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Beverly Hills 90210: torna in alta definizione il teen drama che ha cambiato la tv

La serie cult degli anni novanta è di nuovo disponibile in Italia dopo 25 anni: le 10 stagioni completamente rimasterizzate in hd sono accessibili su Sky e NOW a partire da questo mese di aprile.

Beverly Hills 90210: torna in alta definizione il teen drama che ha cambiato la tv

In un momento di grande revival degli anni novanta – tra tutti, è di nuovo in sala Prima dell’alba e la serie su John Kennedy jr. e Caroline Bessette ha nutrito per settimane le testate di moda e non solo – Sky/NOW ha pubblicato tutte e dieci le stagioni di Beverly Hills 90210. La notizia è di qualche rilievo, perché sono andate in onda dal 1992 (negli USA dal 1990) al 2000 e poi sono state raramente riprogrammate in Italia.
Fin quasi dalla prima uscita, Beverly Hills 90210 – il numero, notoriamente, è il codice di avviamento postale della città all’interno della contea di Los Angeles – ha avuto un enorme successo in tutto il mondo: era la prima serie concentrata sui problemi degli adolescenti, senza che il lieto fine fosse necessario.

Non che di giovani la serialità televisiva non avesse mai trattato: gli anni settanta erano stati di Happy Days e gli ottanta di Saranno famosi, ma nell’uno l’ambientazione non era coeva (si svolgeva negli anni cinquanta) e nell’altro era circoscritta a una scuola d’arte. Gli anni settanta e soprattutto ottanta erano stati anche delle numerose sit-com – dai Bradford, ai Robinson, ai Keaton, ai Seaver -, tutte ambientate in famiglia e di matrice più comica e rassicurante (le risate registrate scandivano le puntate autoconclusive).
Con Beverly Hills arrivava il primo vero teen drama, nel quale accanto alle questioni sentimentali e al forte tema dell’amicizia, che pure ne erano il fulcro, si affrontavano anche problemi più seri.

A contribuire all’appeal e al successo della serie era poi la sua ambientazione in una cornice privilegiata e fino ad allora mai vista così: i protagonisti abitavano ville con piscina, guidavano lussuose decappottabili e acquistavano in Rodeo Drive – come Pretty Woman, uscito in quello stesso 1990 e al quale infatti la prima stagione tributava un’esplicita citazione.

Il progetto era nato con un episodio pilota commissionato dalla Fox, nata da poco e in cerca di contenuti di successo, e frutto della collaborazione tra un produttore leggendario come Aaron Spelling (Charlie’s Angels, Starsky e Hutch, Dynasty) e uno sceneggiatore ventiquattrenne, Darren Star, che famoso lo sarebbe diventato, di lì a poco, anche per Melrose Place, Sex and the City, e poi, in anni più recenti, per Younger e Emily in Paris.

Star scrisse un episodio di due ore perché fino ad allora aveva lavorato solo per il cinema. Era nato a Washington ma aveva studiato alla UCLA, a Los Angeles, e aveva una conoscenza diretta della città e dell’ambiente di Beverly Hills. A livello generazionale, poi, era ancora anagraficamente vicino all’esperienza dell’adolescenza e sapeva come dare voce a un gruppo di teenagers. Aveva creato i personaggi di Dylan McKay, Kelly Taylor, Steve Sanders, Andrea Zuckerman, Donna Martin, David Silver e i gemelli Brandon e Brenda Walsh, e segnato un passaggio fondamentale e a suo modo epocale, con la serie, episodio dopo episodio.

Non c’erano più dei genitori che risolvevano i problemi dei figli ma figli che affrontavano e gestivano le proprie vite da protagonisti. Erano tutti studenti liceali della West Beverly Hills High School: a parte Andrea che abitava nella “valley” ed era meno abbiente ma studiosa e frequentava il prestigioso liceo grazie alle borse di studio, gli altri vivevano a Beverly Hills. Compresi i gemelli Brandon e Brenda, che si erano appena trasferiti in California dal Minnesota con i genitori Jim e Cindy.

La famiglia Walsh aveva delle funzioni specifiche nella trama: era l’introduzione di normalità in un mondo di privilegiati altrimenti difficilmente penetrabile anche per lo spettatore, ed era il baricentro morale di riferimento per tutto il gruppo. Gli ‘amici ricchi’ avevano infatti spesso genitori separati e assenti (Steve) o corrotti dalle dipendenze (Kelly) o dal crimine (Dylan): era anche la prima serie, questa, nella quale venivano affrontati temi scomodi come l’alcolismo, il cancro e l’Aids, che in quegli anni imperversava e mieteva vittime.

In un’impostazione che con gli occhi di oggi appare sicuramente un po’ manichea, Beverly Hills metteva in scena il sogno ma anche la realtà, l’errore ma anche la possibilità di redimerlo: anche quando tutto esplodeva, veniva ricondotto a un senso e, se non ce l’aveva, comunque a una lezione da imparare. Poi sarebbero venuti The O.C., Dawson’s Creek e gli epigoni Gossip Girl ed Euphoria, che si sarebbero sensibilmente distaccati dalla vena un po’ moralistica che pure ancora attraversava il corpo narrativo di Beverly Hills, prediligendo una cifra più provocatoria ma che, senza quel primo teen drama, non sarebbero probabilmente esistiti.

Al successo della serie e al fatto che sia rimasta così indelebilmente fissata nella memoria del pubblico hanno sicuramente contribuito una scelta di cast felice e fortunata – tanto che il reboot tentato non ha retto il confronto ed è inevitabilmente fallito – e l’uso sapiente dei costumi, utilizzati come elemento identitario dello show e parte integrante della caratterizzazione dei personaggi.

Giacche, cappelli, abiti: originali, colorati, capaci di dettare trend più che di seguirli. Darren Star la chiamava “the icing on the cake”, la ciliegina sulla torta, in grado di valorizzare la narrazione senza tradirla o sovrastarla. E come la moda che corre e ricorre, questo ritorno al futuro di Beverly Hills sa di ri-debutto: i ritmi sono lenti ma i dialoghi tengono e, una volta esaurito l’effetto nostalgia, forse ha ancora qualcosa da dire.

Su Sky/NOW – Produzione: USA 1990 – 2000, Ideatore: Darren Star, Sceneggiatori principali: Darren Star, Ken Stringer, Chip Johannessen, Laurie McCarthy, Steve Wasserman, Jessica Klein, Interpreti principali: Jason Priestley, Luke Perry, Shannen Doherty, Jennie Garth, Ian Ziering, Gabrielle Carteris, Tori Spelling, Brian Austin Green, James Eckhouse, Carol Potter, Episodi: 292, Durata: 44’ per episodio.

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