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Dazi di Trump, un’altra battuta d’arresto: “Illegali”. Tribunale commerciale Usa boccia le nuove tariffe del 10%

La Corte di Commercio internazionale ha dichiarato illegali i dazi globali del 10% imposti da Donald Trump, infliggendo un nuovo colpo al programma economico di punta del presidente Usa: ecco cosa significa

Dazi di Trump, un’altra battuta d’arresto: “Illegali”. Tribunale commerciale Usa boccia le nuove tariffe del 10%

La Corte di Commercio internazionale ha dichiarato illegali i dazi globali del 10% imposti da Donald Trump, infliggendo un nuovo colpo al programma economico di punta del presidente. La Corte statunitense, secondo il Financial Times, ha stabilito che i dazi imposti ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974, sono “illegittimi”. Il Tribunale Usa non ha sospeso le tariffe in generale, ma solo per le due società che hanno intentato causa.

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Dazi di Trump: “Illegali” le nuove tariffe del 10%

La sentenza rappresenta l’ennesima battuta d’arresto per la politica commerciale di Trump, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti, all’inizio di quest’anno, aveva stabilito che il presidente non poteva imporre dazi doganali avvalendosi dei poteri economici di emergenza. L’articolo 122 consente al presidente di imporre dazi doganali fino al 15% per 150 giorni per far fronte a “gravi e consistenti deficit della bilancia dei pagamenti”. I giudici del Cit di New York sono giunti alla loro decisione valutando cosa intendesse il Congresso con l’espressione “deficit della bilancia dei pagamenti” quando ha redatto la legge nel 1974. Gli avvocati che rappresentano le aziende che hanno intentato la causa sostengono che un deficit commerciale e una grave crisi della bilancia dei pagamenti non sono la stessa cosa.

Dazi di Trump, le reazioni dopo la bocciatura

I fondatori di una delle aziende hanno salutato la sentenza come “un’importante vittoria per le piccole imprese come la nostra, che dipendono da politiche commerciali eque e prevedibili”. “La decisione odierna – hanno aggiunto – contribuisce a garantire che le imprese come la nostra non siano ingiustamente penalizzate da restrizioni commerciali illegali”. Dan Anthony, direttore esecutivo del gruppo di attivisti We Pay the Tariffs, ha affermato che la sentenza rappresenta “un’ulteriore notizia positiva per le piccole imprese che sono state schiacciate da queste tasse illegali”. La Casa Bianca e l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti non hanno rilasciato commenti.

Trump ha imposto la nuova tariffa base del 10% con effetto immediato, dopo aver rimosso i dazi introdotti durante il “giorno della liberazione”. Il suo rappresentante commerciale, Jamieson Greer, ha avviato diverse indagini avvalendosi dei poteri conferitigli dalla Sezione 301 del Trade Act del 1974, che potrebbero consentire a Washington di imporre nuove tariffe sui prodotti provenienti da quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti. Si prevede che Greer completi tali indagini e fornisca al presidente le opzioni per imporre dazi ai partner commerciali a fine luglio, quando scadrà la tariffa base del 10% appena dichiarata illegale.

Dazi e Iran, von der Leyen sente Trump

“Ho avuto una conversazione molto positiva con il presidente Trump. Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e della nostra stretta collaborazione con i partner regionali. Siamo concordi sul fatto che l’Iran non debba mai entrare in possesso di un’arma nucleare. I recenti avvenimenti hanno chiaramente dimostrato che i rischi per la stabilità regionale e la sicurezza globale sono troppo elevati. Abbiamo discusso anche dell’accordo commerciale Ue-Usa. Rimaniamo pienamente impegnati, da entrambe le parti, alla sua attuazione. Si stanno compiendo buoni progressi verso la riduzione delle tariffe entro l’inizio di luglio”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

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