Seduta positiva per i mercati euro-atlantici, che evidentemente hanno per ora digerito la questione dazi (destinata però a generare altre tensioni) per concentrarsi con ottimismo sulle prospettive legate all’Intelligenza artificiale. In particolare c’è attesa per i conti di Nvidia che arriveranno in piena notte italiana, e poi ci sono diversi rialzi qua e là legati alle trimestrali che stanno uscendo in questi giorni. Ieri ad esempio era stato il turno di Saipem, che ha battuto le attese, e di Telecom Italia che ha centrato tutti gli obiettivi e snellito il business: oggi la risposta del mercato è migliore per la petrolifera (+2,5%), mentre Tim guadagna l’1%, appena poco meno del Ftse Mib. L’indice principale della Borsa di Milano chiude col +1,1% a 47.170 punti, trainato dal rally delle banche che pervade tutta l’Europa: Mediobanca +4,6%, Mps +4,3%, Finecobank +4%, Unicredit +2% sulla possibile svolta per Commerzbank, Intesa Sanpaolo +0,9%.
Giornata di trimestrali a Piazza Affari
A proposito di trimestrali oggi è stata pubblicata quella di Leonardo, che ha visto un nettissimo calo dell’indebitamento mentre è atteso per il 12 marzo l’aggiornamento del piano industriale. Sul titolo prevale però l’effetto “sell on news”: crolla del 3,8% portandosi dietro Fincantieri -2,2%. Attesa in serata per Eni, Poste Italiane e Pirelli. Fuori dall’Italia corrono anche gli altri listini, a loro volta trainati dai titoli finanziari: Parigi +0,4%, Francoforte +0,6%, Londra +1,1%. Sul fronte macroeconomico, Eurostat ha comunicato che il tasso di inflazione annuo dell’area euro è stato dell’1,7% a gennaio 2026, in calo rispetto al 2% di dicembre: un anno prima, il tasso era del 2,5%. L’inflazione annua dell’Unione europea è stata del 2% a gennaio 2026, in calo rispetto al 2,3% di dicembre: un anno prima, il tasso era del 2,8%. Sempre per quanto riguarda i dati macro ma spostandoci al di là dell’Oceano Atlantico, salgono molto più delle attese le scorte di petrolio negli Usa nell’ultima settimana: sono salite di circa 16 milioni di barili, contro attese per un incremento di 1,8 milioni.
Materie prime: petrolio in calo, Jp Morgan vede l’oro oltre i 6.000 dollari entro il 2026
La conseguenza di scorte in aumento è che oggi le quotazioni del petrolio ritracciano: il Brent scende sotto quota 71 dollari al barile rimanendo comunque in zona 70,6 dollari, mentre il Wti crude oil perde mezzo punto percentuale a 65 dollari al barile. In crescita invece l’oro, per il quale oggi Jp Morgan prevede un futuro a 6.300 dollari all’oncia entro la fine di quest’anno. Secondo gli analisti, la combinazione tra rischi geopolitici, il ciclo di riduzione dei tassi d’interesse della Federal Reserve e i massicci acquisti da parte delle banche centrali e degli investitori sarà determinante per spingere le quotazioni verso i nuovi target. Intanto oggi il metallo avanza di oltre l’1% in zona 5.200 dollari l’oncia. Ancora meglio in termini percentuali fa l’argento che guadagna il 4% e ritrova finalmente i 90 dollari l’oncia. Da segnalare oggi anche il balzo del litio che sale del 6,5% e del platino +6%.
Wall Street parte bene: Nasdaq +1% in attesa dei conti di Nvidia
La seduta di oggi è positiva anche per i mercati statunitensi: poco prima che le Borse europee chiudano i battenti il Dow Jones guadagna lo 0,3% e meglio ancora fa il Nasdaq che cresce dell’1% in attesa di capire che cosa ne sarà dell’Intelligenza artificiale attraverso i conti e le prospettive di Nvidia, il cui titolo nel frattempo guadagna l’1,7% vicino ai 200 dollari per azione. Da segnalare in questa seduta l’exploit di Netflix che fa un balzo del 5% sopra gli 81 dollari per azione, recuperando solo in minima parte la tendenza ribassista degli ultimi mesi (a inizio gennaio era ancora sopra i 100 dollari). Gli altri tech: Apple +0,8%, Tesla +1%, Amazon +0,6%, Microsoft +2%, Meta +1,2%, male invece Alphabet che cede lo 0,2%. Riprende fiato il Bitcoin che ritorna sopra quota 67.000 dollari salendo del 5%. Il dollaro Usa si deprezza rispetto all’euro, col cambio in zona 1,18. Spread Btp Bund in calo appena sopra i 60 punti base, col rendimento del Btp decennale al 3,32%.