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Unicredit, Orcel su Commerzbank: “Parliamo e mettiamo le carte sul tavolo, pronti a migliorare l’offerta”. Gli scenari previsti dal Ceo

Parlando alla Morgan Stanley European Conference, Andrea Orcel apre al confronto con tutti, dal top management di Commerzbank al governo tedesco e descrive gli impatti dei diversi scenari. “A giugno sapremo il risultato dell’offerta” “in giugno

Unicredit, Orcel su Commerzbank: “Parliamo e mettiamo le carte sul tavolo, pronti a migliorare l’offerta”. Gli scenari previsti dal Ceo

Andrea Orcel lancia un nuovo, l’ennesimo, ramoscello d’ulivo a Commerzbank e al Governo tedesco. E lo fa intervenendo alla Morgan Stanley European Conference in corso a Londra. Il Ceo di Unicredit ha ribadito che l’offerta lanciata il 16 marzo allo scopo di superare il 30% di Commerzbank mira innanzitutto a “sbloccare una situazione di stallo”, ma soprattutto ha aggiunto che se il confronto con i vertici della seconda banca tedesca sarà positivo, “Unicredit potrebbe rivedere i termini dell’ops”. Tradotto: Piazza Gae Aulenti potrebbe alzare il prezzo, reagendo alla prima critica dell’amministratrice delegata Bettina Orlopp che lunedì aveva fatto notare come l’offerta non prevedesse un premio. In realtà, uno piccolo ci sarebbe: “Ci aspettiamo che il rapporto sia pari a 0,485 azioni Unicredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 euro per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2022”, aveva anticipato Unicredit.

La nuova apertura di Orcel piace agli investitori. A Milano le azioni Unicredit avanzano del 2,28% a 65,60 euro, mentre a Francoforte il titolo Commerz è di nuovo in rally e, in vista di un possibile aumento dell’offerta, sale di oltre il 5% a 34,22 euro.

Orcel: “Serve un confronto diretto e costruttivo”

“La situazione in cui ci siamo trovati tutti negli ultimi 18 mesi è tutt’altro che ideale per chiunque, è incerta, non è una bella situazione“, ha detto Orcel parlando alla Morgan Stanley European Conference. “L’unico modo per risolvere la situazione, in un modo o nell’altro, è un confronto diretto e costruttivo in cui tutte le parti mettano sul tavolo le proprie preoccupazioni e cerchiamo tutti insieme di risolverli – ha spiegato -. Potremmo riuscirci o meno, ma almeno sapremo quali sono e ci avremo provato”. 

Orcel: “Dodici settimane di dialogo per ridurre fraintendimenti”

L’ops lanciata lunedì è dunque il mezzo che il manager ha scelto per innescare un dialogo: “Questa offerta crea l’opportunità di farlo e quindi pensiamo che qualunque cosa succeda sia una situazione win-win”, ha affermato l’amministratore delegato, citando tra le parti in causa “il top management di Commerzbank, il consiglio di fabbrica, il governo, gli azionisti, i dipendenti e i clienti”. Orcel ha ricordato che l’offerta “è per il 100% e sarà strutturata al prezzo minimo regolamentare”. “L’obiettivo è aprire una finestra di 12 settimane di dialogo e sperare di uscirne con una visione e un piano condivisi o almeno ridurre il livello di fraintendimento‘” ha concluso.

Orcel: “Con confronto positivo potremmo rivedere i termini dell’offerta”

“Se passeremo da una situazione di rottura dello stallo ad avere avuto un confronto con un risultato positivo, con il sostegno a una visione comune, a una strategia comune, allora sicuramente potremo rivedere i termini” dell’ops su Commerzbank migliorando il premio offerto agli azionisti, ha affermato a chiare lettere Andrea Orcel, sottolineando tuttavia che è ‘”prematuro” pensare a questo perché “prima è necessario attendere l’esito del confronto che la banca spera di avere con gli stakeholder dell’istituto tedesco, che potrebbe portare a esiti diversi e a conseguenze diverse.

“L’offerta “non è concordata” e “il concambio previsto dal comunicato non offre un premio per i nostri azionisti”, era stata una delle prime critiche dell’amministratrice delegata di Commerz, Bettina Orlopp, che martedì in un’intervista a Bloomberg Tv, aveva spiegato: “Per portarci al tavolo delle trattative non è necessario presentare un’ offerta pubblica di acquisto, perché abbiamo ripetutamente, e lo ripeto ancora, affermato che saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta avanzata da Unicredit. Ma non c’è ancora una bozza di base o qualcosa di simile a disposizione”. 

Orcel e gli scenari su Commerzbank

“Penso sapremo il risultato” dell’offerta “in giugno o poco tempo dopo se la tempistica dell’operazione dovesse rivelarsi un po’ più lunga. A quel punto avremo chiarezza”, ha indicato ancora il Ceo di Unicredit. In quel momento Unicredit saprà quale sarà il punto di atterraggio dell’ops, in particolare se porterà al controllo di Commerzbank o se, come previsto al momento dalla banca, semplicemente al possesso di una quota al massimo poco superiore al 30% del capitale.

Nel primo caso, ovvero “se Unicredit arriverà ad avere il controllo” di Commerz “ovviamente ci sarà un impatto significativo sul capitale” e ovviamente questo avrà effetti “sul buyback 2025 e forse di più, a seconda dello scenario”, ha spiegato Orcel alla conferenza di Morgan Stanley. 

In caso di acquisizione del controllo, ha ribadito, “come sempre bisogna assorbire l’impatto all’inizio e poi dopo tutti i costi di ristrutturazione si inizia a estrarre ancor più capitale che si può restituire agli azionisti”, mentre se l’ops si concluderà, come previsto al momento, semplicemente con una quota lievemente superiore a quella attuale “non cambierà praticamente nulla”. In ogni caso Unicredit ritiene che i dividendi “siano sacrosanti” e punteremo sempre a proteggerli. Il resto, invece, sono “azioni che si muovono” e se Unicredit sceglierà di portare avanti l’aggregazione con Commerzbank sarà perché pensa di ottenere ritorni maggiori di quelli del buyback.

Orcel: “All’Italia serve consolidamento bancario”

Il consolidamento bancario italiano? “Magari qualcuno lo romperà, ma in questo momento è in stallo”, ha risposto Andrea Orcel. “Se guardate ai tre gruppi che la gente specula potrebbero aggregarsi tra loro o con noi o qualunque altra cosa, hanno tutti tra virgolette azionisti di controllo o con grande influenza che rendono ogni offerta impossibile senza accordi”, ha notato il banchiere. 
“Al momento non abbiamo visto, specialmente nei nostri confronti, nessuna apertura per negoziare alcunché“, ha proseguito manager. “Pensiamo inoltre che sarebbe difficile negoziare perché quando si ha il controllo di fatto tutti vogliono qualcosa ed è difficile trovare una situazione in cui tutti sono contenti”, ha precisato. Orcel si è detto quindi convinto che l’Italia “abbia bisogno di più consolidamento” anche se “forse un po’ meno della Germania”.

“Credo che alla fine qualcosa succederà, ma sarà guidato dagli azionisti“, ha concluso, ribadendo che Unicredit è “fiera delle sue radici italiane ma si è evoluta in un modello paneuropeo”. “Questo non vuol dire che non potremmo partecipare a un maggior consolidamento in Italia se ci provassimo, ma significa che se ragioniamo in primo luogo con un’ottica paneuropea allora una potenziale combinazione con Commerzbank spingerebbe il gruppo con decisione in quella direzione e cambierebbe la natura del gruppo una volta per tutte”, ha rimarcato. “Se potessi scegliere, come pensavo di poter fare nel settembre 2024, partirei da quello che cambierebbe il gruppo e lo strutturerebbe in una certa direzione”, ha concluso.

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