Dopo mesi di incertezza e il dietrofront di Ovs sull’acquisizione, Kasanova trova un nuovo approdo e mette in sicurezza il proprio futuro. Il consiglio di amministrazione ha infatti approvato l’offerta vincolante presentata da Pamaf, la holding guidata da Antonio Bernardo, per rilevare il 100% del capitale della società. La decisione arriva al termine di approfondite valutazioni industriali, finanziarie e giuridiche che hanno portato il board a considerare la proposta “seria, solida e pienamente idonea” a garantire una soluzione rapida alla crisi.
L’operazione rappresenta un passaggio chiave nel percorso di risanamento già avviato, con l’obiettivo di chiudere in tempi rapidi la fase più delicata e aprire una nuova stagione di rilancio.
Kasanova, Pamaf entra in campo: rilancio e nuovo polo retail
Le prospettive di rilancio passano ora da Pamaf, già fondatrice della catena Piazza Italia. Negli ultimi mesi si è infatti completata la separazione delle attività della famiglia Bernardo, con Piazza Italia finita interamente sotto il controllo di Luigi Bernardo dopo la cessione della quota detenuta tramite Alma. Un riassetto che ha aperto la strada a un percorso autonomo per Antonio Bernardo, oggi al centro dell’operazione Kasanova.
L’intervento della holding campana non si limita a un’azione di salvataggio. Il progetto punta a riorganizzare il business, rendere più efficienti i processi e rafforzare la presenza sul mercato attraverso nuove aperture. L’obiettivo è accompagnare il gruppo in una fase di modernizzazione, superando le criticità emerse negli ultimi anni.
Sul tavolo c’è anche una strategia più ampia. Secondo indiscrezioni, Pamaf starebbe valutando la creazione di un nuovo polo nel retail, anche attraverso ulteriori acquisizioni. In questo scenario, Kasanova rappresenterebbe il primo passo di un disegno più esteso nel commercio al dettaglio.
Dopo il caso Ovs, la soluzione definitiva per Kasanova
Il via libera a Pamaf arriva dopo il fallimento della trattativa con Ovs, che lo scorso novembre aveva annunciato l’intenzione di acquisire Kasanova con un piano che includeva aumento di capitale e razionalizzazione della rete. Un progetto poi naufragato a inizio febbraio, quando il gruppo dell’abbigliamento ha ritirato l’offerta vincolante per il mancato verificarsi delle condizioni sospensive previste dall’accordo, in particolare alla conclusione della procedura istruttoria e deliberativa da parte delle banche.
Una decisione definita “sorprendente” dalla stessa Kasanova, che tuttavia aveva ribadito la volontà di proseguire nel percorso di risanamento. La svolta però è arrivata poche settimane dopo, con l’intervento di Pamaf.
Una rete capillare da rilanciare
Kasanova arriva a questo passaggio con una struttura commerciale imponente: circa 700 punti vendita distribuiti tra negozi diretti, franchising e corner all’interno di altri store. Una crescita che negli anni ha spinto sull’espansione, soprattutto attraverso il franchising, ma che non sempre ha garantito risultati omogenei.
La nuova proprietà dovrà ora lavorare su questo patrimonio, migliorandone la redditività e rendendo più efficiente l’intera rete, evitando al contempo espansioni non sostenibili nel breve periodo.
“Siamo molto orgogliosi di avere ricevuto ed accettato l’offerta di un imprenditore gentiluomo, un uomo di valori e di parola che potrà, insieme alle nostre persone e alle sue, portare questa società ancora al successo”, ha commentato Maurizio Ghidelli, amministratore delegato di Kasanova.