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Commerzbank boccia senza appello l’offerta di Unicredit che però replica seccamente ed è già al 38,9%: “Tesi Commerz senza fondamento”

Cda e consiglio di sorveglianza di Commerzbank consigliano agli azionisti di non accettare l’offerta di Unicredit: “La sua presenza come grande socio causa incertezza”

Commerzbank boccia senza appello l’offerta di Unicredit che però replica seccamente ed è già al 38,9%: “Tesi Commerz senza fondamento”

Commerzbank alza le barricate contro Unicredit. Il cda e il consiglio di sorveglianza della banca tedesca respingono formalmente l’ops lanciata due settimane fa da Piazza Gae Aulenti. Attraverso un comunicato “ragionato e congiunto”, i due consigli riferiscono di aver “raggiunto una chiara conclusione: Unicredit non offre agli azionisti di Commerzbank un premio adeguato e non ha presentato un piano strategico coerente e credibile per un’aggregazione”. Il consiglio agli azionisti è dunque quello di non accettare l’offerta perché l’applicazione del piano stand alone “Momentum 2030”, quindi, genererà “più valore” rispetto alla proposta della banca italiana. 

Un giudizio dal quale la banca guidata da Andrea Orcel, la cui esposizione potenziale su Commerz è nel frattempo salita al 38,87%, dissente “profondamente”, ritenendo le argomentazioni presentate “prive di fondamento e di dati a supporto”.

Commerzbank: “Il piano di Unicredit è vago e rischioso”

L’attacco dei due board di Commerzbank è diretto e perentorio: “quella che è descritta come un’aggregazione è in realtà una proposta di ristrutturazione che avrebbe enormi impatti sul nostro business model collaudato e redditizio”, commenta l’amministratrice delegata. Bettina Orlopp. Il piano di Unicredit è “vago” e secondo il presidente Jens Weidmann è composto da “proposte speculative” che “comportano rischi considerevoli, minacciando le relazioni con i clienti che Commerzbank ha costruito sulla base di fiducia e affidabilità” così “come la motivazione dei dipendenti”.

Non solo: “Unicredit sta valutando in modo inesatto le perdite di ricavi, il potenziale di riduzione dei costi, i costi di ristrutturazione e il tempo necessario per attuare le misure pianificate”. In particolare, secondo la banca tedesca, questo è vero per “le riduzioni del personale previste da Unicredit, la complessa integrazione dei sistemi It e le perdite di ricavi derivanti dalle sovrapposizioni nell’attività Corporate Client”. 

In sintesi, “le ipotesi di sinergia formulate da Unicredit non sono né solide né convincenti e vengono descritte dalla stessa Unicredit come ‘speculative’. Inoltre, la prevista riduzione della rete internazionale di Commerzbank indebolirebbe significativamente la capacità della banca di supportare a livello globale il Mittelstand tedesco orientato all’export”. 

Secondo i board, in ogni caso, “la realizzazione delle sinergie e l’esecuzione di qualsiasi piano realistico di crescita degli utili richiedono una cooperazione costruttiva e basata sulla fiducia”,  mentre “le continue azioni non coordinate di Unicredit e le sue comunicazioni ripetutamente fuorvianti hanno gravemente compromesso le basi di tale cooperazione tra gli stakeholder di Commerzbank”.

Come se non bastasse, cda e consiglio di sorveglianza “sottolineano che una partecipazione di lungo periodo” di Unicredit ‘in qualità di importante azionista e concorrente con interessi specifici, potrebbe generare incertezza riguardo alle sue future iniziative e provocare quindi preoccupazione, in particolare tra i dipendenti e i clienti di Commerzbank”.

La situazione di incertezza, nel caso in cui al termine dell’Ops Unicredit non otterrà il controllo, è anche alimentata, secondo Commerzbank, dal fatto che “l’offerente non indica chiaramente se si limiterà a una posizione di azionista importante senza controllo o se, in che orizzonte temporale e con quali mezzi cercherà di ottenere il controllo”.

La risposta di Unicredit: “Tesi Commerzbank prive di fondamento”

A stretto giro è arrivata la risposta di Unicredit. “Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto”, commenta a caldo la banca guidata da Andrea Orcel, preannunciando l’arrivo di “una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate”.

Unicredit oltre il 38,9% di Commerzbank

In questo contesto, l’esposizione potenziale di Unicredit in Commerzbank, considerando anche derivati che in realtà sono regolabili unicamente in contanti, è salita al 38,87% dei diritti di voto. È quanto emerge da un filing effettuato presso la BaFin tedesca e comunicato anche a Commerzbank. Nel dettaglio, UniCredit continua a detenere il 26,77% di azioni Commerzbak più un 3,22% in derivati regolabili in azioni. Cresce, invece, la quota detenuta in derivati regolabili unicamente in contanti all’8,88%.

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