Prima molto su, poi giù, poi di nuovo su e ancora giù. Borse europee volatili, in balia dei prezzi del petrolio a loro volta condizionati dalle notizie contrastanti provenienti dal Medio Oriente e dai Paesi coinvolti (e non) nel conflitto.
Da Baghdad arriva una novità che manda su tutte le furie Trump: la Nato si è temporaneamente ritirata dall’Iraq, hanno riferito all’Afp due funzionari della sicurezza irachena, scatenando l’ira del presidente statunitense che ha dato dei “vigliacchi” agli alleati. Secondo il Wall Street Journal, il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines nella regione, riaccendendo i timori per un’operazione di terra. Inoltre, l’Iran ha minacciato di colpire le località turistiche di tutto il mondo frequentate da americani e israeliani.
Nel frattempo sulla scena è riapparsa la Cina, che secondo il Financial Times, starebbe limitando le esportazioni di carburante per aerei, gasolio e fertilizzanti. Gli analisti sostengono che Pechino voglia preservare le riserve energetiche e alimentari e proteggere il mercato interno a causa della guerra in Medio Oriente. Infine c’è l’Europa, dove continua la due giorni del Consiglio Europeo che oggi dovrebbe affrontare proprio il tema “Iran”. Presente la premier Giorgia Meloni.
Petrolio e gas: prezzi in calo
I prezzi del petrolio tornano a calare dopo un lieve aumento a metà mattinata. Il Brent si attesta sopra i 108 dollari al barile, mentre il Wti texano è sopra i 95. Giù anche il gas, che dopo l’impennata della vigilia, ad Amsterdam si muove intorno ai 60 euro al megawattora, in ribasso di oltre il 2%.
Sul valutario, il cambio euro/dollaro è a quota 1,1569, mentre l’oro, che giovedì ha toccato i minimi da due mesi, oggi si muove in leggero rialzo, con lo spot a 4.679 dollari l’oncia.
Spread sotto osservazione
La guerra in Iran e i suoi effetti sui prezzi energetici e sull’inflazione spingono al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, sia negli Usa che in Europa. A spaventare è il cambio di visione sulle prossime mosse delle banche centrali, con gli investitori che adesso cominciano a fare i conti con possibili nuovi rialzi dei tassi.
Mentre salgono i rendimenti dei T-Bond (i tassi a due anni aumentano di 4 punti base al 3,83%, quelli a cinque anni di tre punti al 3,9%), in Europa il tasso sul Bund a 10 anni si muove al rialzo al 2,96%, mentre quello sul Btp decennale benchmark è al 3,83%. Il risultato è uno spread in forte rialzo a 89 punti base. Ieri era a 82 punti. Il 27 febbraio, prima dell’esplosione del conflitto, si muoveva intorno ai 63 punti.
4 streghe + Iran: Europa volatile, Wall Street negativa
Oltre alle tensioni geopolitiche internazionale, oggi sono le 4 Streghe ad alimentare la forte volatilità sui mercati. E così, nel giorno in cui scadono contemporaneamente i future su indici e azioni e di opzioni su indici e azioni, le Borse europee fanno su e giù.
Dopo aver aperto la seduta in convinto rialzo e aver annullato i guadagni a metà mattinata, girando in negativo, intorno alle 15.30, Francoforte e Parigi cedono oltre l’1,4%, Londra è in ribasso dell’1,18%, Amsterdam e Madrid scendono dell’1%. Sull’altalena sale anche Milano, con il Ftse Mib dopo aver toccato +2% nel corso della mattinata, ora cede l’1,7% a 42.932 punti.
In calo anche Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,6%, lo S&P 500 è in ribasso dello 0,9%. Vento contrario anche a Times Square, con il Nasdaq che perde l’1,3%. I tre indici sono sulla strada per registrare la quarta settimana consecutiva in ribasso.
Piazza Affari: banche contrastate, nuovo tonfo per Inwit
In vetta al Fitse Mib c’è Buzzi (+1,8%) seguito dall’accoppiata Mediobanca (+1,6%) –Mps (+1,5%), alla vigilia della scadenza dei termini di presentazione delle liste in vista dell’assemblea senese che dovrà rinnovare il board. Girano in negativo Banco Bpm (-0,2%) e soprattutto Unicredit (-2,8%) nonostante Moody’s abbia confermato il rating A3, con outlook stabile dopo l’offerta su Commerzbank. Male Leonardo -2,1% ed Enel (-2%)
Crolla di nuovo (-8%) Inwit dopo la revisione al ribasso della guidance 2026 e del medium-term outlook, decisa dal Cda che si e’ riunito per analizzare lo stato dei rapporti con Tim e Fastweb+Vodafone e la jv da loro annunciata per costruire fino a 6.000 torri.
(Ultimo aggiornamento: ore 16.00 di venerdì 20 marzo).