In Italia, la parità di genere nelle imprese non è più solo un obiettivo sulla carta: 12.317 aziende hanno ottenuto la certificazione, coinvolgendo oltre 2,7 milioni di lavoratori, di cui il 43,12% donne. Un risultato che supera di gran lunga le previsioni del Pnrr, che puntava a 3.000 certificazioni entro giugno 2026, concentrandosi soprattutto sulle piccole e medie imprese.
I dati diffusi da Unioncamere durante l’audizione sul gender pay gap alla Commissione Lavoro della Camera mostrano come il tema stia assumendo un ruolo sempre più concreto nelle strategie aziendali. La certificazione, promossa dal Dipartimento per le pari opportunità e realizzata da Unioncamere, si conferma oggi tra le più diffuse in Italia, quarta solo dopo i sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente e la sicurezza sul lavoro.
“Questo dimostra che la parità di genere è percepita non solo come un costo, ma come un asset reputazionale e organizzativo fondamentale per attrarre talenti”, ha sottolineato Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere.
Distribuzione delle imprese certificate per settore
I dati mostrano forti differenze tra comparti industriali e dei servizi. Il settore Costruzioni guida la classifica con 3.150 imprese certificate, seguito dalle Attività manifatturiere con 1.811 aziende, insieme responsabili di circa il 40% del totale. La percentuale media di donne sul totale delle imprese certificate varia notevolmente: dal minimo dell’11,32% nelle Estrazioni minerali al massimo del 76,80% nelle Attività artistiche e sportive. Settori come Sanità e assistenza sociale e le Attività professionali e tecniche presentano quote femminili superiori al 50%, mentre Costruzioni e Fornitura di acqua e gestione rifiuti rimangono tra i comparti con la minor presenza femminile.
Lombardia e Lazio in testa per numero di aziende certificate
La distribuzione geografica evidenzia un predominio delle regioni Lombardia e Lazio, con 4.753 imprese certificate, pari al 38,5% del totale, e oltre 1,4 milioni di dipendenti, circa il 51% del totale nazionale. La Lombardia registra il maggior numero assoluto di lavoratrici (402.665), mentre la Sardegna (42,61%) e la Lombardia (42,52%) si distinguono per le quote femminili più alte in media per impresa. Le regioni con le percentuali più basse sono Abruzzo (27,76%) e Molise(28,29%).
Presenza femminile per dimensione d’impresa
La presenza di donne è più alta nelle micro-imprese (1-5 addetti), con il 63,96%, probabilmente legata a realtà professionali o di servizi su piccola scala. Nei segmenti di piccole e medie imprese la quota femminile diminuisce, fino al minimo del 30,39% nella fascia tra 30 e 49 addetti. Nelle grandi imprese, con oltre 250 dipendenti, la media femminile si attesta al 44,63%, interessando oltre un milione di lavoratrici, evidenziando come le strutture più complesse tendano a una distribuzione di genere più vicina alla media nazionale.
