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Toyota, ricavi record ma utile in calo: dazi Usa e costi pesano sui margini

Toyota chiude il 2025-2026 con ricavi record e vendite in crescita, ma utile operativo in calo del 21,5%. Pesano dazi Usa, costi e guidance debole

Toyota, ricavi record ma utile in calo: dazi Usa e costi pesano sui margini

Toyota accelera sulle vendite, ma rallenta sui margini. Il colosso giapponese dell’auto ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con ricavi da record e volumi in crescita, ma con una redditività in netto arretramento. A pesare sono stati soprattutto i dazi statunitensi, l’aumento dei costi industriali, gli investimenti e una struttura di break-even diventata più pesante. Il gruppo ha comunque scelto di premiare gli azionisti, alzando il dividendo a 95 yen per azione e indicando una previsione di 100 yen nel nuovo esercizio. Un segnale di fiducia, ma inserito in un quadro che resta complesso. Per il 2026-2027 Toyota prevede infatti un altro calo dell’utile operativo, il terzo consecutivo, con un impatto negativo atteso anche dalle tensioni in Medio Oriente.

Toyota: ricavi da primato, margini in retromarcia

Nell’esercizio chiuso il 31 marzo, i ricavi sono saliti del 5,5% a 50,7 trilioni di yen, circa 275 miliardi di euro. La crescita del fatturato conferma la forza commerciale del gruppo, ma il conto economico racconta una storia meno brillante. L’utile operativo è sceso del 21,5% a 3,8 trilioni di yen, pari a circa 20,5 miliardi di euro, con un margine passato dal 10% al 7,4%. L’utile ante imposte è calato del 19,7% a 5,1 trilioni di yen, circa 28 miliardi, mentre l’utile netto attribuibile al gruppo è diminuito del 19,2% a 3,8 trilioni, circa 21 miliardi.

Il quarto trimestre ha reso ancora più evidente la compressione della redditività. Tra gennaio e marzo i ricavi sono cresciuti dell’1,9% a 12,6 trilioni di yen, circa 68,5 miliardi di euro, ma l’utile operativo si è quasi dimezzato a 569 miliardi, poco più di 3 miliardi di euro, con un margine sceso al 4,5% dal 9%. L’utile netto trimestrale è invece salito a 817 miliardi di yen, circa 4,4 miliardi, grazie al contributo di proventi non operativi.

Toyota: il motore resta nei volumi

Toyota continua a vendere molto e a difendere una posizione di forza nei principali mercati globali. Le vendite consolidate sono aumentate del 2,5% a 9,6 milioni di veicoli, mentre quelle dei marchi Toyota e Lexus sono salite del 2% a 10,5 milioni. Le vendite retail complessive del gruppo hanno raggiunto 11,3 milioni di unità, contro gli 11 milioni dell’anno precedente.

Il traino principale arriva ancora dalle auto elettrificate, che per la prima volta hanno superato quota 5 milioni di unità, pari al 48,1% delle vendite Toyota e Lexus. A dominare restano le ibride, arrivate a 4,6 milioni di veicoli, confermandosi il pilastro della strategia del gruppo. Le elettriche pure sono cresciute a 243mila unità, ma restano ancora su numeri contenuti rispetto alla scala globale di Toyota.

Il Nord America si è confermato il principale mercato del gruppo, seguito da Giappone ed Europa. In Asia, invece, le vendite hanno risentito della concorrenza sempre più intensa in Cina, un mercato dove la pressione dei produttori locali continua a cambiare gli equilibri competitivi.

Toyota: dazi e costi affondano il Nord America

Il nodo più pesante resta quello dei dazi Usa. Nell’intero esercizio, l’impatto negativo sull’utile operativo è stato pari a 1,38 trilioni di yen, circa 7,5 miliardi di euro. Un colpo rilevante anche per un gruppo delle dimensioni di Toyota. Le azioni commerciali hanno garantito un contributo positivo di 710 miliardi di yen, grazie a volumi, mix, prezzi e value chain. Ma non è bastato. Il gruppo ha dovuto assorbire 2,03 trilioni di yen di maggiori spese, tra costo del lavoro, ricerca e sviluppo, ammortamenti e altri oneri accessori.

La pressione è esplosa soprattutto in Nord America. I ricavi dell’area sono aumentati del 9,2% a 21,1 trilioni di yen, circa 114,5 miliardi di euro, ma il risultato operativo è finito in perdita per 193 miliardi di yen, penalizzato proprio dai dazi. In Giappone l’utile operativo è sceso del 26,3% a 2,32 trilioni, frenato da cambi e maggiori spese. In Europa i ricavi sono cresciuti del 6,1% a 6,70 trilioni, mentre l’utile operativo è calato del 13,9% a 358 miliardi. In Asia il risultato operativo è diminuito del 3%, mentre le altre regioni hanno segnato un miglioramento del 30,2%.

Toyota: la finanza aiuta, l’auto soffre

Il segmento automobilistico resta il cuore del gruppo, ma anche il fronte più esposto alla pressione sui margini. I ricavi della divisione auto sono aumentati del 5,1% a 45,42 trilioni di yen, mentre l’utile operativo è sceso del 29,5% a 2,78 trilioni. A compensare in parte il rallentamento industriale è intervenuta la divisione finanziaria, che ha registrato ricavi in crescita dell’8,4% a 4,86 trilioni di yen e un utile operativo in aumento del 24,6% a 852 miliardi. Il contributo è stato sostenuto anche da valutazioni positive sugli swap nelle attività finanziarie statunitensi.

La struttura patrimoniale resta solida. La cassa è aumentata del 40,9% a 12,66 trilioni di yen e il cash flow operativo è salito a 5,47 trilioni. Il Roe è però sceso al 10,1% dal 13,6%, confermando che la crescita dei volumi non si sta traducendo con la stessa efficacia in ritorni per il capitale.

Toyota: la nuova guidance raffredda le attese

Per il 2026-2027 Toyota prevede ricavi quasi stabili a 51 trilioni di yen, circa 277 miliardi di euro. La redditività, però, è attesa ancora in calo. L’utile operativo dovrebbe scendere del 20,3% a 3 trilioni di yen, circa 16,3 miliardi di euro, con un margine al 5,9%. L’utile netto è stimato in flessione del 22% a 3 trilioni.

Il gruppo prevede vendite consolidate a 9,6 milioni di veicoli e vendite Toyota-Lexus a 10,5 milioni. Le elettrificate dovrebbero avvicinarsi a 6 milioni di unità, con le ibride oltre quota 5 milioni. Toyota non ha indicato un impatto separato dei dazi Usa per il nuovo esercizio, ma ha spiegato che il punto di pareggio si è alzato per effetto di investimenti e tariffe.

Sul nuovo esercizio pesa anche un impatto negativo stimato in 400 miliardi di yen, circa 2,2 miliardi di euro, legato al Medio Oriente e alle possibili ricadute su vendite e ricavi. Toyota resta una macchina commerciale poderosa, con volumi record e una posizione finanziaria robusta, ma la strada dei margini si è fatta più stretta.

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