Le azioni globali sono per lo più in rialzo, con i titoli tecnologici che hanno spinto le azioni asiatiche ai massimi storici in attesa oggi delle trimestrali di Meta e Tesla. Ma è il dollaro il vero malato che, sebbene stamane si sia stabilizzato, si trova ai minimi di quasi quattro anni, ulteriormente colpito ieri da Trump, mostratosi indifferente alla sua debolezza. Ciò ha spinto l’euro oltre 1,20 dollari e l’oro sopra i 5.200 dollari. Oggi termina anche il Fomc della Fed e gli investitori, che si attendono una conferma dei tassi, guarderanno soprattutto alle dichiarazioni del presidente Jerome Powell mentre cerca di difendere l’indipendenza della Fed dalle pressioni di Trump.
Il dollaro debole non preoccupa Trump e le vendite aumentano
E’ il dollaro il malato dei mercati. Non che sia una novità, ma ad accentuare il sentiment è stato lo stesso Donald Trump. Quando Trump si è mostrato indifferente, dicendo a un giornalista che il dollaro “stava andando alla grande”, le vendite si sono trasformate in una cascata che ha fatto salire l’euro oltre 1,20 dollari per la prima volta in più di 4 anni e mezzo e il franco svizzero al massimo degli ultimi 10 anni. La geopolitica, le politiche di Trump, la volontà di Washington di abbassare il tasso di cambio e le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed hanno contribuito a far scendere l’indice del dollaro di oltre il 9% lo scorso anno e ha iniziato l’anno con il piede sbagliato, con un calo di circa il 2,3% a gennaio. E ora, con i nervi freschi per la sua inquietante diplomazia in Groenlandia, nonché con i segnali che gli Stati Uniti sono disposti ad agire con la vendita di dollari per sostenere lo yen giapponese, gli investitori vogliono proteggersi.
La scorsa settimana Reuters ha riferito che il secondo fondo pensione australiano, l’Australian Retirement Trust, sta riducendo l’esposizione al dollaro attraverso operazioni di copertura, pur mantenendo i suoi investimenti negli Stati Uniti. Questo tipo di visione aiuta a spiegare come le azioni abbiano continuato a raggiungere picchi record nonostante le oscillazioni dei tassi di cambio.
Stamane il dollaro sembra volersi assestare: la moneta unica è scesa dello 0,36% a 1,1994 dollari e la sterlina ha perso lo 0,33% attestandosi a 1,3796 dollari, dopo essere salita dell’1,2% nella sessione precedente, raggiungendo il livello più alto dal 2021. L’indice del dollaro, che misura la valuta statunitense rispetto alle sei principali rivali, è salito dello 0,22% a 96,114 dopo essere sceso di oltre l’1% nella sessione precedente, toccando il minimo degli ultimi quattro anni a 95,566.
Il calo del dollaro ha aiutato l’oro a raggiungere un nuovo massimo sopra i 5.200 dollari l’oncia e ha fatto salire il dollaro australiano di oltre 70 centesimi.
Oggi si pronuncerà la Fed al termine del Fomc. Molti i temi sul tavolo
L’attenzione degli investitori sarà rivolta oggi alla decisione politica della Federal Reserve, dove si prevede che la banca centrale manterrà la sua posizione in stand by sui tassi. Gli analisti ritengono che tale pausa continuerà ben oltre gli ultimi meeting del presidente della banca centrale statunitense Jerome Powell a marzo e aprile. La nomina di un potenziale sostituto di Powell a maggio, il tentativo di licenziare il governatore della Fed Lisa Cook e un’indagine penale da parte dell’amministrazione Trump sul capo della banca centrale sono tutti fattori che incombono sulla riunione.
Wall Street ieri sostenuta dai tech, mentre crollano le compagnie sanitarie
Ieri a Wall Street l’indice S&P 500 (+0,41%) ha chiuso vicino al massimo record registrato il giorno prima, segnando il quinto giorno consecutivo di guadagni, grazie all’ottimismo degli investitori per le trimestrali delle megacap che inizieranno ad arrivare oggi, dopo la chiusura delle contrattazioni, con Meta e Tesla. I loro report metteranno alla prova la resilienza del settore dell’intelligenza artificiale, che ha sostenuto il rally di Wall Street per gran parte dell’anno scorso. In totale, 102 società dell’indice S&P 500 pubblicheranno i risultati finanziari questa settimana. Delle 64 che hanno pubblicato i risultati fino a venerdì, il 79,7% ha superato le aspettative degli analisti, secondo i dati raccolti da LSEG.
Gli investitori sono stati incoraggiati anche da General Motors che ha visto le sue azioni salire dell’8,7% dopo aver riportato un utile netto più elevato nel quarto trimestre.
Invece ci sono state pesanti vendite sulle azioni delle compagnie di assicurazione sanitaria, pesando sull’indice Dow che ha chiuso in calo dello 0,83%. UnitedHealth è crollato del 19,6% dopo che l’amministrazione Trump ha proposto un aumento delle tariffe assicurative Medicare. Il piano ha rappresentato un ulteriore ostacolo alle già deludenti previsioni di fatturato dell’assicuratore per il 2026. La stessa sorte è toccata ai colleghi del settore assicurativo Humana, in calo del 21% e CVS, in calo del 14,2%.
Borse asiatiche in rialzo, spinte dai titoli legati all’intelligenza artificiale. Occhi a Softbank
Le borse asiatiche sono positive, trainate soprattutto dai titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale. L’indice Msci All Country World è salito dello 0,2%, sfiorando il record.
In Corea del Sud, l’indice Kospi è in rialzo del +2% e raggiunge 5.173 punti, segnando un nuovo record storico, nonostante i dazi minacciati da Trump. Fra i titoli, Samsung +1,5% e SK Hynix, fornitore di memorie, +5%.
A Hong Kong, l’Hang Seng segna +2,4%. Nel 2025, i prezzi delle abitazioni a Hong Kong sono aumentati del +3,3%, il primo rialzo dal 2021, sostenuto dai tagli ai tassi di interesse e dal calo dell’offerta. I prezzi sono scesi di quasi il 30% rispetto al 2021, a causa dell’aumento dei tassi sui mutui e delle rigide politiche anti-Covid allora adottate.
In Cina, l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen e lo Shanghai Composite hanno visto un rialzo del +0,5%
A Tokyo, il Nikkei 225 oscilla intorno alla parità, il Topix il -1%. I mercati sono stati zavorrati dal rinforzamento dello yen, che si è avvicinato ai massimi degli ultimi tre mesi, anche per via delle delle notizie su un possibile intervento combinato fra Stati Uniti e Giappone sui cambi. L’indice giapponese è fortemente orientato alle esportazioni e uno yen più forte aumenta il costo dei beni giapponesi all’estero e può ridurre gli introiti. Tuttavia, anche in Giappone le perdite sono state limitate garzie al positivo andamento dei titoli legati all’IA, come la società elettronica Renesas Electronics (+8%) e l’investitore tecnologico SoftBank (+4%) che ha dichiarato di essere in trattative per investire altri 30 miliardi di dollari in OpenAI.
Borse europee verso un’apertura positiva. A Piazza Affari occhi a Mps, Bper, Tim
Borse dell’Europa attese in rialzo: i future sull’Euro Stoxx 50 salgono dello 0,4%
Lvmh. I ricavi del quarto trimestre 2025 sono stati in linea con le stime del consensus (Fashion & Leather Goods -3% organico), ma nel complesso i risultati sono stati contrastanti e le indicazioni di Arnault sul breve termine sono risultate piuttosto caute.
Banca Monte dei Paschi di Siena. Secondo indiscrezioni di stampa, la Bce starebbe spingendo per il delisting della banca, opponendosi al ripristino del flottante. Oggi il CdA dovrà decidere se Lovaglio parteciperà al voto sulla lista del CdA uscente.
BPER / Banca Popolare Sondrio. La BCE ha autorizzato la fusione per incorporazione di BPSO in BPER.
Campari. Indicazioni deboli sui volumi di cognac nel quarto trimestre da parte di LVMH. Il comparto spirits appare piatto.
Diasorin. L’assemblea straordinaria ha approvato un piano di buyback da 250 milioni di euro, come previsto.
Prysmian. Corning (ieri +16%) ha annunciato un accordo pluriennale, fino a 6 miliardi di dollari, con Meta Platforms per la fornitura di fibra ottica, cavi e soluzioni di connettività per data center avanzati. Il business Digital Solutions di Prysmian rappresenta il 12% dei ricavi e il 13% dell’EBITDA stimato nel 2026.
TIM. Oggi le assemblee straordinarie di azionisti con azioni ordinarie TIT e azionisti con azioni risparmio TITR voteranno sulla conversione delle TITR. L’operazione è supportata dai principali azionisti di TIT (Poste), di TITR (Davide Leone) e da entrambi i consulenti (i proxy advisor Glass Lewis e ISS).
Ferragamo. Ha chiuso il quarto trimestre con ricavi in linea con le stime a 282 milioni di euro, in calo del 2% a cambi costanti penalizzati sopratutto dalla debolezza delle vendite nell’area Europa e Medio Oriente-Africa (Emea) e del canale wholesale.
