Borse un po’ alla rinfusa in questa seconda seduta del mese di febbraio. Piazza Affari conferma il trend più che positivo avviato ieri e consolida ampiamente i 46.000 punti, ma non è così per altri listini europei e a Wall Street i due indici principali vanno a due velocità: il Dow Jones parte bene (anche se via via si indebolisce) mentre l’S&P 500 va giù dello 0,4% e crolla il Nasdaq Composite, che intorno alle 17 italiane perde l’1% trainato al ribasso dalle difficoltà dei titoli tech. Dopo il ritrovato ottimismo sull’Intelligenza artificiale registrato nella seduta di lunedì con il rialzo di azioni chiave come Alphabet che ha aggiornato il record, o Palantir, l’azienda di analisi dati appunto sull’intelligenza artificiale, o ancora dei produttori di microchip, oggi il comparto paga dazio: in apertura Apple cede mezzo punto percentuale, Amazon -1,7%, Microsoft -2,4%, Nvidia -2,8%. Micron passa dal +5,5% di lunedì al -2,6%. Ancora peggio PayPal che dopo la trimestrale deludente perde oltre il 20%. Si salva solo Tesla +1%. In tutto questo il dollaro perde qualcosina rispetto all’euro, con il cambio a 1,181.
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Bene Piazza Affari, così così gli altri listini europei
In Europa sembra andare un po’ meglio anche se Parigi, nonostante le buone notizie in arrivo dal governo e dalla legge di Bilancio finalmente approvata, dopo un drammatico travaglio che ha inquietato mercati e opinione pubblica, chiude in rosso. Aggancia di poco la parità Francoforte, Londra -0,3%. Esulta invece Milano, trainata al +0,9% a 46.420 punti da titoli in ordine sparso: molto bene l’energia con Tenaris +2,7% e A2a +2,5%, si risolleva Campari +3,3% e il migliore è Diasorin +4,1%. Sulla scia del comparto microchip statunitense soffre invece Stm -2,6% ma ancora peggio fanno Nexi -4,9% e Amplifon -2,8%. Oggi non male la Difesa che riprende un po’ fiato: Leonardo +0,7%, Fincantieri +0,6%. Bene Eni +0,6% che beneficia del riscatto del petrolio dopo il capitombolo di ieri. E le banche? Nel day after della presentazione del nuovo piano brilla ancora Intesa Sanpaolo, +1,6%. Unicredit +2,1%, giù invece Mps -0,6%. Lo spread Btp-Bund si conferma comodamente in zona 60 punti base col rendimento del nostro Btp 10 anni in lieve aumento al 3,49% alle ore 17. Si riduce dopo il boom di ieri il differenziale Oat-Bund, ma il rischio del debito francese rimane vicinissimo al nostro.
Bitcoin, petrolio, oro e argento: ecco la situazione
Il Bitcoin prosegue la sua parabola negativa e oggi per un attimo arriva quasi a scendere sotto i 77.000 dollari, il livello più basso da aprile 2025, dalla chiusura a 78.700 di ieri. Last but not least, le materie prime, che sono sempre grandi protagoniste in questo inizio di 2026, seppur in maniera molto volatile. Dopo il tonfo di lunedì infatti oggi recuperano sia il petrolio – moderatamente – che, alla grande, oro e argento. L’oro nero si limita ad un avanzamento di circa un punto percentuale sia per il Brent che per il Wti Crude, che si portano rispettivamente in zona 67 dollari al barile e di un soffio sotto i 63 dollari al barile nei minuti in cui le Borse europee stanno per chiudere i battenti. Ancora più clamoroso, anche se ampiamente insufficiente per riportarsi sui record toccati nelle scorse settimane, il recupero di oro e argento, che salgono rispettivamente del 7% a sfiorare quella fatidica quota 5.000 dollari l’oncia e del 12% a rasentare i 90 dollari l’oncia.