Guai a fidarsi. Le norme contro i pirati delle telefonate imbroglio, varate dal Governo in due tappe, nel luglio e nel novembre 2025, hanno funzionato solo per qualche settimana. Sì, perché le telefonate indesiderate hanno ricominciato a massacrarci. Tutto è tornato come prima.
Sembrava funzionare l’obbligo imposto agli operatori telefonici di controllare la veridicità del numero che ci chiama bloccando i finti numeri che compaiono grazie alla tecnica del cosiddetto spoofing, la sostituzione con una numerazione fittizia e quindi né richiamabile né identificabile. L’obbligo di farsi riconoscere sembrava di nuovo garantito. Con annesso divieto di chiamarci se abbiamo iscritto il nostro numero fisso o mobile nel registro delle opposizioni, che gli operatori del call center commerciali sono tenuti a consultare.
Le nuove armi dei pirati del web
Ma ci risiamo. Gli artefici del telemarketing selvaggio, che ci imbrogliano lucrando sulla finta convenienza del cambio operatore delle telecomunicazioni o dell’energia o, peggio, tentano di appiopparci assicurazioni spesso false o prestazioni mediche quasi sempre a rischio fregatura, hanno messo in campo nuovi trucchi per eludere i blocchi.
Primo trucco: le telefonate sembrano provenire da un numero estero. In molti casi lo sono effettivamente, grazie a centralini pirata piazzati oltre le nostre frontiere, anche in paesi che hanno o dovrebbero avere attivato misure simili alle nostre per contenere le telefonate abusive: la Spagna, il Portogallo, la Francia. In questo caso la fregatura, per chi riceve la telefonata, può essere più o meno grave. Un gran fastidio se si tratta di una telefonata generata semplicemente con un numero estero mascherato, a cui rispondiamo ma poi mettiamo giù non appena ci rendiamo conto che si tratta di un’offerta commerciale non richiesta. Una vera trappola se, magari per semplice curiosità, proviamo a richiamare quel numero.
Nel caso più fortunato il numero risulta inesistente, o magari clonato da un altro numero che corrisponde ad un inconsapevole utenza regolare. Ma in qualche caso succede qualcosa di ben più insidioso: sembra rispondere un centralino che ci invita caldamente a rimanere in attesa per una comunicazione “personale e urgente”, ma in realtà scatta una telefonata a carico del destinatario verso un numero a pagamento attestato in uno di quei paesi lontani che hanno tariffe telefoniche proibitive per le telefonate internazionali in entrata: in Africa, in Asia o in America Latina. Tutto falso. E la nostra bolletta decolla.
Le manovre per difendersi
Il problema, per noi, è risolvibile con relativa facilità. Basta non rispondere alle telefonate provenienti dall’estero, se non da numeri di conoscenti o interlocutori che abbiamo inserito nella rubrica del telefono. Magari dirottando tutte le telefonate sconosciute (o manualmente o automaticamente con le apposite funzioni del cellulare, se le abbiamo) nella segreteria telefonica con una registrazione che invita a lasciare un messaggio o mandarci una mail. Stando però attenti in questo caso a non incappare nelle trappole del phishing.
Ma ecco l’altro e più insidioso trucco dei pirati: compare un numero italiano, o cellulare o di rete fissa. Rispondiamo, fidandoci del blocco imposto dal novembre scorso a tutti gli operatori telefonici, che con loro sistemi informatici sono obbligati a verificare l’autenticità del numero entrante prima di inoltrare la telefonata. Peccato che il blocco abbia funzionato solo per qualche settimana. I pirati del telemarketing hanno trovato modo di aggirare questo blocco, che sembrava la soluzione definitiva, con una serie di trucchi. Trucchi nuovi o rispolverati perfezionando tecniche già usate in passato.
L’assalto dei numeri clonati o fantasma
C’è il trucco dell’utenza cellulare abusiva, intestata qualche prestanome difficilmente rintracciabile: un cittadino straniero connivente, ad esempio. Per qualche settimana, o magari per qualche mese, il numero sfugge alle maglie dei controlli e rimane attivo. Poi i pirati ne troveranno un altro, sempre a servizio della truffa.
C’è poi il trucco del numero fisso che sembra autentico anche richiamando, ma che risulta perennemente occupato e sfugge a qualunque identificazione anche consultando tutti gli elenchi pubblici e privati nonché i principali motori di ricerca sul Web, che restituiscono solo un altolà su un più che probabile operatore di telemarketing aggressivo. E’ il caso, solo per fare un esempio tra i tanti che stanno massacrando i cittadini nel momento in cui scriviamo, del numero genovese 010.9843509 o di quello torinese 011.18522658. Davvero gestori telefonici soggetti all’obbligo di controllo dettagliato numero chiamante non possono far nulla per smascherare una truffa di questo tipo?
Ma il trucco più insidioso è una vecchia conoscenza: la clonazione di un numero vero, pulito, intestato ad un altro inconsapevole utente, magari una società a sua volta vittima dell’imbroglio, o persino un’istituzione pubblica. Ecco un esempio: le telefonate che provengono in questi giorni dal numero fisso bresciano 030.2048950. Un annuncio robotizzato ci propone l’assoluta convenienza di impianti dentali in Albania a prezzo stracciato, magari comprensivo di viaggio e alloggio in Hotel.
Tra le vittime anche gli operatori onesti
La truffa è ben congegnata perché il numero corrisponde ad un centralino vero, che però ci obbliga a estenuanti attese. Peccato che l’intestatario nulla abbia a che fare con una pratica di questo genere. Una semplice ricerca su Google attribuisce il numero che propaganda gli imperdibili impianti dentali alla Soprintendenza archeologica dei comuni di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. Centralino ingolfato ma verissimo. Quale migliore occasione per clonare il numero in uscita? In ogni caso il massacro, per noi, continua. A meno di non adottare, anche per i numeri nazionali, la tecnica del dirottamento automatico in segreteria di tutti i numeri entranti che non abbiamo in rubrica.
Ma attenzione, anche qui. Si moltiplicano le clonazioni a fine di phishing di numeri a noi cari e abituali: la banca, l’assicurazione, la stazione dei carabinieri, il comune. L’unica contromossa efficace? Anche in caso di minimo sospetto interrompiamo cortesemente la telefonata e richiamiamo noi.
