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Borse 4 marzo: in Europa rimbalzano azionario e materie prime, petrolio e gas in calo su spiragli Usa-Iran. A Milano regina è Lottomatica

Piazza Affari risale dell’1,98% dopo il tonfo di ieri, nonostante il crollo di Mps e Mediobanca in seguito al cambio al vertice. Lo spread torna sotto i 70 punti base. Bitcoin di nuovo a 72.000 dollari

Borse 4 marzo: in Europa rimbalzano azionario e materie prime, petrolio e gas in calo su spiragli Usa-Iran. A Milano regina è Lottomatica

Dopo la seduta tragica di martedì 3 marzo, condizionata dalle prospettive di una nuova guerra nell’area mediorientale e soprattutto dalla chiusura dello stretto di Hormuz, oggi i mercati finanziari tentano il rimbalzo. Nonostante Hormuz sia ancora chiuso, il che secondo gli esperti potrebbe proiettare il prezzo del petrolio fino a 100 dollari al barile, oggi il greggio ritraccia leggermente dopo il rally di ieri: il Wti Crude Oil rimane in zona 74 dollari al barile, il Brent invece rimane un po’ sotto gli 81 dollari mentre scriviamo, comunque il massimo da gennaio 2025. Anche il gas perde valore (il TTF europeo cede l’11%) e rimanendo in tema di materie prime tornano di moda le commodities rifugio come oro e argento: il primo viaggia ampiamente sopra i 5.100 dollari all’oncia, il secondo si assesta intorno agli 84 dollari l’oncia quando in Italia sono le 17.

Ad alimentare l’ottimismo sia Oltreoceano che nel Vecchio Continente, dunque, sono soprattutto gli spiragli per la riapertura del canale diplomatico tra Usa e Iran. Secondo il New York Times infatti, il ministero dell’Intelligence iraniano avrebbe contattato la Cia tramite l’agenzia di spionaggio di un altro Paese per discutere di una possibile fine del conflitto. Nonostante la smentita arrivata da Teheran e da Washington, la notizia ha contribuito ad allentare la tensione sui mercati energetici e – appunto – a frenare la corsa del petrolio.

In questo scenario Piazza Affari guadagna l’1,98% ritrovando i 45.000 punti, grazie al balzo di Lottomatica +14,19% dopo i conti oltre le attese di ieri, ma anche al recupero di Stellantis +4,8% e delle banche: Pop Sondrio +4,95%, Banco Bpm +2,28%, Unicredit +2,75%, Intesa Sanpaolo +1,82% e Unipol +3,51 per cento. Non tutti i titoli bancari però chiudono in positivo: l’improvviso cambio al vertice, con il siluramento dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, manda in rosso Mps -1,2% e Mediobanca -1,58%. Il titolo peggiore è Amplifon -2,18% mentre Eni paga ancora l’incertezza sul futuro del petrolio e cede oggi un altro 0,4%. Hera -0,38% nel giorno in cui i soci pubblici confermano Cristian Fabbri e Orazio Iacono ai vertici. Nella volatilità di questi giorni riprende respiro lo spread Btp-Bund, che ieri era pericolosamente salito oltre i 70 punti base e oggi torna in zona 68 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento al 3,45%.

Risalgono anche gli altri listini europei: Parigi +0,79%, Francoforte +1,79%, Londra +0.65%. L’indice Euro Stoxx 50 viaggia vicino al 2%. In precedenza il Nikkei di Tokyo aveva chiuso perdendo il 3,6% mentre Wall Street in apertura appare contrastata: il Dow Jones perde mezzo punto percentuale, al contrario il Nasdaq Composite Index sale di oltre l’1%. Nvidia guadagna l’1,5% dopo una serie di sedute in rosso; exploit di Tesla +3,4%, Micron che va oltre il 5%, Amazon +3,7% e Meta (Facebook) +2,4%. Rimbalza significativamente il Bitcoin dopo settimane di incertezza in cui era tornato ai minimi da un anno e mezzo: oggi incassa più del 7% ritrovando i 72.000 dollari. A proposito di valute, ma questa volta reali, il cambio euro-dollaro si assesta intorno a quota 1,16.

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