Donald Trump rilancia la sua linea dura su Europa, Nato e commercio internazionale, aprendo un nuovo fronte di tensione con gli alleati. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato nuovi dazi del 25% sulle auto europee a partire da lunedì e, dopo aver minacciato anche il ritiro delle truppe americane dall’Italia, conferma il possibile ridimensionamento della presenza militare in Europa: il Pentagono sta valutando il ritiro di 5mila soldati dalla Germania. Una decisione legata al crescente malcontento verso gli alleati europei, accusati di non sostenere in modo adeguato la strategia americana sul dossier Iran. A far discutere, però, è stata soprattutto la frase pronunciata su Cuba: “Mi piace finire un lavoro”.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione geopolitica, con il confronto tra Washington e Teheran sempre più acceso. Durante un evento in Florida, Trump ha ipotizzato con tono provocatorio che una portaerei americana di ritorno dal Medio Oriente potrebbe fermarsi davanti alle coste cubane, riaccendendo immediatamente polemiche e reazioni diplomatiche.
Trump: “Nessun dazio per chi produce negli Usa”
“L’Unione Europea non sta rispettando l’accordo commerciale da noi pienamente concordato”, ha scritto il presidente su Truth, precisando che i nuovi dazi entreranno in vigore dalla prossima settimana.
Il presidente americano ha poi ribadito la strategia già seguita negli ultimi mesi: incentivare le aziende straniere a trasferire la produzione negli Stati Uniti. “Se auto e camion verranno costruiti in stabilimenti americani, non ci sarà alcun dazio”, ha spiegato.
Trump ha inoltre rivendicato i risultati della sua politica industriale, sostenendo che negli Usa sarebbero già in costruzione nuovi impianti automobilistici per oltre 100 miliardi di dollari. “Non c’è mai stato niente di simile a quello che sta accadendo oggi in America”, ha scritto, sottolineando che le nuove fabbriche daranno lavoro a migliaia di lavoratori americani.
La risposta della Ue: “Usa partner inaffidabile”
La reazione europea ai nuovi dazi è stata immediata. Bernd Lange, presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, ha definito “inaccettabile” la decisione americana, accusando Washington di essere un partner “inaffidabile”. L’eurodeputato tedesco ha inoltre ricordato che Bruxelles starebbe continuando ad applicare gli accordi siglati in Scozia, mentre l’amministrazione Trump avrebbe cambiato nuovamente posizione.
Anche la Commissione europea ha fatto sapere che Bruxelles “mantiene aperte tutte le opzioni” per difendere gli interessi europei nel caso in cui gli Stati Uniti adottassero misure incompatibili con gli accordi comuni. L’Unione Europea, ha aggiunto il portavoce, resta favorevole a una relazione transatlantica “prevedibile e reciprocamente vantaggiosa”, ma continua a chiedere chiarimenti all’amministrazione americana.
Nuove tensioni con l’Iran: “Probabile nuova guerra con gli Usa”
Trump ha poi alzato i toni anche sull’Iran, dichiarando che sostenere che gli Stati Uniti non stiano “vincendo” equivale a “tradimento”, nonostante l’amministrazione abbia comunicato al Congresso la fine delle ostilità.
Le parole del presidente hanno provocato la reazione immediata dei democratici. Il leader del Senato Chuck Schumer ha accusato la Casa Bianca di aver portato avanti una “guerra illegale” senza una reale autorizzazione parlamentare.
Secondo fonti diplomatiche, Teheran avrebbe inviato nei giorni scorsi una nuova proposta negoziale agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. Trump ha confermato che i contatti telefonici con l’Iran sono ancora in corso, ma ha precisato di non essere soddisfatto delle trattative. Ma dall’Iran arrivano segnali di ulteriore escalation. Un alto comandante militare di Teheran ha affermato che è “probabile una nuova guerra con gli Stati Uniti”, ribadendo la piena disponibilità del Paese a rispondere a qualsiasi attacco.
