Andria e Trani in Puglia, Reggio Calabria e Crotone in Calabria e Agrigento, Enna e Messina in Sicilia. Sono queste le informazioni principali sulle elezioni comunali in programma domenica 24 e lunedì 25 maggio. 

Venezia verso il ribaltone

Gli occhi di tutti sono concentrati sul capoluogo veneto dove il sindaco uscente Luigi Brugnaro, arrivato al termine del suo secondo mandato, non può ricandidarsi. Al suo posto per il centrodestra unito corre l’attuale assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, che si scontra con il candidato del Campo Largo Andrea Martella, ex parlamentare ed ex sottosegretario, sostenuto da una coalizione che va dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da Alleanza Verdi-Sinistra a Rifondazione Comunista. In corsa anche altri sei candidati, tra i quali Michele Boldrin, economista e docente negli Usa, con il suo partito liberale Ora-il coraggio dell’ovvio, il consigliere comunale uscente Giovanni Andrea Martini (lista civica Tutta la città che vogliamo), Pierangelo Del Zotto (Prima il Veneto). Claudio Vernier (lista civica Città Vive), Roberto Agirmo (Resistere Veneto), il vannacciano Luigi Corò (Futuro per Venezia Mestre). 

Il voto arriva dopo settimane di aspre polemiche prima sull’incarico e sul successivo licenziamento della maestra Beatrice Venezi a direttrice musicale del Teatro La Fenice, poi sulla Biennale aperta al padiglione russo, una scelta che ha attirato forti critiche da parte di molti esponenti politici nazionali (di destra e di sinistra) ed europei. Secondo gli ultimi sondaggi, il candidato del centrosinistra Martella sarebbe in vantaggio su quello del centrodestra Venturini di otto punti percentuali (49-41%).

Leggi: Venezia, una città da ripensare: la vera posta in gioco delle elezioni

Da Salerno a Raffadali il voto delle dynasty

A Salerno torna in campo dopo vent’anni Vincenzo De Luca, ex sindaco della città ed ex governatore della Campania, sostenuto da sette liste, senza il simbolo del Partito Democratico che però è in coalizione. Non ci sono invece M5s e Avs che puntano sull’avvocato Franco Massimo Lanocita. Il centrodestra schiera invece Gherardo Maria Marenghi, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati. Per e Azione e Noi Popolari – UdC si candida il civico Armando Zambrano.

A Raffadali invece arriva la terza generazione della famiglia Cuffaro. Dopo Totò e Silvio, la candidata sindaca per la Democrazia Cristiana è Ida Cuffaro, 27enne nipote dei due e figlia di Giuseppe Cuffaro. 

Tornando ai capoluoghi di provincia, a Messina il favorito è il sindaco uscente Federico Basile, che si ricandida per il Movimento Sud chiama Nord di Cateno a De Luca. A contendergli la poltrona di primo cittadino ci sono la consigliera comunale Antonia Russo per il centrosinistra e l’avvocato Marcello Scurria per il centrodestra. A Reggio Calabria il centrodestra unito più Azione sostengono Francesco Cannizzaro, deputato e vice capogruppo degli azzurri alla Camera. È invece Domenico Battaglia, attuale sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà, il candidato del centrosinistra. Sfida interessante a Pistoia, dove il centrodestra potrebbe perdere la città vinta nel 2017. In campo per Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Unione di Centro c’è la vicesindaca Anna Maria Celesti che se la vedrà contro il professore universitario Giovanni Capecchi, scelto attraverso le primarie da Pd, M5s, Avs e Rifondazione Comunista. Elezioni anticipate a Prato dopo le dimissioni della sindaca Pd, Ilaria Bugetti, raggiunta da un avviso di garanzia per corruzione, e il commissariamento della città. Il centrosinistra schiera Matteo Biffoni, già sindaco per due mandati, il centrodestra Gianluca Banchelli. Candidati anche il civico liberale Jonathan Targetti e altri tre nomi. Centrosinistra diviso a Mantova: a sostenere Andrea Murari ci sono Pd, Avs, Azione e una lista civica, mentre il M5s appoggia Mirko Granato. il candidato del centrodestra è invece Raffaele Zancuoghi.

Complessivamente sono 118 i comuni superiori ai 15mila abitanti chiamati alle urne, Secondo i calcoli di Pagella Politica, 47 sono amministrati dal centrosinistra e 41 dal centrodestra. E ancora: 15 sindaci sono civici (vicini a una delle due coalizioni),  5 sono sostenuti dal M5s, e dieci non sono collocabili sull’asse classico, come la lista Sud chiama Nord di Cateno De Luca a Messina.

Elezioni comunali 24-25 maggio: come e quando si vota 

Si vota domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, mentre gli eventuali ballottaggi si terranno il 7 e l’8 giugno. Per votare sarà sufficiente andare al proprio seggio con tessera elettorale e documento di riconoscimento alla mano. 

Elezioni comunali 24-25 maggio: come si vota 

Si vota per eleggere i sindaci e i consigli comunali. Le modalità variano in base al numero di abitanti. Nei comuni sotto i 15mila abitanti, l’elezione è a turno unico e vince chi ottiene più voti. Nei comuni più grandi, invece, per vincere al primo turno serve la maggioranza assoluta (50% +1%). Se nessuno raggiunge tale soglia si va al ballottaggio tra i due candidati più votati. Si vota diversamente in Sicilia, regione a Statuto speciale, dove è prevista l’elezione al primo turno del candidato sindaco che ottiene almeno il 40% dei voti validi.

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